Essenza ristorante Pontinia

Nella piccola e sperduta Pontinia c’è un giovane chef che vuole diventare grande. Simone Nardoni, classe ’87, ha deciso di aprire Essenza, il suo ristorante, nel comune a pochi chilometri da Latina.

Sono andato da lui per conoscere la sua filosofia di cucina e vi racconto come è andata.

Pochi i coperti, sala interna accogliente e di buon gusto. Non mi convince invece l’arredamento dello spazio esterno.

Essenza ristorante cinta senese mela indivia

Prima di accomodarci al tavolo vengono proposti due amuse-bouche.

Cinta senese, mela e indivia e Cipolla caramellata allo zafferano, mandorle, crema di patate e spuma di parmigiano ricordano nell’insieme il gusto della Genovese, tipico piatto napoletano.

Decidiamo di lasciarci guidare dallo chef scegliendo il menu Radici nel cemento”(50 €), un percorso di 8 assaggi.

Ottimi il pane ed i grissini al sesamo nero abbinati ad oli locali.

Essenza ristorante raviolo calamaro

Il raviolo di calamaro, tartare di branzino, spuma di riccio di mare e gambero rosso è un piatto equilibrato e dalle consistenze interessanti.

Essenza ristorante Lo Scoglio

Portata dal gusto marino intenso Lo Scoglio, a base di crudo di gambero rosso, mousse di riccio, spugna di nero di seppia e sesamo nero, tobiko al wasabi, salicornia e polvere di testa di gambero.

Essenza ristorante calamaro alla mugnania

Calamaro alla mugnaia, cialda di riso e cedro: forse il meno convincente della serata a causa di un gusto troppo piatto.

Essenza ristorante ombrina cruda

Ombrina cruda ed affumicata, yogurt, polvere di tarallo, cetriolo fermentato e mela osmotizzata è il piatto che più dimostra l’attenzione ai dettagli, dal taglio degli ingredienti fino al bilanciamento delle diverse componenti.

Essenza ristorante panzanella Essenza ristorante panzanella tonno burrata

Panzanella, tonno, burrata affumicata e sorbetto di peperoni arrosto è il migliore della serata per la varietà di consistenze e le interessanti note di fumo che ben si sposano con la freschezza del pomodoro.

Essenza ristorante sgombro

Ottimo lo sgombro con tartare vegetale e curry di granchio che forse paga una non adatta collocazione nel menu.

Essenza ristorante seppia nera

Seppia nera, caldo e freddo di piselli è un divertente gioco tra i due ingredienti ed è uno dei piatti storici del ristorante.

Essenza ristorante fusilloro

Il FusillOro calamaro ed il suo quinto quarto con polvere di cozza chiude in maniera decisa la sequenza delle portate salate accompagnate senza difficoltà dall’indiscutibile Ribolla Gialla 2011 di Damijan Podversic (45 €).

Essenza ristorante granita di fragola

Panna, granita di fragola e campari e crumble di curcuma è pre dessert sfizioso e rinfrescante.

Nonostante l’assenza di un pasticciere, plauso a Simone per i dolci, tutti ben eseguiti e senza inutili eccessi.

Essenza ristorante Foresta Neraessenza latte miele polline Essenza ristorante ananasEssenza ristorante terrina di cioccolato

Sono la Foresta Nera, latte miele e polline (il più apprezzato), ananas alle cinque spezie limone e frutto della passione e una terrina di cioccolato 100% tostata.

Essenza ristorante piccola pasticceria

Cui ha fatto seguito la piccola pasticceria.

Cura per i dettagli ed una cucina elaborata dai sapori netti caratterizzano il locale di Simone Essenza che annovero tra le giovani scoperte interessanti. Voi già lo conoscete e pensate che possa essere uno dei “Saranno Famosi”?

