Bello, lo avrete capito, il Bob Fest 26 lo è stato ma anche e soprattutto buono con un’infilata di assaggi in più serate e anche colazioni e pranzi. Descriverli tutti ci sarebbe voluta una squadra infinita. 300 i protagonisti ai banchi nella sola serata clou della domenica al Buddha Beach, solo 4 i convenuti del team di Scatti di Gusto – media partner dell’evento di beneficenza. Partiti con l’accoglienza all’agriturismo La Rondinella a Scalea, poi il pranzo a più mani + gelatiere a Maratea, la cena ancestrale sull’Isola di Dino di cui vi abbiamo dato testimonianza.
E ora chiudiamo il cerchio con la festa al borgo di San Nicola Arcella, la colazione, la serata al Buddha Beach di Praia a Mare e il post Bob Fest 26 con la cena al Palazzo dei Principi Lanza. Papille e contributi sono in ordine alfabetico di Francesca Brunzo, Alberto Colella, Anna Maria D’Anna, Vincenzo Pagano.
Come sono in ordine alfabetico – e divisi per appuntamenti – gli assaggi.
Partiamo con il centro storico di San Nicola Arcella diventato per una sera l’incrocio tra chef, pizzaioli e giornalisti. Nel senso che in ogni postazione un giornalista dava sfoggio delle proprie abilità culinarie in combo con il vero creatore del piatto.
La festa al borgo di San Nicola Arcella

1 – Dom Carella – Calabro Sando
Ricchissima la proposta con hamburger di salsiccia fritto, maionese di uovo fritto e peperone crusco, chimichurri di ‘nduja, erbe spontanee, fonduta di provola affumicata. Una bomba – incredibilmente – equilibrata nel gusto.

2 – Sarah Cicolini – Frittata con rigaglie di pollo
La brava cuoca di Roma sceglie la via alternativa al pollo con le rigaglie spiattellate su una generosa frittata. Una fetta di pane e via con assoluto peso specifico della preparazione.

3 – Stefano Guizzetti – Gelato della memoria
Per il gelatiere del Ciacco Lab, un gelato semplice con foglie di fico raccolte a Maratea e messe in infusione con latte e panna.

4 – Jacopo Mercuro – Sfera calabrese
Da Johnny’s Pizzeria va in scena la fusion romano-calabrese di Jacopo Mercuro con la sfera che sa di Calabria. La pipi e patate, classico calabrese, con salsiccia al finocchietto, cremoso al salmoriglio, origano, zeste di limone e spezie. Fritta e di notevole consistenza.

5 – Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano – Nuggets di pollo vegetale
La consistenza è proprio quella del pollo fritto, ma del pollo non c’è traccia. Tutto vegetale con la salsa picante che inganna ancor di più. Ottimo anche gli onnivori.

6 – Alessandro Ruver – Roast beef
La teglia frazionata di Roma in questo caso è una pizza al padellino multicereale con pre fermento, roast beef di vacca pezzata del litorale laziale e il suo fondo, maionese alla ‘nduja, frigitelli ripassati in padella con pomodoro e chiusura affidata al cacioricotta calabrese. Centratissima.
La colazione che è anche brunch sulla terrazza di Asteria

7 – Omar Abdel Fattah e Diana Carolina – Perciasacchi d’estate e Focaccia “Macondo”
Da Roma, ecco una focaccia con grano Perciasacchi in purezza, ricotta di pecora, albicocca caramellata con vaniglia (pensavate al salmone, confessate), scorza di limone e timo. Invece, ispirazione colombiana dal chicharrón con la pancia di maiale cotta a bassa temperatura e incastrata in una focaccia di grano Timilia e poi chiusa con guacamole, platano fritto e coriandolo. Le montagne intorno non sono le Ande, ma il sapore si confà al mare antistante.

8 – Antonio Martino – Pain Suisse del Pescatore
Che buono il pian suisse in versione spiaggia e mare farcito con alici pisate, fiori di zucca e primosale di aieta e adornato con pane saporito, zafarana sfritta e gel al limone. C’est Praià.

9 – Chiara Masino – Veneziana
Quasi dolce la Veneziana parmense che è all’olio di oliva con crema di olive e mandorle. Il gusto ci guadagna da questa connessione con le olive.

10 – Enrico Murdocco – Pan Brioche
Il Piemonte e Torino incontrano la Calabria con il lievitato farcito con le acciughe al verde. Contaminare è meglio di emigrare.

