Ecco io non l’avrei detto che il più bravo pizzaiolo del globo fosse una donna americana della California – Elisabeth Falkner – che si è fatta le ossa (e la celebrità) a Iron Chef USA.

E non ci credevano nemmeno gli altri concorrenti che hanno partecipato all’11° Campionato Mondiale del Pizzaiuolo organizzato dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani alla voce categoria classica, la più gettonata: su 427 concorrenti, 150 si sono dati battaglia sulla Classica e 121 sulla STG con presenze straniere di rilievo nella comunità giapponese – 20 – e francese – 13 – tutti uniti dalla stessa parola: pizza e diversi accenti, of course, dal pizzà al pitza passando per un arigatò.

Il bello è che della pizza classica che qualcuno potrebbe intedere, cioè la margherita per capirci, nulla ha questa categoria. Che ribattezzerei fantasiosa considerato che proprio la vincitrice ha messo su fiori di zucca e una bella spolverata di peperoncino. Hot. E non vi dirò com’era – a mio giudizio, chiaro – nemmeno sotto tortura.

Quella classica sarebbe la STG, cioè la codificata Margherita al massimo Margherita con bufala diventata gastrofighetta ma nata come escamotage per registare come “prodotto Dop” la pizza napoletana che invece è un STG (con una riserva di nome flebilina) e l’aggiunta della mozzarella di bufala questa sì Dop che non c’entra con la Margherita della tradizione (a partire dalla dedica savoiarda che prima al massimo c’era la Mastunicola di Franco Pepe).

Fatto sta che i confini della pizza si allargano complice l’Antico Molino Caputo che in joint con un altro pezzo da 90 dell’imprenditorialità napoletana, cioè Gianni Punzo (sì, quello degli anni di Maradona al Calcio Napoli che sa anche di Lavezzi ma non dice) hanno messo su al Vulcano Buono disegnato da Renzo Piano questa manifestazione. C’è chi si sbatte sull’Ultra Pizza e qui potremmo parlare di Ultra Pop. Il cibo per i poveri che piace ai ricchi, si diceva. Ora più prosaicamente il cibo anti-crisi che riesce a celebrare ancora i riti della convivialità.

Quindi, pizza low profile? Ma manco per l’anticamera del cervello si dice dalle parti dei forni napoletani che hanno sbuffato allegramente per tutta la serata pur con l’inghippo della pioggerellina. La pizza va nobilitata, è il pensiero di Gennaro Esposito e di Gino Sorbillo che lo hanno proclamato alla folla adorante dal tavolo della giuria.

Di più, l’analisi scientifica e l’ingresso nell’alta cucina sono due facce della stessa medaglia conferma Gennaro Esposito che come avrete appreso dal programma ufficiale dedica la quarta giornata del mercoledì della Festa a Vico alla pizza.

Piatto serio in cui vale la pena ficcarsi. Già dal titolo – provvisorio – fa venire l’acquolina in bocca (e qualche sudore polemicuccio che ci sta benissimo): La pizza centimetro per centimetro, molecola per molecola. Si studia e si mangia. E sapete chi è lo sponsor della pizza vicana? L’Antico Molino Caputo. Da Nola a Vico Equense, dal pop al top in un battito di ciglia. Insomma, l’Ultra Pop.

Ed ora, i vincitori (tra parentesi i punteggi, i diametri, la velocità).

Trofeo Caputo – Pizza STG

  1. Marcello D’Erasmo (1640)
  2. Gennaro Nasti (1610)
  3. Antonio Langella (1600)

Pizza Classica

  1. Elisabeth Falkner (1840)
  2. Antonio Orbinato (1785)
  3. Pavel Popov (1655)

Pizza in teglia

    1. Claudio Bono (1885)

  1. Massimo Bosco (1860)
  2. Luca Polce (1785)

Pizza alla pala

  1. Luigi Iannone (1910)
  2. Luigi Castaldo (1730)
  3. Gianni Calaon (1725)

Pizza Gluten free

  1. Antonio Langone (1952)
  2. Roberto Luongo (1948)
  3. Giuseppe Lucia (1890)

Pizza Juniores

  1. Gennaro Giustiniani (1690)

Pizza Acrobatica Free Style

  1. Simone Ingrosso
  2. Antonio Vanacore e Dan Ioan Leicu
  3. Antonio Lupo

Pizza Larga

  1. Giuseppe Cuffaro (83,65)
  2. Mario Signorile (79,00)
  3. Simone Ingrosso (72,15)

Pizza Veloce

  1. Eros Segato 00:50:06
  2. Simone Ingrosso (01:04:00)
  3. Antonio Lupo (01:10:00)

Chef Internazionale Trofeo Caputo

Elizabeth Falkner

Premio speciale alla Memoria

Federico Guerriero

Le foto della premiazione (ha collaborato Luigi Savino)

(Big Picture: le foto possono essere ingrandite cliccando sull’immagine)