Ristorante Essenza. Via Giacomo Leopardi, 04014 Pontinia (Latina). Tel. +39 0773 848935

[Testo e foto: Matteo Bizzari]

9 Commenti

  1. Questi piatti contengono tutti gli elementi della cucina stellare, addirittura anche le spume Adriàene.
    Perché non dargli una stella?
    E’ diventato così scontato lo stile stellare, così facilmente imitato che alla michelin hanno pensato che bisogna cambiare.
    Hanno iniziato con “riso al pollo con salsa di soia” di Singapore.
    .
    A Napoli premono per la pizza.
    A Bari per il “riso patate e cozze”
    Tutti vogliono una stella.

    • Caro jpjpjp è vero che sul nome del locale nn c è il copyright, come è vero che sul web, tutti avete il diritto di scrivere stronzate,io il mio ristorante l ho aperto a luglio 2011, c è il deposito in camera di commercio, quindi se proprio qualcuno si dovesse Far girare non sarebbe di certo Eugenio…meditate gente meditate prima di usare i polpastrelli

    • Forse il nome è il problema minore. Fuori dalle grandi città credo sia molto più difficile emergere e farsi notare.
      Non credo serva la stella per sancire la bontà o il successo di un locale, ma è ovvio che uno chef bravo e ambizioso (e giovane) debba provarci (in bocca al lupo!).
      Esiste uno “stile” stellato? Non ne sono sicurissimo. Personalmente ho provato 7 stellati finora (e qualche ex stellato decaduto e qualche “promessa stella” mai arrivata…) e ho sempre apprezzato le idee, gli abbinamenti (più o meno azzardati e riusciti) più che le spume & c. che ci si può aspettare in ristoranti di un certo livello.

  2. “tutti avete il diritto di scrivere stronzate”
    Mi sembra eccessiva la reazione e, conoscendo meglio di te Jpjpjp, posso tranquillamente dire che hai sbagliato persona per rivolgerti in quel modo.
    .
    Qui, se c’è uno che scrive “molte” str…… sono io.
    Il tuo suggerimento, implicito, è quello di non aprire bocca per evitare di dire str……
    E lo sto prendendo in seria considerazione.

  3. Carissimo Walter, il mio suggerimento nn era qll di nn aprire bocca, non mi permetterei mai,era soltanto quello di informarsi prima di fare certe uscite,non pensiate sempre che noi ristoratori dobbiamo sottostare per forza al vostro desiderio di giocare a freccette con il lavoro altrui,e poi la gente di questi commenti è stanca (e le spume non sono adrianesche come scrive lei,nn c è lecitina di soia, è una reazione naturale Dell emulsione, si ottiene con il minipimer,senza laboratori chimici) la saluto simone

  4. Quello che non capisco è perché uscire dalla cultura dei like è “giocare a freccette”.
    Volete il consenso plebiscitario, volete l’omologazione, volete lo spegnimento del pensiero critico, volete il conformismo, volete clienti adoranti:
    ma già siamo quasi arrivati.
    Perché preoccuparsi tanto per due str….e ?

  5. Proprio ieri io e la mia compagna abbiamo avuto il piacere di tornare da Simone presso il suo Essenza. Un pranzo meraviglioso in cui ci siamo sentiti coccolati dall’inizio alla fine, grazie anche a Carmen, la bravissima sommelier la cui presenza in sala è sempre piacevole e mai invasiva. Le otto portate (più la meravigliosa cipolla caramellata come benvenuto e la mini pasticceria post dolce)sono state un trionfo di equilibrio e sapori, sempre ricercati e mai banali. Notevole l’orata con crema di castagna e melograno. Notevolissima la zuppa di topinambur e nero di seppia. La Pavlova è stata un tripudio di dolcezza e leggerezza assoluta, quasi impalpabile. Per ogni portata non desideravo altro se non che ne uscisse una seconda identica dalla cucina, per sentire di nuovo quella sinfonia di sapori che solo Simone riesce ad infondere nei suoi piatti. Se non fosse un grande chef, senza dubbio direi che sarebbe potuto essere un grande mago. Davvero tantissimi complimenti a Simone, il suo futuro è obbligatoriamente stellato se pensate, non solo ai suoi piatti, ma anche ai suoi 29 anni (pieni di grande umiltà e voglia di crescere, merce assai rara nei giovani d’oggi).

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