Un marziano a Roma/55 La favola dell’hamburger Propaganda è falsa

Ristoranti

Il suono della mail galattica è inconfondibile. Qwerty dice che ha registrato il sibilo nel momento del passaggio all’iperspazio. Ma questa volta un bonk è suonato forte nelle casse del povero mac come se qualcuno avesse dato una martellata.

Il Caffé Propaganda non funziona. Tutto sbagliato. Abbiamo consigliato male con la nostra visita del mezzodì e ora bisogna ricorrere ai ripari. Sembra che il commentatore Stefano sia stato chiarissimo: l‘hamburger di Propaganda è una schifezza (se confrontato con il mai troppo osannato e criticato Tricolore Monti)
Ho capito, vuoi tornare a Propaganda e fai tutto questo casino per andarci? E poi che cos’è questo bonk?

Abbiamo il dovere di rettificare. E’ il classico suono di un meteorite che si conficca nella superficie di Giove. L’ho registrato riaccompagnando a casa la ragazza dei panini Food on the road.

Errare è umano, che vuoi farci. Appuntamento a stasera e mi raccomando, quell’arnese ellittico con tutti gli archi non è l’Astronave Madre, ma il Colosseo. Vedi di non fare casini.

Se c’è qualcosa che mi dà fastidio è dover riconoscere un errore. Lo faccio, ma mi girano in tutte le direzioni astrali conosciute agli umani (che su Alpha Centauri, mi ha spiegato Qwerty, le dimensioni sono 6 più la parallela). Quindi non sono ben disposto.

Chiamo a nome degli altri commensali, una coppia con lei che ha anche il nome di un astro (sarà coincidenza stasera), per verificare un possibile sold-out che pare sia una costante irritante per molti. Tavol(in)o prenotato alle 20,30 “ma non si preoccupi se arriva in ritardo, le targhe alterne hanno questo effetto”. Beh io vado a metano, Qwerty a energia solare: non dovremmo avere problemi.

I commensali sono appena arrivati. L’aria è fredda e il Caffé Propaganda riesce a riscaldare con la decorazione di interni che a qualcuno suggerisce locali famosi di New York. Affollato, ma non incasinato con una prevalenza di ospiti nella sala piuttosto che al bancone del bar. Se dovessi scommettere un centesimo, direi che i soci dell’avventura avevano previsto maggiore richiamo dai cocktail e da un consumo veloce piuttosto che dal ristorante o comunque una diversa distribuzione. Invece, la sera i due turni delle 20,30 e delle 22,30 totalizzano 100, 120 coperti.

Il tempo di servizio è una voce che deve ancora essere registrata come qualche intervento all’acustica che costringe ad alzare un po’ il tono per chiacchierare e una fornitura di salsicciotti per frenare qualche spiffero di troppo. Se la notazione dello spiffero vi sembrerà esagerata sappiate che la corrente d’aria è quella che investe anche i piatti (che vanno a spasso senza cloche (sarebbe complicato per un bistrot) per cui le paste (una Garofalo ben sottolineata) arriva al tavolo con temperature non esatte. Alm,eno in quelle con mantecatura a freddo. Per capirci, cacio e pepe piuttosto che carbonara perdono rispetto all’amatriciana.

Ma il motivo della venuta con un Qwerty pronto a incendiare tutto con un colpo di uno dei 4 indici a raggi gamma è l’hamburger, bistrattato soprattutto per un prezzo non proprio low: 18 €.

Arriva dopo il giro di pasta e un supplizio ancora perfettibile per raggiungere gli standard di Oltretevere. Ma lo riassumiamo con il voto dell’altro commensale, 9, e la considerazione della compagna, ha alzato il giudizio complessivo della cena.

Capito? L’hamburger se volete ha il difetto di costare tanto, ma ti offre una carne da Formula Uno, una fassona della macelleria Oberto di Roddi (Cuneo), cotta al punto giusto e con il giusto punto di grasso. Il formaggio che lo accompagna è una provola affumicata di Tenuta Doria ben abbinata al ketchup fatto in casa. Il tutto racchiuso dal pane del Forno Roscioli in forma smagliante. Difficile chiedere di più a un panino.

Ora mi direte che ho avuto fortuna. Sarà Qwerty, sarà anche la buona stella, con lei proprio non ce la possiamo prendere ma devo registrare che la presunta caduta dell’hamburger di Caffé Propaganda è solo una favola riuscita male.

P.S. E non vi dico quanto era buono il crumble di Stéphane Betmon perché era fuori carta. Ma di non perdervi la zuppa inglese nel barattolo, quello sì.

Caffè Propaganda. Via Claudia, 16. Roma. Tel. +39 06.94534255

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.