11 – Mauro Petronella – Parmigiana
Ricco sfogliato che mette insieme il pain suisse con parmigiana, salsa di pomodoro in agrodolce, crema di rucola e formaggio canestrato. Elegante esecuzione di carattere e pure di sostanza. La colazione si fa brunch.

12 – Francesco Pompetti – Finto pain au chocolat
Il salato si fa strada anche nell’esecuzione di Francesco Pompetti che farcisce il lievitato francese con gli arrosticini di pecora alla brace e un mocaccino fatto con miso, aglio nero, latte e cacao in cui intingerlo. Sbam.

13 – Antonio e Fiorella Stagliano – Saint Honoré
La definiscono prêt-à-manger la Sain Honoré che è una sorta di barchetta. Ha circumnavigato la Calabria per arrivare a Praia a Mare da Soverato e apprezziamo la dolcezza di una mousse leggera come la sfoglia.
Gli assaggi del Bob Fest 26 al Budda Beach di Praia a Mare

Le pizze

14 – Vincenzo Albicocco – Focaccia “accaponata”
La focaccia del pizzaiolo palermitano è farcita con la caponata e il pesto di mandorle che restituisce il piacere della composizione vegetale.

15 / 16 – Francesco Arnesano, Che fico il Bob Fest + Alessandro Ruver, Finta amatriciana calabrese
La combo romana al banco va di pizza in teglia e sforna il doppio assaggio. Per Arnesano la pancetta di maiale nero dell’Aspromonte selezione Bruno Piccolo e i fichi acerbi di Cerveteri sono rinfrescati dal gel di limone e il timo limonato. Ruver risponde con pancetta tesa di maiale nero sempre dell’Aspromonte, pomodoro Migliarese rinforzato da un’emulsione alla ‘nduja calabra e spolverata di pecorino di Cotrone. Quanto ci mettete ad andare da Roma a Praia a Mare?

17 – Raffaele Bonetta – Futuro di Caprese
Una semplice caprese per la focaccia di Bonetta che utilizza un pomodoro fermentato per dare una spinta al classico dell’estate. La declinazione è con pomodoro riccio bruciato, cuore di bue marinato origano e zeste di arancia.

18 – Roberto Davanzo — Macci
Pomodoro spicy, aglio confit, agrumi e spezie: un paesaggio rosso acceso da lampi gialli. La bocca si muove tra arrosto e freschezza, tra calore e macchia mediterranea. Una pizza che profuma di brace e scorza.

19 – Francesco e Federico De Maria — Bufala e liquirizia
La liquirizia non traveste: ombreggia. La bufala, doppia e setosa, trova nel limone una lama luminosa; la polvere finale resta sul palato come un’eco balsamica. Un contrasto elegante, quasi grafico.

20 – Roberta Esposito — Diavola di tonno
La piccantezza non urla: vibra. Tonno e ’nduja si rincorrono tra la morbidezza della mozzarella, la cipolla addomesticata dal dolce, il limone che accende tutto. Mediterraneo pop, preciso, stratificato.

21 – Michel Greco – Come una scarpetta
Nel maritozzo la fusion Calabria – Puglia tra l’impasto alla ‘nduja e il ragù di braciole pugliese con la spolverata di cacioricotta pugliese. Sapori forti per un morso che sa di antico.

22 – Eugenio Iannelli — Transumanza e caramello
Podolica lenta, intensa, laccata fino alla lucidità. Ponzu, agrumi, yogurt e fichi disegnano una traiettoria tra Calabria e Oriente; il peperone affumicato e la panatura chiudono con profondità. Un viaggio lungo.

23 – Salvatore Lioniello – Ricordo di nonna Nunzia
Nella pizza al padellino, il pizzaiolo di Succivo sforna una pizza al padellino e ricorda la sua preferenza per il condimento in bianco che la nonna gli preparava con besciamella e melanzane, rinforzata da prosciutto cotto affumicato e scamorza di bufala sempre affumicata. C’è dell’ottimo food porn qui,

24 – Alessandro Mango — Pain du pâtissier
Uno sfogliato che gioca a fare pizza e pasticceria insieme. Pomodoro e affumicatura, provolone che fonde nei bordi del ricordo: è comfort food con le scarpe lucide, salato, burroso, irresistibilmente fuori asse.

25 – Luca Mastracci – Finta puttanesca
Gioca con il rosso Luca! che prepara la salsa con le ciliegie stufate e olio da itrana che dà il sentore pieno del pomodoro. E poi alici e polvere di olive. Finta ma veramente buona.

