Quante mai sono le pizzerie di Pasquale Pometto a Milano? Ve lo dico io, non fate sforzi: sono (ben) 5. E di queste, ben 4 sono classificate fra le prime 10 di TripAdvisor. Come se non bastasse, Nàpiz’, l’ultima nata, è la prima. Prima su tutte le pizzerie di Pometto, ma anche prima su tutte le 1.040 pizzerie (ok, definizione “larga”) di Milano.

Lo so: TripAdvisor non va bene, per tutta una serie di motivi. Ma va anche bene, per tutta un ‘altra serie di motivi. A partire da quello per cui non è possibile (o pensabile) che tutte le 140 recensioni positive (di cui solo 7 “molto buono” e 2 “nella media”: tutte le altre 131 la danno come “eccellente”, e sembrano vere) siano false, o comprate, o che so io.

Aperta da poche settimane, in viale Vittorio Veneto (a poche decine di metri da piazza della Repubblica, e a poche decine di passi da Dry Vittorio Veneto) Nàpiz’ ha lo stesso aspetto delle altre pizzerie di Pometto, oggetti vintage sparsi in giro, colore dappertutto, disegni e dipinti dello stesso Pasquale alle pareti, peraltro ricoperte interamente da scritte colorate.

Allegro e piacevole, musica di sottofondo non banale e non fastidiosa – hanno anche messo una canzone di Rino Gaetano, “Stoccolma”, per una tavolata di giovani svedesi, spiegandogliela. Sì, direi che più o meno se la cavano anche bene con l’inglese, quasi tutti. E anche qui, un sacco di stranieri, come negli altri locali.

La mano, lo stile di Pasquale Pometto, pizzaiolo in stile napoletano ma di Rossano Calabro (già: un calabrese, come Ciccio Filippelli di Marì; lo si riconosce anche dai vasetti di ‘nduja sparsi sui tavoli), quarantenne, già campione del mondo di pizza nel 2004, vent’anni in pizzeria a Firenze prima di trasferirsi a Milano, si sente in tutti i locali, e anche qualcosa di più: mi è capitato di incontrarlo pressoché dappertutto.

Giusto, vediamo anche gli altri locali.

Allora: c’è Pizza AM, la prima pizzeria, in corso di Porta Romana – si vede da lontano perché c’è (sempre) la coda fuori. La troviamo al 4° posto.

Poi c’è Piz in via Torino, seconda delle serie: la coda c’è ma non si vede, l’ingresso è in una rientranza del marciapiede (quella che porta al cinema Centrale). Aperta nella primavera del 2016, è anch’essa rapidissimamente balzata al n.° 1 della classifica di TripAdvisor, e a distanza giusto di 3 anni la ritroviamo al 9° posto.

Subito dietro, e fisicamente collegata a Piz, c’è Pomet: ha l’ingresso in via Valpetrosa, ed è nata l’anno scorso. Non esattamente pizza: fa degli (ottimi) panini di pizza. La troviamo al 3° posto su TripAdvisor.

Più avanti, in via Torino, c’è un altro locale di recente apertura, Pomet Pizza: pizza normale e a portafoglio, piccolo, qualche tavolino alto e mensole, sgabelloni, cucina grande e sopraelevata sul fondo del locale. Più avanti – molto più avanti – anche in classifica: si trova infatti al 66° posto. probabilmente perché più legato al concetto di asporto.

La dichiarazione d’intenti sul Facebook di Pomet Pizza sembra riassumere l’intera filosofia di tutti i locali:

Pasquale Pometto ha deciso di proporre pizze selezionate, senza rebelòt che ne alterino il gusto e la genuinità. Sapori di una volta, apprezzati in tutto il mondo, ma troppo spesso dimenticati. Con l’abilità nella manipolazione e materie prime di alto livello si contraddistinguerà, facendo tornare voi indietro nel tempo e confermando il vanto di sfornare pizze fra le più buone d’Italia.

Riflessione finale: è interessante vedere come fra le pizzerie più apprezzate dal pubblico (al di là di TripAdvisor, questi locali sono sempre pieni) ci siano anche pizzerie poco attive sul lato social, come queste di Pometto (che peraltro è abbastanza critico verso gli altri pizzaioli, a partire dall’uso del lievito del birra anziché del lievito madre che ormai usano tutti, e dalla lievitazione di 48 ore), pure presenti a vario titolo nelle varie classifiche milanesi e nazionali (compresa la nostra). Ci sono tanti motivi, ovviamente, dal pubblico diverso (gli appassionati più o meno gourmet sono diversi dalla clientela di Pasquale) al tipo di locale e di servizio. Per dire, mi è bastato passare davanti a Piz in via Torino e gettare un’occhiata all’interno per ritrovarmi in mano un calice di prosecco e un pezzo di una specie di panuozzo: da lì a entrare e sedersi a mangiare è un attimo (anche perché avevo già intenzione di farlo: ma è comunque piacevole).

Nàpiz’. Viale Vittorio Veneto, 30. 20124 Milano. Tel. +39 023943 5143.

Pizza AM. Corso di Porta Romana, 83. 20122 Milano. Tel. +39 025510579.

Pomet by Pasquale Pometto. Via Valpetrosa, 1. 20123 Milano. Tel. +39 0272105356.

Pomet Pizza. Via Torino, 73. 20123 Milano. Tel. +39 0272105521.

5 Commenti

  1. Avessi l’ account su Trip glielo darei anch’io un bel voto: l’ accoglienza e un certo modo di fare e gestire il locale ti fanno accettare di buon grado il fatto di dover far posto alla gente in coda. In più la pizza è gustosa ed è l’ unica in quel di Milano che mi fa passare una notte tranquilla. L’ unico appunto glielo farei al prosecco, non propriamente il vino che più apprezzo nonostante le mie origini. Da Am, comunque, nell’ attesa mi hanno offerto una birra….

      • In compenso si rifà con la qualità e la scelta dei chopiti offerti a fine pizza…..ti fanno alzare dal tavolo con il buonumore….bravo Pasquale & team.

        • Qui invece non mi trovi molto d’accordo: nel limoncello, o limoncino, si sente quasi solo l’alcol – quello di liquirizia, mi pare, discreto, non male forse solo il meloncino o come si chiamava…

          • Limoncello non lo bevo più da quando mio suocero, che viveva a Salerno, ne ha ricevuto uno fatto in casa e me lo ha poi regalato….imbattibile. Liquirizia ci sto lontano per la pressione. Rimangono meloncello, cioccolata e l’ amaro generico….tutti e 3 vanno giù con soddisfazione ! 🙂

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