Coronavirus: quali sono i ristoranti della Guida Michelin chiusi per sempre?

Coronavirus: i ristoranti stellati della Guida Michelin riaprono numerosi in tutta Europa. Ma aumentano anche le chiusure permanenti o i cambi radicali di menù, prezzi e modalità di servizio

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La Guida Michelin ha messo a punto un barometro internazionale per monitorare gli effetti dell’emergenza Coronavirus sui ristoranti stellati delle 32 nazioni in cui è presente.

Ogni settimana la “Rossa” pubblica gli aggiornamenti sul suo sito. Secondo il rapporto più recente, che risale al 9 luglio, alla 27esima settimana di monitoraggio risultano riaperti il 75% dei ristoranti stellati (+ 5% rispetto alla settimana precedente). Buona parte di questi utilizza più che gli spazi tradizionali quelli all’aperto, vale a dire dehors, terrazze e giardini.

Coronavirus: la situazione dei ristoranti Michelin

In Europa hanno fatto meglio di Italia e Francia, appaiate con una percentuale di riaperture dell’81%, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Norvegia oltre a Liechtenstein e Lussemburgo, dove tutte le cucine stellate sono state già riaperte.

Seguono Olanda con il 93%, Belgio con il 91%, Svezia con l’89%, Germania con l’86% e Finlandia con l’83%. Significativa finalmente la percentuale di riaperture in Spagna. Il 68% dei ristoranti stellati (146 su 214) sono stati riaperti, vale a dire il 44% in più in una settimana.

Per la cronaca, il 18 maggio, giorno del via libera in Italia, i nostri ristoranti stellati aperti erano appena il 16%.

Tendenze indotte dal Coronavirus

Nel frattempo, sono molte le cucine stellate che hanno modificato menu, prezzi e modalità di servizio. Dal caso eclatante del Noma di Copenhagen, che lo chef Rene Redzepi ha trasformato temporaneamente in un burger bar, sfruttando l’ampio spazio all’aperto davanti al ristorante (ma da l’altro giorno è tornato alla formula classica), ai locali che hanno scommesso per la prima volta su delivery e asporto.

Impossibile però non notare anche preoccupanti segni di cedimento. Colpiscono le prime chiusure definitive causate dalla pandemia di Coronavirus e dalle misure adottate dai singoli governi per paura di creare nuovi focolai, come un sostanziale dimezzamento dei tavoli.

I ristoranti stellati chiusi in modo permanente

Questi sono i ristoranti stellati che hanno già comunicato la loro chiusura permanente. Ci sono poi gli chef italiani che si sono spostati nelle località balneari in attesa di tempi migliori. Una lista, purtroppo, solo momentanea.

The Greenhouse – Londra: lo chef Alex Dilling ha comunicato la chiusura su Instagram.

Punto – Lucca: chiusura comunicata dallo chef Damiano Donati su Facebook.

The Ledbury – Londra: lo chef Brett Graham ha comunicato la chiusura del ristorante due stelle Michelin a Richard Vines, critico gastronomico del Financial Times.

Marta in Cucina – Reggio Emilia: chiusura comunicata dalla proprietaria Marta Scalabrini con un video.

Didier de Courten – Sierre: lo chef ha comunicato sui social la rinuncia alle due stelle Michelin e al format dell’alta cucina entro l’anno, con la precisazione che proseguirà la sua attività negli altri ristoranti della struttura in cui si trova il Didier de Courten, ovvero l’hotel Le Terminus. 

Al di fuori dei confini europei altre chiusure permanenti di ristoranti stellati sono state annunciate a New York, Chicago e Singapore.

Le aperture in località di vacanza

Andrea Berton, Viviana Varese, Giancarlo Morelli e Giancarlo Perbellini hanno aperto o riaperto ristoranti in località balneari. Rispettivamente con “Berton al Lago” presso l’hotel Sereno sul lago di Como; con “Viva la terrazza” sul Lago di Garda, con “Pomiroeu” in Costa Smeralda e con “Locanda” a Bovo Marina, in provincia di Agrigento.

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