26 – Francesco Pompetti – Assoluto di pomodoro
Tutto pomodoro per il pizzaiolo di Roseto degli Abruzzi che frigge la pizza con impasto a fermentazione di pomodoro e la condisce con una salsa ai tre pomodori, gel all’acqua di pomodoro, pomodoro alla brace e polvere di pomodoro. Benvenuti nel regno dell’Oro Rosso.

27 – Errico Porzio – Nerano
Pizza classica napoletana con condimento classico estivo per il pizzaiolo star dei social. La Nerano è con crema di zucchine, fiordilatte, chips di zucchine e caciocavaddu silano. L’interpretazione calabrese dice che si può fare anche a meno del gourmettiano Provolone del Monaco (qui il video).

28 – Massimiliano Prete – Nori Touch tra i migliori assaggi al Bob Fest 26
Pan brioche, salsa guacamole, polpa di granchio, maionese agli agrumi e alga nori per una nuvola di impasto che ti riconcilia con due ingredienti fin troppo abusati: guacamole e granchio.

29 – Cristian Santomauro — L’ammaccata di nonna
Un morso che sa di forno antico e di mani infarinate. Il quarantino ha la profondità paziente delle cose coltivate bene; origano e cacio ricotta fanno il resto: poche orpelli, accento cilentano fortissimo.

30 – Marco Sciarrino – Ricordo di pane e panelle
La rivisitazione del panino con le panelle ci porta a Palermo. Focaccia morbida al cuore e croccante in superficie con crema di ceci, olio al limone e pepe fresco. Bell’impasto per la pizzeria siciliana Cagliosto che – lo ricordiamo ai turisti che si avventurano nella Vucciria – è chiusa di mercoledì.

31 – Ivano Veccia e Gianfranco Pascucci – Rutiello all’ischitana con cuore di tonno
Il mare di Ischia e quello di Fiumicino per la pizza napoletana nel rutiello con pomodoro del piennolo, origano di Ischia, aglio orsino, cuore di tonno e limone candito. Potrebbe andarci bene su una birra (guardatevi il video su Instagram – lol).

32 – Giulia Vicini — Terrazanu tra gli assaggi al Bob Fest 26
Peperone e nocciolina costruiscono una crema calda, avvolgente; la cipolla porta acidità e caramello, il finocchio apre l’orizzonte. La mayo piccante arriva dopo, come una battuta secca. Vegetale con carattere. Teniamola d’occhio a questa ragazza.

Gli chef

33 – Antonio Biafora — Riso, crespino, ginepro, camomilla, olmario
Un riso di sottobosco e altitudine. Il crespino pulsa di acidità, il ginepro incide, camomilla e olmario lasciano un velo floreale. Più che un piatto, una passeggiata lenta tra erbe e resine. Idilliaco.

34 – Simone Caponnetto — Anguilla e cecina de buye
L’anguilla arriva lucida, vanitosa: fumo, grasso gentile, una dolcezza ferrosa che si allunga nel brioche. L’aneto spalanca una finestra verde, la cecina è la gioia che rimette tutto a terra. Toscana liquida e carnale.

35 – Roy Caceres e Riccardo Paglia — Cozze alla brace, cocco e kimchi
La cozza arriva abbrustolita, quasi selvatica; il cocco la ammorbidisce, il kimchi la spinge avanti. Dolce, affumicato, fermentato: tre direzioni che si incontrano nel ben mezzo di un umami democratico.

36 – Jacopo Chieppa — Tiramisù di mare
Baccalà, caffè, aglio nero, cacao: il tiramisù cambia mare e grammatica. La patata affumicata fa da nuvola, la liquirizia tiene il finale sottile e marino. Una provocazione che sa esattamente dove andare. Da lode.

37 – Sarah Cicolini – La carbonara tra gli assaggi al Bob Fest 26
Pochi giri di parole: la carbonara è buona con qualsiasi temperatura e condizione meteo. Il classico piatto 4 stagioni se fatto bene (anche con la pasta corta per i grandi numeri).

38 – Dario Finocchiaro – Pancetta di maiale
Scenografica e buona la pancetta di maiale cotta sulla brace con garum di seppia, finocchietto di mare sott’olio e sardella di Dario Finocchiaro che arriva da Montepaone e la infilza su un ramoscello di olivo.

39 – Elena Masciari – Molto Fico!
Dall’agriturismo, ecco le chitarrine verdi di foglie di fico condite con pesto delle stesse foglie e mandorle a titillare le papille degli amanti del frutto del sud.

40 – Salvatore Morello — Risotto, kiwi ossidati, ostriche, alghe
L’ossidazione del kiwi porta tensione, quasi una sidratura vegetale. L’ostrica allarga il registro iodato, le alghe tengono la nota marina in sospensione. Un risotto freddo di mare e di luce acida.

