Iginio Massari e Sal De Riso: guerra della pasticceria tra maestro e allievo

Sorprendente e pesante scambio di accuse tra due star delle pasticceria un tempo legate da un rapporto speciale

Banali e divertenti allo stesso tempo, i social riassumono così lo tsunami delle ultime ore: Iginio Massari se ne va dall’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani (AMPI) per fondare la superlega della pasticceria.

I riferimenti al mondo pallonaro e all’abortito progetto della Super League, un campionato europeo parallelo a quelli nazionali al posto della Champions League, sono evidenti.

La novità delle ultime ore è che AMPI, associazione nata a tutela dell’alta pasticceria italiana con tanto di statuto/regolamento da firmare all’atto dell’adesione, ha un nuovo presidente: Sal de Riso. Il fuoriclasse della costiera, famoso per le mitiche delizie al limone, è stato eletto a maggioranza dall’assemblea del sodalizio.

Di cosa parliamo quando parliamo di AMPI?

Iginio Massari Ferragnez

Accademia Maestri Pasticcieri Italiani è un’associazione fondata nel 1993 proprio da Iginio Massari, bresciano, considerato il maestro della pasticceria italiana, rinomato per il suo shop online. Il severo giudice visto spesso a MasterChef, gode della stima di tanti uomini appartenenti al gotha dolciario internazionale.

L’elezione di Sal De Riso a presidente di AMPI segue le dimissioni con inevitabile codazzo polemico di Massari dallo stesso organismo che ha fondato, e di cui era presidente onorario.

Insieme a quelle di Gino Fabbri, pasticciere bolognese e (ormai ex) presidente AMPI, oltre a numerosi altri membri dell’Accademia –si dice una trentina– dai nomi altisonanti nell’ambiente. Fabrizio Galla, Davide Comaschi, Alessandro Servida, oltre a Debora Massari. Comprensibilmente, visto che si tratta della figlia del pasticciere di Brescia.

A cosa si devono la sdegnata fuga dal sodalizio della pasticceria di Iginio Massari, di recente protagonista di storie tese anche con Ernst Knam?

A quella che, nell’acceso racconto delle gazzette gastronomiche nelle ultime ore, è diventata la “guerra dei maestri pasticcieri”. Con riferimento alle “fortissime tensioni” all’interno del sodalizio, dovute alla gestione del presidente Gino Fabbri. Che ha rimproverato ad alcuni membri AMPI “atteggiamenti mafiosi”, ricevendo in cambio accuse di incapacità.

Il movimento della pasticceria di qualità è chiaramente spaccato. I pasticcieri ribelli, in maggioranza rispetto agli altri, chiedono a gran voce rottura totale col passato e rinnovamento.

La crisi in cui versa il settore, messo in ginocchio dalla pandemia di Covid come altri della ristorazione, ha esasperato gli animi. Chi rimane nella AMPI chiede unità e una nuova governance per tutelare la pasticceria italiana nel mondo con rinnovato vigore. Servono tanti eventi fieristici, rapporti con le aziende più serrati, un confronto più costante con giornalisti e influencer del settore.

Iginio Massari e Sal De Riso: come padre e figlio

Sal de riso

Dello scisma tra pasticcieri che ha portato alla presidenza di Sal De Riso con due vicepresidenti, Paolo Sacchetti e Santi Palazzolo, colpisce un aspetto. Il rapporto tra il dimissionario Iginio Massari e il nuovo presidente, finora raccontato come fortissimo, tra maestro e allievo, quasi “filiale”.

Sorprende il ”figlioccio“ Sal De Riso che, per rispondere al padre putativo della pasticceria italiana Massari, dichiaratosi “deluso da giochi sporchi e tanta invidia”, lo accusa di inosservanza della democrazia e mancanza di chiarezza. Giudicando i fuoriusciti “inopportuni e offensivi”.

E sorprende anche il linguaggio allusivo del re del panettone Iginio Massari, che parla espressamente di invidia e “Gente che consideravo amica e che invece avrei dovuto allontanare prima…”. Per concludere con una metafora degna del miglior Bersani: “Purtroppo 100 asini sono più numerosi di 50 ingegneri”.

Il racconto del folgorante incontro tra i due giganti della pasticceria si può leggere in una passo di “Dolci del Sole”, uno dei numerosi libri di De Riso, pubblicato da Rizzoli.

Il primo incontro tra Massari e De Riso avviene in un corso di formazione a Salerno, tenuto da Iginio. Salvatore è sveglio, non ha ancora trent’anni ed è mosso dall’ardore per questo mestiere.

Non esita ad andare fino a Brescia, davanti alle vetrine della pasticceria Veneto di Massari, per guardare, capire, studiare. Ricorda il fondatore dell’Accademia (Massari, ndr).

Era un ragazzino timido. Lo vedevo davanti al negozio, non aveva il coraggio di entrare finché mia moglie Mari non gli chiese ‘Lei chi è?’. ‘Sono Salvatore De Riso, vengo da Minori, e vorrei parlare con il maestro’.

Ho subito avuto l’impressione che si trattasse di un giovane emotivo ma intelligente, gli diedi un consiglio per migliorare la sua attività: “Devi valorizzare il Sud”.

Salvatore De Riso sarebbe entrato nell’Accademia Maestri Pasticcieri Italiani un anno dopo la fondazione, nel 1994.

Iginio Massari e la Super Lega della pasticceria

Iginio massari

L’indiscrezione è nota da tempo. E nonostante l’età non più verde, Iginio Massari l’ha appena confermata a Lidya Capasso del Corriere della Sera. Forte del travolgente successo degli ultimi anni come imprenditore, in edicola e con la nuova pasticceria di Milano, oltre a Torino e Verona.

A gennaio fondo una nuova associazione partendo da 30 amici. Ma la farò severa: chi vuole entrare avrà diritto davvero di chiamarsi accademico. Senza trucchi”.

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