Le cozze sono sicure a patto di osservare alcune regole fondamentali nell’acquisto e nella conservazione.

Le spiega l’inchiesta de Il Salvagente che ha analizzato in due diversi laboratori 8 campioni di mitili acquistati a Roma in altrettanti supermercati.

Il focus è proprio sulla qualità delle cozze che ogni giorno arrivano sulle tavole di casa e dei ristoranti.

La buona notizia è che i risultati sono più che rassicuranti: “la qualità e la sicurezza delle cozze che abbiamo testato sono davvero elevate. Al di sopra di ogni sospetto”, scrive Enrico Cinotti sulla rivista che potete acquistare anche on line.

I quattro test cui sono stati sottoposti i muscoli, l’altro nome con cui conosciamo le cozze, hanno riguardato la contaminazione microbiologica e il tenore dei metalli pesanti: salmonella, listeria, igiene, metalli pesanti, diossine e Pcb (policlorobifenili), prova organolettica.

L’assenza di salmonella e i risultati dell’escherichia coli nei campioni restituiscono la fotografia di un mare pulito. Le tracce sono inferiori di 10 volte rispetto ai limiti di legge.

Ma la prima regola per beneficiare di questi risultati è acquistare esclusivamente cozze nelle reticelle la cui provenienza è tracciata. Non cedete alla tentazione folcloristica di acquistare cozze sfuse. Non riuscirete a sapere da dove arrivano.

Alcuni ricorderanno forse l’epidemia di colera del 1973 a Napoli e nel 2011 lo sforamento dei limiti consentiti di diossina nell’acqua del mare di Taranto, causato dall’acciaieria Ilva e dall’impatto ambientale causato dagli scarichi del capoluogo pugliese. Il veicolo di trasmissione in entrambi i casi erano le cozze.

Le cozze infatti assorbono e accumulano batteri, contaminanti e biotossine marine: filtrano l’acqua, nutrendosi dei microrganismi presenti, e, opportunamente monitorate, rivelano la qualità generale dell’acqua marina e gli eventuali inquinanti che vi si trovano.

Le analisi relative alla presenza di diossine/pcb (policlorobifenili) presso il laboratorio Re.Chem.An (Research and Chemical Analysis) di San Pietro Vernotico hanno stabilito, come afferma Vincenzo Cagnazzo, responsabile del laboratorio, che “la presenza di valori bassi e molto simili tra loro testimoniano un profilo elevato di sicurezza alimentare non affatto scontato, visto che parliamo di cozze molto esposte all’inquinamento ambientale”.

E ora prendete appunti: ecco in riassunto la classifica delle migliori cozze da acquistare sotto il profilo sanitario.

La classifica delle migliori cozze

  1. Coop Niedditas. Voto: 10. Prezzo al kg: 2,80 €
  2. Carrefour Niedditas. Voto: 10. Prezzo al kg: 3,49 €
  3. Todis Niedditas. Voto: 10. Prezzo al kg: 2,99 €
  4. Conad Spano Group. Voto: 9,5. Prezzo al kg: 3,90 €
  5. Elite Niedditas. Voto: 9,5. Prezzo al kg: 3,90 €
  6. Auchan Marinsieme. Voto: 9. Prezzo al kg: 2,79 €
  7. Esselunga Effelle Pesca. Voto: 9. Prezzo al kg: 2,30 €
  8. Eataly Consorzio Pescatori di Goro. Voto: 7,9. Prezzo al kg: 3,40 €

Le 5 regole per acquistare e mangiare in sicurezza le cozze

Ricordiamo, con l’esperta di sicurezza alimentare Daniela Maurizi, le 5 raccomandazioni da seguire acquistando le cozze al supermercato:

  1. Acquistare le cozze solamente confezionate in retine chiuse e con il bollino previsto
  2. Riporle subito in frigorifero
  3. Conservarle in frigorifero a temperature comprese tra 3 e 6°C, necessarie per mantenere il prodotto vivo
  4. Mangiare le cozze sempre e rigorosamente cotte
  5. Consumarle comunque entro 12 o al massimo 24 ore dall’acquisto.

Rimane però un dubbio finale: perché pubblicare questa bella e interessante, e soprattutto utile, inchiesta su un argomento tipicamente agostano solo nel numero di settembre e non prima? Capisco i tempi di laboratorio, e di scrittura, e di stampa – ma va bene, vorrà dire che passerò l’autunno a cucinare cozze (non a mangiarle crude…).

Ora vado a prendermi una reticella di cozze per stasera e mi scelgo la migliore tra queste 10 ricette che vi abbiamo proposto.

Le nostre 10 ricette perfette con le cozze

  1. Patate riso e cozze: la ricetta della tiella barese
  2. 10 errori da non fare cucinando la tiella
  3. Gli spaghetti alla chitarra con cozze e peperoncino
  4. Pasta fagioli e cozze con i tubettoni
  5. Gli spaghetti cacio e cozze di Luigi Iapigio
  6. Il risotto con le cozze di Gennaro Esposito
  7. Pasta e cozze alla tarantina di Ornella Mirelli
  8. La zuppa di cozze del Giovedì Santo
  9. Gli spaghetti con le cozze di Lele Usai
  10. La lasagna con le cozze e le vongole

5 Commenti

  1. Capisco l’igiene, ma il macellaio non mi vende carne putrefatta anche se non confezionata, non capisco perché per i mitili debba essere così.
    In Spagna mi vendono, prelevando dalle reticelle, la quantità desiderata. Addirittura battendo le vongole una ad una per verificare se alcune erano vuote o piene di sabbia.

    • Nel mio articolo parlo di prodotto “vivo” – immagino lo sarebbe meno se messo in un sacchetto di cellophane. Mi sembra che i pescivendoli le vendano anche sfuse – o lo facevano un tempo – ma qui parliamo di supermercati.

      • Piccolo off-topic, a tal proposito – cellophane – mi è capitato di comprare ottime vongole al Carrefour sottovuoto proprio nel cellophane aderente (senza acqua), tutte vive, non ricordo purtroppo il marchio. saluti

  2. Il Salvagente, ha omesso di informare che tutte le cozze “allevate” in Sardegna nelle zone di Olbia, Arborea e Cagliari, usano SEME SPAGNOLO, riconoscibile dalle striature argentate nella zona del bisso, cresce più velocemente ed il frutto è più grande, e sono disponibili per tutto il periodo dell’anno,Niedditas ha studiato una buona strategia di marketing, ma la cozza italiana allevata a Taranto, Latina, Goro, Rimini è tutta un altra storia. saluti

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