41 – Aiko Otomo – Ramen
I tagliolini all’uovo in brodo di carne, pesce, alghe e verdure con maiale, cipollotto e limone sono piacevoli anche se caldi. Bonus alla chef.

42 – Michele Pacino Baffetto — Spaghetti all’assassina con peperoncino calabrese, assaggio virale al Bob fest 26
“Arruscato”, pomodoro, peperoncino. Il fondo della padella diventa linguaggio: tostato, ruvido, piccante al punto giusto. Un piatto che non consola, semmai risveglia e scuote bene.

43 – Luca Ronzoni — Calamarata, ciliegie, foglie di fico e parmigiano tra i migliori assaggi al Bob Fest 26
La ciliegia non addolcisce: scurisce. Il fico porta un verde lattiginoso, il parmigiano una profondità adulta. La calamarata tiene insieme estate, frutto e fermento con un’eleganza sorprendente. Tenete d’occhio lo chef e il ristorante Riccioli d’Oro a Roma.

44 – Marco Rizzitano – Hot dog calabro
Würstel alla ‘nduja preparato sul versante ionico della Calabria, a Guardavalle, con salsa barbecue alla Brasilena – la bibita al caffè prodotta a Girifalco. E poi trito di salaturo, cioè la giardiniera alla catanzarese messa sotto sale in un vaso di terracotta e sotto pietra per 40 giorni. Dimenticatevi il junk food che qui andate in un’altra dimensione.

45 – Nino Rossi – Pasta fredda cruda ed agrumi
Minimalista e di presa la pasta dello chef del ristorante di Santa Cristina d’Aspromonte che cerca e trova la freschezza assoluta.

46 – Chiara Sorace e Nicola Todaro – Tra mare e terra piccante
Qui il matrimonio è tra due pezzi da 90 della Campania e della Calabria. La mezzaluna di pasta fresca è farcita con baccalà mantecato e servita con ricotta di bufala, ‘nduja e olio al basilico. Piatto semplice ed efficace.
Gli assaggi da gelatieri e pasticcieri al Bob Fest 26

47 – Federico Cari — Gazpacho sull’orlo di una crisi… d’identità
Pomodoro e frutti rossi si sfiorano tra spezia, basilico e angostura. Poi arrivano pepe, gin, cetriolo, yogurt: il gazpacho perde l’equilibrio e proprio lì trova la sua forma. Fresco, nervoso, molto contemporaneo. Avanguardia.

48 – Gianrocco Forestieri — Lucania in un morso!
Cacao e vaniglia aprono una carezza morbida; pistacchio di Stigliano e fragoline del Sirino riportano tutto a un paesaggio preciso. Il crumble chiude con il rumore giusto. Dolcezza territoriale, senza cartolina.

49 – Stefano Guizzetti — Acidità
Limone, lime nero, aceto, panna acida: una traiettoria elettrica. Il pepe verde di Sichuan aggiunge un tremore agrumato, quasi anestetico. Non un sorbetto: una scarica acida sul palato. Modernissimo applicato per altri mondi.

50 – Alessandro Mango — Maritozzo alla patata dolce
Morbido, soffice, quasi infantile, ma con una precisione da dessert al piatto. Nocciola, popcorn e chantilly costruiscono un cinema di sala: tostature, zucchero, memoria. Un maritozzo che sa di finale felice.

51 – Domenico Penna – Tartufo di Pizzo Calabro
Formato mignon per il classico gelato al cioccolato di Pizzo. Doveroso il bis.

52 – Vincenzo Pennestrì — Mini stecco di Scilla e Cariddi
Bergamotto e olio evo si incontrano nella parte più luminosa del Sud. Pistacchio croccante, mango solare, fior di latte che tiene tutto insieme. Uno stecco piccolo, ma con un mare intero dentro.

53 – Chiara Spalluto — Mediterraneo
Zabaione al Marsala, mandorla di Toritto, croccante tostato: il Mediterraneo in una versione dorata e calma. Alcol, uovo, frutta secca, sale immaginato. Un gelato che si scioglie lentamente, come un pomeriggio d’agosto di epoche lontane. Perfetto.

54 – Antonio e Fiorella Staglianò — Madeleine al pralinato calabrese
Piccola, fragrante, immediata. Il pralinato calabrese entra come una nota di sole tostato, lunga e gentile. Una madeleine che non cerca nostalgia, la disegna. Ciao Proust!

