10a edizione per il Capodanno del Mugnaio 2026 che festeggia il rito antico della mietitura del grano. Quest’anno per la prima volta a Pontelatone, in provincia di Caserta, in uno dei Campi Caputo della Campania. Lì dove la filiera è controllata, il grano selezionato è quello più adatto alle caratteristiche del terreno e della latitudine, il rendimento economico per gli agricoltori riceve il bonus dal Mulino Caputo.

Una somma di effetti per una farina tutta da grano italiano che ha migliorato del 50% le qualità del grano rispetto alla partenza del 2016. Lo ha sottolineato Mauro Mori, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
“Quest’anno abbiamo fatto un ulteriore passo avanti nella nostra sperimentazione legata alla sostenibilità introducendo nuove pratiche per contrastare i cambiamenti climatici. In particolare, abbiamo ottimizzato le concimazioni sostituendo i concimi minerali con matrici organiche. Questo genera un duplice beneficio: nutrimento e protezione del suolo, evitando l’inquinamento legato all’uso dei fertilizzanti chimici e favorendo lo stoccaggio del carbonio. Un impegno che arricchisce la filiera, dimostrando che l’agricoltura del futuro può essere la prima alleata dell’ambiente“. Così Mauro Mori.

L’applauso dei partecipanti al Capodanno del Mugnaio 2026 a Francesco D’Amore, azienda agricola capofila del progetto dei Campi Caputo e del Grano Nostrum impegnato sempre di più sul tema delle concimazioni per ottenere i migliori risultati agronomici ed economici. “In quest’ottica, abbiamo trasformato una potenziale criticità in valore applicando i principi dell’economia circolare. Un prodotto come il letame, tradizionalmente considerato un rifiuto delle aziende zootecniche, diventa oggi una risorsa preziosa per rigenerare la terra, arricchire il suolo e garantire una materia prima di altissima qualità“.
La festa al Capodanno del Mugnaio 2026


La chiave della maggiore soddisfazione economica aiuta ad alzare l’asticella della qualità anno dopo anno, ha confermato Antimo Caputo. Festeggiamo un traguardo importante. 10 anni di un evento simbolico e identitario che abbiamo voluto rendere pubblico, dopo averlo costruito assieme ai nostri partner: dall’Università di Agraria di Portici agli agricoltori. Dieci anni molto significativi che ci hanno permesso di alzare l’asticella, di coltivare varietà differenti di grano in base alle necessità degli artigiani: dai pizzaioli ai pasticceri, dagli chef ai panettieri fino agli appassionati di gastronomia. Continueremo in questo segno, nell’ottica di un’evoluzione legata alla sostenibilità e all’alta qualità, per soddisfare le diverse esigenze“.



E poi la festa sul campo del Capodanno del Mugnaio 2026 con la firma, il brindisi, le pizze sfornate da pizzaioli come Davide Ruotolo (in procinto di sbarcare sulla Baia di Posillipo) e Davide Civitiello.



Il panettone di Pasquale Pesce, le graffe di Angelo Tramontano e la torta di Sabatino Sirica in chiusura.



Con riflessioni da fare sul futuro della nostra agricoltura









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