da Michele preparazione pizza

Come la immaginate la pizza napoletana? Sfornata da un anziano maestro esclusivamente all’interno del triangolo d’oro Stazione Centrale, Tribunali, Mergellina?

pizza bianco nero

Per fortuna la pizza viaggia sulle ali dell’entusiasmo, oltre che dei ricordi del passato. La tradizione si evolve, riprende canoni ormai dimenticati, attualizza quelli che non sarebbero più comprensibili nell’era della pizza web 2.0. Gioca per divertire a tavola.

Un fermento che vede impegnati molti pizzaioli. Proviamo ad elencarli.

Enzo Coccia

1. Ci sono i pionieri come Enzo Coccia pronto finalmente a far assaggiare a tutti la pizza fritta e non solo quelli che partecipano ad eventi;

Gino Sorbillo pizzeria Scaramantica

2. i mediatici come Gino Sorbillo che oltre alla tradizionale pizza dei Tribunali ha contribuito ad amplificare il successo della pizza fritta di maestri come i Piccirillo della Masardona o i Di Giulio di Ermenegildo;

Vincenzo Capuano

3. gli arrembanti come Vincenzo Capuano, il pizzaiolo delle Mille lire e di Expo con le 180 mila pizze sfornate insieme alla sua squadra; o Simone Fortunato, il pizzaiolo più veloce che si conosca;

Antimo Caputo Teresa Iorio

4. le donne come Teresa Iorio che si è fatta conoscere per la pizza con impasto integrale e poi ha vinto il prestigioso titolo di Campione Mondiale STG, cioè Specialità Tradizionale Garantita;

Carlo Sammarco pizzaiolo

5. gli emergenti come Carlo Sammarco ancora fuori dal cono di luce della notorietà che lo sta solo sfiorando;

Ferdinando De Giulio Davide Civitiello

6. gli ambasciatori, come Davide Civitiello che un giorno è in Australia per una fiera dei prodotti di eccellenza italiana e due giorni dopo lo vedi a un forno a New York.

Lungomare Napoli

Tutti campioni nell’esaltare il ruolo della tradizione al tempo nostro che non è quello dei polverosi incartamenti ma della gioia di portare alla bocca uno spicchio di pizza immersi nel panorama del Golfo di Napoli o nel caos dei vicoli del centro antico.

Con questi campioni come lo vedete il futuro della pizza napoletana?

impasto pizza bianco nero

L’ho chiesto a Davide Civitiello. E la risposta è stata “nero”.

Naro? Via al banco ad ammaccare la pizza nera che piace e fa impazzire. I commensali di Anema e Cozze, qui al centro commerciale Campania di Marcianise, sono incuriositi e chiedono di assaggiare.

pizza nero di seppia

Siamo fuori dal solco della tradizione più rigida, ma il risultato con il nero di seppia premia l’associazione con la linea dei piatti di mare.

farcitura pizza nero di seppia

Fermi. Prima di lanciare strali alla volta dell’eretico Davide Civitiello, sarà meglio che consideriate il suo background, ovvero da dove arriva il saper fare pizze. E la sua conoscenza della tradizione, quella viva.

Vincenzo Costa pizzaiolo

La prima immagine recuperata dagli archivi della memoria (e delle foto stampate, analogiche) è del cavalier Vincenzo Costa  proprietario e Pizzaiuolo della antica pizzeria da Gennaro, maestro che lo ha cresciuto da quando aveva 3 anni: in pizzeria, Civitiello inizia a provare per gioco a 9 anni e inizia la passione.

Davide Civitiello a 13 anni

A 13 anni, Civitiello, è già un buon fornaio e cuoce 1.000 pizzette fritte al giorno. “Sono diventato un buon friggitore e amo la pizza fritta anche se tutti mi prendevano in giro perché ne mangiavo di enormi”.

pizzaiolo Salvatore De Masi

Il secondo maestro è don Salvatore De Masi che come i suoi fratelli si era formato alla pizzeria Costa. “Con lui ho avuto l’onore di aprire una sua pizzeria: la prima apertura della mia vita”.

Don Umberto Frusciano è il più forte banconista di tutti i tempi e ha tenuto a battesimo molti ragazzi che volevano imparare a fare le pizze. Grande specialista della fritta, ha aperto la Pizzeria Italia a Rimini che oggi è una delle più rinomate di tutta la riviera Romagnola.

Davide Civitiello pizza a ruota di carretta

E se non siete ancora convinti, eccolo a 17 anni con la pizza a ruota di carretta sottile-sottile e appena sfornata. È insieme al figlio di Enzo Costa.

Davide Civitiello pizzaiolo eretico

“Che dici, sono o non sono una parte della tradizione della pizza napoletana?”.

