Cosa mangiate da Lele Usai che apre il nuovo Tino e il bistrot Quarantunododici a Fiumicino

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Lele Usai al quarantunododici

Aggiornate il portolano gastronomico voi che fendete le acque con le vostre navicelle di gusto dalle parti di Roma.

Nasce un nuovo bistrot figlio di un ristorante stella Michelin che a sua volta getta gli ormeggi su altri lidi.

Da Ostia al porto canale di Fiumicino sono pochissimi chilometri, ma per Lele Usai, Claudio Bronzi e il Tino cambia molto.

Siamo andati a vedere il cantiere alle ultime battute per l’apertura del nuovo locale del duo.

L’apertura è fissata per martedì 3 maggio al Nautilus Marina, prestigioso e storico cantiere velico che si trova sul fiume Tevere in una splendida cornice naturale.

Il nome è 41° 12°, anzi, Quarantunododici scritto in lettere che sono le coordinate nautiche in gradi latitudine Nord e longitudine Est della marina fondata dalla medaglia d’oro della vela olimpica Ammiraglio Agostino Straulino.

Una storia ricca di onore e di premi che splenderà insieme alla stella Michelin conquistata dal Tino.

L’idea iniziale di Lele Usai era di aprire qui un bistrot e di tenere aperto in contemporanea il Tino. Ma l’ampiezza degli spazi e la bellezza del luogo hanno fatto cambiare il progetto.

Il complesso ospiterà al piano inferiore il bistrot, mentre al piano superiore arriva Il Tino.

bistrot Lele Usai 41 12 Fiumicino carta nautica viaggi Straulino

La prima cosa che vi colpirà è la luce che avvolge una struttura ampiamente vetrata. Un bar e uno store affiancano la sala arredata in maniera informale di quella eleganza che solo le cose di mare e di vela sanno dare. Al pari delle soluzioni pratiche come le luci che si agganciano e scorrono lungo il soffitto.

Bistrot quarantunododici Lele Usailuci bistrot Nautilus 41 12nuovo bistrot Fiumicino 41 12

Per questa zona è stato scelto il bianco che ammanta il parquet. L’immagine della tolda di una barca è quello che vi arriva. Belli gli arredi, belle le decorazioni con il grande quadro blu della parete che ospita il logo 41° 12° del bistrot e il “boccaporto” del passi.

cucina nuovo Tino Lele Usai

La cucina è grande, ben più di quella del Tino di Ostia, e servirà anche il ristorante che è al piano superiore nello spazioso piano mansardato a sbalzo sull’area esterna che affaccia su Tevere.

Un’area che accoglierà ombrelloni e zona relax sulla striscia di giardino che contorna il fiume. Qui, nel casotto che ospitava il punto ristoro del circolo, nascerà la scuola di cucina che era all’ingresso del Tino.

Lele Usai Il Tino nuovoLele Usai nuovo Tino Lele Usai arredamento vintage Il Tino Fiumicino

Al Tino si entra salendo le scale traforate in metallo. Il colore dominante è il blu star&stripes del tavolato. L’arredamento è sempre vintage con il salottino in stile cartone animato Pronipoti e le madie degli anni 50 e 60.

Il rapido collegamento della sala con la cucina è assicurato da un montacarichi molto grande. E nonostante l’ampia metratura a disposizione, rimarrà invariato il numero di 12 tavoli e dei posti a sedere rispetto alla sede dove il Tino è stato per 10 anni conquistando la stella Michelin.

“Abbiamo fatto questa scelta perché vorremmo continuare il nostro percorso di crescita e offrire un’esperienza sempre migliore agli ospiti che si siedono alla nostra tavola”, è Lele Usai a spiegare la ragione di lasciare immutato il numero dei commensali. Si starà molto più comodi.

saletta privata il Tino

E ci sarà anche una saletta (che tanto piccola in realtà non è) con un tavolo sociale e il colore malva a sottolineare il cambio di luogo.

area relax e servizi Nautilus Bistrot

Tanti servizi in più e non solo per lo store dove si potranno acquistare i prodotti utilizzati in cucina da Usai. Ci sarà innanzitutto il parcheggio che era una delle croci della location a Ostia, un piccolo centro benessere con sauna e zona massaggi, e un servizio navetta da e per l’aeroporto di Fiumicino.