55 – Umberto Oliva – Supertonico
Il drink preparato al Pollino Cocktail Camp insieme al Conservatorio Etnobotanico approda sulla spiaggia infuocata con la Cordial tisana Vitalità Pollino (Altea, Anice, Equiseto, Ortica), gin London Dry, seltz. È alcolico ma va giù in una ventata di freschezza come una bibita.

56 – Anna Toscano – Limoncello
Semplice e fresco il drink proposto dalla bartender del Locale di Firenze con un limoncello fatto in casa, succo di fragola chiarificato e tonica.
Gli assaggi della cena post Bob Fest 26 al Palazzo dei Principi Lanza


Il sequel del Bob Fest è al Palazzo dei Principi Lanza a San Nicola Arcella. Dimora storica ristrutturata e votata alle cerimonie con terrazza naturale e giardino all’inglese affacciati sul mare. Panorama incredibile e corte interna ancora più suggestiva con le postazioni dell’aperitivo.

57 – Francesco Capece – Miseria e Nobiltà
Frigge Francesco Capece con la frittatina di bucatini alla cacio e pepe con Pecorino Romano DOP, tartare di tonno rosso del Mediterraneo, maionese al cipollotto arrosto e caviale di aringa affumicato. Un fritto davvero senza tempo.

58 – Connaught Martini
Il più famoso Martini di Londra (ehi, lo fa un Italiano) in 5 versioni e qui in Calabria sono 2. Doctor Ago, più classico con bergamotto e ginseng, e Tonka con note di vaniglia, mandorla, frutta secca. Difficile scegliere tra i due, assaggiati entrambi.

59 – Dom Carella – AKA
Volete bere analcolico ma con carattere? Telefonate a Dom Carella per assaggiare il Lapsang Souchong che è un kombucha lavorato come uno champagne. Frizzante e beverino come pochi tè fermentati sanno fare.

60 – Roberto Davanzo – Super Marinizia
Niente da denunciare se non leggetevi l’articolo che ne riporta caratteristiche qui e qui un anno dopo.

61 – Davide Guidara – Datterino concentrato
Super vegetale per Davide Guidare che propone un performante datterino cotto nella calce viva, salsa di datterino e acido lattico, concentrato di datterino.


62 – Salvatore Morello – Astice
Fiammeggiato a favore di telecamera, buonissimo l’astice servito con spuma di curry verde, broccoletto, crumble di mandorla affumicata, aria al bergamotto e il suo fondo. Applausi.

63 – Gianfranco Pascucci e Ivano Veccia – Rigatoni invece dei cornetti
Spariti nottetempo i cornetti lievitati da Ivano Veccia a Ischia, ma ancora in possesso dell’originario condimento, Gianfranco Pascucci si inventa su due piedi rigatoni al burro con fegatini, pomodoro e lamponi. Sostanzioso e buono antipasto.

64 – Franco Pepe – Spazio Mare
Aveva promesso pizza fritta e Franco Pepe è stato di parola con la Spazio Mare con stracciata di bufala campana DOP, gambero di Mazara del Vallo, misticanza fresca, zest di lime e polvere di lime. Buona come al solito in questa versione leggermente diversa rispetta a quella del Campionato 2025.

65 – Matias Perdomo – Cipolla rossa di Tropea
Perdomo rispolvera un suo classico e riempie la cipolla di zucchero soffiato con formaggio tiepido di capra e marmellata di cipolla rossa di Tropea, Sotto pan di spagna al sesamo nero in cui fare la scarpetta e – gnam – un solo boccone.

66 – Riccardo Sculli – Tataki di cernia
Dallo Ionio, Riccardo Sculli mette in campo un gioco di contrasti tra note marine, acide, dolci e piccanti con la cernia fredda, bergamotto, gel di peperoncino e ciliegia in osmosi di lampone.

67 – Michael Van Der Kroft — Oilebol
Una zeppola salata, calda, esplosiva. ’Nduja e soia costruiscono una laccatura umami, la pancetta aggiunge croccantezza, le uova di trota un lampo salino. Street food da alta marea. Pizza fritta orange!
Gli assaggi dei dolci al Bob Fest 26

68- Chiudiamo con i dolci serviti a tavola al Palazzo dei Principi Lanza. Il poker è con la brioche di Gianluca Colucci.
69 – Il gelato di Stefano Guizzetti.

70 – La “crostata” con mandorla bianca, sedano e limone bruciato di Gianluca Fusto.

71 – Il cannoncino alla crema di Antonio e Fiorella Staglianò.

Ora è anche più chiaro perché il Bob Fest is the new Festa a Vico e perché ha l’ambizione di portare sotto i riflettori la Calabria intera.









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