Non so, chiedo in giro e spero non ti facciano nero per questa pizza che è buona, delicata di impasto e con le cozze va benissimo.

Voi che dite: tradizionalista o eretico?

pizza fritta stesura neropizza Vesuvio pizza nera ripieno pomodorini gialli pizza

Avete qualche elemento in più con la pizza fritta bianca e nera, la Vesuvio ripiena, con i pomodorini e l’insalata di mare.

PS. Ah, sì, dimenticavo: Davide Civitiello ha vinto il titolo di Campione del Mondo nel 2013. Specialità Tradizionale Garantita, cioè l’ortodossia napoletana.

storie di pizza e di pizzaioli

Storie di pizza e di pizzaioli

pizza computer

  1. Napoli. La pizzeria Carmnella è senza vergogna cioè “senza scuorno”
  2. La pizza vegana di Salvatore Lionello ti fa andare in Paradise
  3. Il futuro della pizza lo vedo nero, ma divertente
  4. Fiocco, cioè la ricetta per portare il gateau di patate sulla pizza
  5. Da Michele che ascolta l’impasto della pizza e ama il Cilento

4 Commenti

  1. Mettiamo da parte, inizialmente, una questione:
    se cioè Michele faccia la miglior pizza di Napoli o la 15 esima o la 100
    Non è rilevante per la discussione che stiamo facendo.
    .
    Ma sicuramente, Michele è il SIMBOLO della TRADIZIONE.
    .
    Ed anche nell’articolo, viene inserito come simbolo della tradizione.
    Ma appare come un vecchio stanco, un PASSATO destinato a finire.
    .
    In contrapposizione c’è il NUOVO CHE AVANZA.
    I pizzaioli super-MEDIATICI e di successo.
    Sono loro il FUTURO della PIZZA NAPOLETANA.
    Capaci di Rinnovarsi e d’intercettare i Cambiamenti sociali ed antropologici
    che stiamo vivendo tumultuosamente, specialmente con l’avvento del WEB.
    .
    Sta per finire un’EPOCA, nella GLORIOSA STORIA della Pizza Napoletana.
    .
    E’ iniziata una Nuova Fase dominata da un Marketing Aggressivo e Spregiudicato.
    .
    Non so come andrà a finire.
    Non lo sanno nemmeno i cavalieri dell’apocalisse che guidano il cambiamento.
    .
    A me interessa che Sopravviva una Concezione Altamente Etica e Romantica della Pizza Napoletana
    contrapposta alla Visione Affaristica del NUOCO CORSO.
    Cioè
    1 di un CIBO POPOLARE ED ACCESSIBILE.
    2 di un Cibo Riconoscibile e che non scimmiotta nessuno,
    …perché non ne ha bisogno.
    ……………
    ………….
    ………
    …..
    ….
    ..
    .
    Io sono con MICHELE
    .
    Io sono con i Giovani Pizzaioli Napoletani
    che sapranno portare avanti l’idea(le)
    di una pizza della Tradizione
    ottima
    e accessibile a…………..TUTTI

  2. Ma Vincenzo Pagano non è quello che si vende per un piatto di lenticchie ed ha prestato il fianco a Report nel corso di quella puntata denigratoria sulla pizza napoletana?

    • Lascio il commento per far comprendere quanto sia miserabile l’interpretazione dei fatti di alcuni anonimi “appassionati” o presunti “operatori” della pizza.

  3. 1
    Io ho sempre visto gli interventi di Vincenzo Pagano sulla pizza di Report come un merito perché non ha nascosto la polvere sotto il tappeto, come hanno tentato inutilmente di fare altri.E c’è stato un miglioramento nelle pizzerie sul fronte di una buona cottura che elimini le bruciacchiature.
    Abbiamo visto come sia importante farlo anche con la carne ai ferri, alla griglia ecc… in occasione dell’allarme carne rosa dell’OMS.
    .
    L’altra parte del commento di Pasquale merita un’articolazione più complessa che, ora, non mi sento di affrontare interamente.
    Dico soltanto alcune cose:
    2
    Non si può essere offensivi sul piano personale in un dibattito pubblico.
    Né verso i Redattori, né verso i Commentatori.
    Questo tipo di messaggio non sarebbe passato in altri blog
    (che trattino anche altri argomenti).
    Vincenzo P invece lo ha fatto passare
    ed io sottolineo che il grado di libertà di espressione del proprio pensiero su Scatti di Gusto NON E’ALTO, MA ALTISSIMO
    E molti miei commenti lo dimostrano.
    .
    Ma non possiamo oltrepassare certi limiti, perché non è giusto.

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