Lele Usai Claudio Bronzi

Ora che vi è venuta l’acquolina in bocca, vi starete chiedendo cosa si mangerà.

croissant bistrot Nautilus Lele Usai burro di Normandia

Il bistrot funzionerà dalla mattina all’aperitivo e si parte proprio con la colazione. Mettete la prima bandierina per i croissant sfornati da Usai con vero burro di Normandia. I soci del circolo ovviamente saranno i più avvantaggiati da questa apertura e godranno anche di pain au chocolat, maritozzi con panna, brownies e bombe (tra 1,20 € e 2,00 €) o di panini per gli intermezzi (da burro e alici a mortadella, ricotta ed erbe aromatiche o salmone affumicato, panna acida e misticanza da 3,50 a 5 €).

A pranzo si potrà scegliere una formula leggera con prezzo di 14 €. “Entrée, pasta al pomodoro con estratto di datterini e basilico che piantiamo noi, acqua caffè per tornare a lavorare”.

pasta nero seppia

Ma il menu è bello ricco di proposte semplici ed efficaci. A curiosare nella cucina che sta in rodaggio, un classico come le fettuccine al nero tirate a mano con seppie e piselli (12 €) o lo spaghettone agio, olio, peperoncino e conchiglie “quelle della Lucia Madre” recita l’appunto.

E’ una delle due barche dei pescatori, non sempre ben accette nelle marine per via di ingombri e odori, che forniranno la materia prima al bistrot e al ristorante.

E che ci fosse parecchio pesce nell’offerta era a dir poco scontato tra crudi di pesce, tartare, frutti di mare e cocktail di gamberi (tra 13 e 22 €) negli antipasti o, sul fronte dei secondi, zuppa di pescato (25 €), bistecca di tonno, pomodori secchi, capperi e misticanza aronatica (16,50 €), ombrina al sale con maionese leggera al lime (16,50 €) e una classica frittura di calamari e gamberi (17 €) accompagnata da misticanza e panna acida.

Uno schema 4+4+4+4 dolci (cremini e cheesecake) che sarà aggiustato a seconda del pescato del giorno.

E al Tino?

spaghettone alle vongole il Tino risotto astice affumicato vaniglia capesante carote olive wasabi usai

Si parte con il menu dei classici del vecchio locale.

Ma per festeggiare la nuova apertura del locale stellato (prevista per il 15 maggio) ci sarà un nuovo piatto: “I cuori del Tino”, cioè i molluschi che praticamente nessuno più utilizza.

cuori del Tino

“Non li vedevo da un po’ di tempo in circolazione e i miei genitori non hanno perso tempo: spaccati e mangiati a crudo. Quindi faremo un piatto”, assicura Lele Usai.

Noi andremo ad assaggiarli e probabilmente la curiosità non ci permetterà di attendere rodaggi, tagliandi, equilibrature e convergenze.

Ma d’altronde avevamo lasciato la cucina del Tino in ottima forma e non ci sarebbe motivo per trovarla diversa se non migliorata. Almeno nelle tonalità dei piatti a guardare tutta la luce che inonda questi spazi.

Lele Usai Francesca Spadarospaghettoni cozze

E voi che farete? Attenderete per molto tempo o vi state già deliziando con una pasta e cozze fatta a casa?

Quarantunododici e Il Tino. Via Monte Cadria 127. Fiumicino (Roma)

[Immagini: Vincenzo Pagano, iPhone Vincenzo Pagano, Bettina Q. Turiaco]

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