Ricordate il nostro articolo sui 60 ristoranti di Milano che avevamo raccontato qui su Scatti di Gusto e che hanno chiuso? Bene, non ho fatto i conti, ma probabilmente potrei riscriverlo – ci sono decine di chiusure che non avevo conteggiato, altrettante avvenute dopo il nostro articolo…

Qualcuna intanto iniziate a trovarla qui. Vi terremo aggiornati.

Trieste Pizza ha chiuso

A quanto pare, è terminata l’avventura di Trieste Pizza in corso Como: le pizzette abruzzesi, che si erano trasferite qui, nel cuore della movida milanese, da corso di Porta Ticinese, avevano chiuso a maggio per trasferirsi temporaneamente a Roma, per gli Internazionali di Tennis (dove erano già state presenti l’anno scorso), lasciando un cartello che dava appuntamento per la riapertura al termine della competizione. Ora, gli Internazionali sono terminati da più di un mese, ma a quanto pare le pizzette, a Roma, sono finite. Il cartello deve essere stato tolto, il locale – come ci segnalava l’altro giorno un lettore, Giulio, in un commento a un altro articolo – è chiuso.

Ce lo conferma il titolare, Riccardo Ciferni. Il problema era soprattutto la capienza: il locale era troppo piccolo, e la mancanza di tavoli, essenziali per sviluppare fatturato, non aiutava – quelli esterni da soli non bastavano.

Peccato, erano un buon prodotto, ben fatto, e con degli ingredienti straordinari – ma stanno cercando un nuovo locale. Per inciso, il negozio si trova (si trovava) di fronte all’ultimo arrivato in corso Como, Amor dei fratelli Alaimo, ancora pizzette, ma al vapore, e secondo noi non altrettanto buone.

Addio, forse, a Messere Milano

Curioso – e triste, in realtà – destino di due locali aperti nei mesi scorsi in via Savona. Il primo, Messere Milano, era la replica, con concept simile ma cucina diversa, di un precedente locale, ecrudo, facente sempre capo al patron Alessandro Agrati.

Aperto in anteprima durante il Salone del Mobile in aprile, come già ecrudo, Messere era stato presentato agli addetti ai lavori con qualche assaggio qua e là – cucina di ispirazione principalmente lombarda, con qualche spunto interessante (un’ottima giardiniera, idem l’insalata di gallina ovaiola) che avrebbe dovuto forse essere sviluppato meglio.

Nel programma c’era che dopo la settimana del Salone Messere chiudesse per riaprire più avanti, a pieno regime. Non ne ho più saputo nulla, la pagina Facebook è ferma addirittura a marzo, e passandoci davanti le vetrine erano sempre buie (dietro la porta d’ingresso un cartello recita “evento privato”).

Il concept era forse un po’ azzardato, o comunque curioso – metà ristorante, metà showroom di oggetti e mobili in vendita facenti capo ad Agrati. Ma non sembra abbia avuto nemmeno il tempo di partire, anche se non è detto che non venga restylizzato.

Addio a Belìn! in via Savona: ora c’è Mr Bulldog

Il secondo locale di via Savona chiuso di recente è Belìn!, figlio di un laboratorio artigianale in zona Isola. Lo avevo provato a gennaio, con scarsa soddisfazione. In particolare, il pesto non era particolarmente saporito, e sapeva poco di basilico.

Al mio post sono seguite sul mio Messenger le rimostranze della proprietà, che mi invitava a prendere un appuntamento e ripassare (vieni qua che te lo dò io il pesto! – no, non era questo il tono, ma non ho potuto resistere alla tentazione di riprendere il titolo di una trasmissione di un noto comico appunto genovese), o a fornire loro un indirizzo a cui recapitare zuppiere di pesto al fine di farmi ricredere.

Non ho risposto, e mi sono ripromesso di passare: ma sono evidentemente arrivato tardi. E mi risulta chiuso anche il locale all’Isola.

Addio quindi, e mi dispiace, perché l’idea di un locale easy, fast food, dedicato alla Liguria mi piaceva. Peccato, dunque, per Belìn! – che forse non era nemmeno un bellissimo nome per un locale, anche se il termine è ormai stato sdoganato (dallo stesso comico genovese), ed è di uso comune: ma sarebbe come chiamare un locale di risotti alla milanese “Pirla”…
[Mi segnala nei commenti il gentile lettore Angelo che l’espressione Belin! col punto esclamativo è positiva – chiedo scusa. A questo punto io divento un “pirla”…]

Al suo posto, una hotdoggheria (si dirà così?), un locale di hot dog, che non ho ancora provato. Si chiama Mr Bulldog.

Hot dog, e patatine. Prezzi, dai 4 ai 7 €. Ma anche hamburger, bagel, club sandwich e insalate E non azzardatevi a fare battute sul fatto che magari fanno gli hot dog con i resti del Belìn…

3 Commenti

  1. Belin! con il punto esclamativo è una espressione di meraviglia, di solito positiva, che potrebbe molto liberamente essere tradotto con “Caspita!”.
    Quando in Liguria vedi qualcosa di bello e/o assaggi qualcosa di buono diciamo appunto “belin (che buono/bello)!”
    Nulla a che vedere con l’accezione senza punto esclamativo, che significa appunto “pirla”

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