La pizza napoletana, tradizionale – canotto – contemporanea, va in giro per il mondo con grande soddisfazione per i pizzaioli, protagonisti accorsati di questa nuova onda gastronomica che monta sempre di più.

Se Gino Sorbillo&Co. stanno festeggiando Oltreoceano al New York Pizza Festival, Giuseppe Pignalosa, esponente di spicco della pizza napoletana contemporanea, è alla fiera Anuga a Colonia dove promuove un altro ingrediente fondamentale: i latticini.

È allo stand di Latteria Sorrentina di cui è brand ambassador con una pizza realizzata ad hoc.

Dopo il successo della Chiantigiana, la pizza preparata per il Chianti Gourmet Experience organizzato da Vincenzo Guarino al Castello di Meleto, in cui ha convinto i partecipanti con una farcitura a base di Fiordilatte di Napoli, Fuscella di Napoli, funghi porcini, scaglie di pecorino toscano e riduzione di vino Chianti, ha messo a punto la Würstel e Senape.

Una pizza che rende omaggio ai gusti teutonici e spazza via la convinzione che la pizza con i würstel (e le patatine) sia l’equivalente della vade-retro pizza all’ananas.

Il Pizzaiolo dei Due Golfi, in procinto di varare un’altra ammiraglia, la pizzeria Le Parùle ad Ercolano totalmente cambiata nei connotati, ha dato un altro assaggio della sua idea di pizza contemporanea farcendo un disco estremamente leggero e cotto nel forno elettrico Opalino di Sud Forni con il Fiordilatte di Napoli e würstel di maialino nero casertano e suino chiaro del Sannio dello specialista Sabatino Cillo di Airola che della preparazione in chiave di qualità è il re indiscusso.

“L’assaggio dei nuovi würstel di Sabatino Cillo mi ha convinto che era possibile elaborare una pizza che per alcuni versi noi pizzaioli tendiamo a inserire nel concetto classico per soddisfare soprattutto i bambini”, spiega Pignalosa. “Da questa partenza abbiamo utilizzato un würstel eccezionale profondamente legato al territorio della Campania ma lavorato secondo le migliori tecniche d’oltralpe. E abbiamo aggiunto una senape home made il cui tocco acuto viene bilanciato dal Fiordilatte di Napoli di Latteria Sorrentina che mette in campo tutti i valori territoriali della Campania migliore con il latte della regione e la lavorazione tipica dei Monti Lattari. E a giudicare dall’apprezzamento dei buyer che affollano Anuga e lo stand della famiglia Amodio possiamo ritenerci soddisfatti”.

La pizza “tedesca” entrerà in menu come accadrà anche con la Chiantigiana che sarà tra le star di Pignalosa Pizzeria a Salerno e alle Parùle di Ercolano ci sarà una pizza di territorio con ingredienti del Vesuvio e vino hyperlocal.

“Auf eine Pizza passt nur unser Fiordilatte esprime il concetto che chiameremmo globale del nostro claim Sulla Pizza ci va solo il Fiordilatte ma che è stato declinato in maniera efficace da Giuseppe Pignalosa”, spiega Giovanni Amodio, quinta generazione della famiglia che lavora i latticini dal 1880. “Abbiamo lavorato in questi due anni a rendere non solo evidente ma soprattutto piacevole questo concetto perché siamo convinti che la pizza e segnatamente quella napoletana ha la possibilità di veicolare tutto il bello e il buono della nostra regione”.

“La pizza ha una capacità direi naturale di adattarsi al gusto dei mercati locali e sta a noi operatori del settore, produttori e pizzaioli, evitare che venga snaturata con imitazioni e downgrade che compromettono immagine e sostanza”, ribadisce Marco Capezzuto Direttore Generale di Latteria Sorrentina. “La pizza deve essere un piatto di sintesi e non soltanto una sommatoria di ingredienti per quanto eccellenti e in questo passaggio il lavoro di mediazione di pizzaioli valenti come Pignalosa è fondamentale”.

“Il mercato europeo ha da sempre un’importanza rilevante per il nostro caseificio ed è in continua evoluzione“, ricorda Franco Amodio Ad dell’azienda di famiglia. “Basti pensare all’accelerazione impressa in Francia dalla scoperta della pizza napoletana di importanti player come Big Mamma che vuole una conoscenza diretta con i produttori come garanzia di qualità. E qui ad Anuga, che è un palcoscenico mondiale come i nostri Cibus e Tuttofood noi siamo chiamati a vendere qualità, emozioni e capacità di soddisfare le richieste dei consumatori dei diversi Paesi. Noi lo facciamo da 140 anni tenendo salda la barra sulla qualità della lavorazione e del latte come da tradizione, ma guardando davanti l’orizzonte”.

Clima di soddisfazione, quindi, per l’ingrediente principe della Margherita che si conferma sul gradino più alto del podio delle richieste al bancone della pizzeria pop-up di Giuseppe Pignalosa.

“Impossibile non proporla e per questo abbiamo preparato qui un impasto diretto con una combinazione Nuvola e tradizionale che potesse adattarsi sia alla farcitura contemporanea con i würstel che nella classica pizza riconosciuta come segno napoletano”.

L’appuntamento per assaggiare la würstel contemporanea di Pignalosa è tra una decina di giorni alla nuovissima Le Parùle di Ercolano.

4 Commenti

  1. Mettereste voi della senape sulla caprese? Ecco, allora anche questa pizza RESTA una porcata. La senape non credo proprio che si sposi bene col fiordilatte…

      • Ah, quindi questa pizza non è previsto che la si mangi come tutte le altre, ma si deve prima smontare i wurst con la senape, e poi mangiare la pizza bianca dopo? 😀
        Che andrebbe assaggiata è anche quello che mi hanno detto alcune persone mentre mangiavano quella con le patatine, o coi calamari fritti, o con l’ananas…ma preferisco declinare, so già comunque che continuerei a preferirne altre più “logiche”. Che poi, a parte la qualità di questo wurst di nero casertano, sicuramente superiore, cosa cambia “concettualmente” rispetto alle vecchie “pizze coi wüstel (scritto male apposta)” o con le patatine?

        • È riferito alla caprese, cioè fiordilatte e pomodori. Qui non ci sono pomodori.
          Concettualmente lo dice Pignalosa: “L’assaggio dei nuovi würstel di Sabatino Cillo mi ha convinto che era possibile elaborare una pizza che per alcuni versi noi pizzaioli tendiamo a inserire nel concetto classico per soddisfare soprattutto i bambini”

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