Hipster: 5 tipi di dieta da crudista a vegano

Tempo di lettura: 4 minuti

hipster food

Come si comporta un hipster a dieta? Non sono una frequentatrice di hipster, o almeno non consapevolmente. Anche se di tanto in tanto getto un’occhiata al sito hipster food.

A me un hipster nella cucina del benessere mi appare come un misto tra un nostalgico e uno snob. Innamorato dei grani antichi, del farro (come usa Gabriele Bonci nella pizza) e delle tendenze vegan. Non sempre controcorrente ma nemmeno afflitto dalla voglia di darsi al bikini bridge.

Un hipster lo vedo bene in cinque tipi di dieta, intesa come regime alimentare. Ecco quelli che ho incontrato negli ultimi mesi.

1. Vegano

pizza al taglio vegetariana Gabriele Bonci

Controcorrente per forza non so considerata la gran moda dell’essere hipster e vegano. Bastian contrario sicuro e con un orto sul balcone perché il condominio non gli ha permesso di coltivare il quadrato 5 metri per 5 invece delle ortensie. E’ alla perenne ricerca del localino che produce tutto in proprio e se proprio non lo trova, si accontenta di uno che possegga un bancone self service con estesa esposizione di verdure e legumi di stagione.

Lo vedo bene a Milano in cerca dell’accostamento cromatico perfetto da Green Inc e nell’ossimoro della carne che è a fianco. Oppure al Pizzarium di Gabriele Bonci con le sue pizze vegane.

2. Crudista

Sushi nigiri Sepia Sydney

Potrebbe sembrare una sotto categoria del vegano. In realtà il crudista potrebbe essere onnivoro e consumare tutto ciò che non viene cotto ma abbattuto, essiccato o marinato. Via così a carpacci e tartare. Il vegano crudista è assai più integralista. Gli manca poco per andare a brucare l’erba del prato in pausa pranzo. Entrambi i crudisti sono l’apoteosi dello snob, quasi sempre con un livello di istruzione alto, un po’ secchioni , di solito ingegneri. Sono quel tipo di amico che ti manda in vacca qualsiasi scelta non in linea col suo stile di vita: la cucina potrebbe essere tranquillamente una veranda con lavandino, del tutto priva di frigo (nel caso del crudista vegano) e di fornelli, ovviamente. Lava il bucato in un ordigno che sembra creato per l’estrazione del Lotto e pratica Bikram Yoga.

L’oriente in fondo non sbagliava , e quindi a tutto sashimi da Iyo a Milano. O da Doozo a Roma.

3. Fruttariano

melone-bianco

La vera sotto sotto categoria del vegano crudista è il fruttariano. Austero ai limiti dell’ipocondriaco. Spesso malato di igiene e di sport. Ha un piano alimentare preciso con cadenze settimanali . Non mangia semi nè germogli in quanto organismi vivi o potenzialmente vivi. Si definiscono anche igienisti e sono fan di idrocolonterapie, consumatori di succhi di aloe e spesso alla perenne ricerca del frutto perfetto, cioè la mela. Un celebre fruttariano era Steve Jobs, del quale non si sa bene se arrivò a questa alimentazione per cercare di bloccare la malattia che invece lo ha portato via. In questa categoria rientrano molte grandi obese che improvvisamente diventano cloni delle modelle di Victoria Secrets , o almeno così ci lasciano credere mille siti o pagine Facebook.

Impossibile consigliare un ristorante, andrei direttamente “dar fruttarolo” o a Brixton se siete a Londra.

4. Dieta Mediterranea

linguine tonno sott'olio il rosso e il mare acciaroli

Con il vegano, il crudista e il fruttariano siamo al futuro che guarda indietro. Ma la dieta più nostalgica è un’altra: la Dieta Mediterranea praticata dal fissato con la piramide alimentare. Tradizionalista, con una nonna al paesello che rimedia polli ruspanti e uova di galline felici. Preferisce il poco ma buono ed ha felicemente ristabilito l’equilibrio sulle quantità da mangiare in ogni pasto. Fa spesso corsi di cucina sana, amante delle frolle fatte con l’olio d’oliva e delle polentine di farine rare e sconosciute. Anche questa variante può nascondere una frangia un po’ più pignola che professa la cucina kousminiana : perseguono una modalità alimentare parca e antica , come mangiavano i nostri nonni. Io adoro la loro colazione. Conosciuto esponente di questa categoria è lo chef Rubio, stratatuato ex rugbista passato alla cucina. Il baffo c’è , ha scritto un libro di ricette mediterranee e il tatuaggio è hipster.

“Linguina al tonno superstar come ferragosto a Roma “, ma che davero Gabriè ? Allora quella del ristorante Il Rosso e il Mare è una garanzia. Altrimenti vado con la ricetta dello chef Dino De Bellis del Salotto Culinario di Roma.

5. Dieta Scarsdale

tartare 8 carne

Non so come inquadrare la deriva hipsteriana che si rifà agli anni ’80 che si ripropongono come i peperoni. Li riconoscete ad occhio nudo dall’abbigliamento, dalle macchine e dalla musica che ascoltano. Quale dieta seguiranno mai ? Ma la Scarsdale , che domande. Antesignani della Paleo o della Dukan, sono coloro che consumano quantità di proteine animali giornaliere da sfamare un intero zoo di felini. Banditi i carboidrati in ogni forma, patate, maionese e la maggior parte dei latticini. Li trovate alle sagre della brace con un piatto di insalata e una collezione di salsicce, braciole e spuntature in un’unica porzione. Un po’ giallognoli e con problemi digestivi, ma con pettorale possente e il poster di Schwarzenegger in cameretta come unico Vate della forma fisica da veri “Wild boys”.

10 ristoranti con la griglia vi basteranno?

Ora, se siete hipster e per giunta a dieta potreste dirci se vi riconoscete in uno di questi 5 regimi alimentari.

O se conoscete una dieta più efficace e più hipster di queste raccontatela. Ve ne saremo grati dopo aver appurato quali sono i 20 cibi che preferite da aggiungere al manuale per diventare un perfetto hipster.

[Immagini: Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto, hipster food, Facebook/Huffington Post]

7 Commenti

  1. L’histerismo si avvia verso la conclusione: lo dicono indagini, esperti di fenomeni sociali, libri ecc…
    Come per altri fenomeni sociali giovanili(ridotti spesso a semplice Moda)rimane la parola, in questo caso hipster, svuotata del suo significato originario o fortemente dilatato.
    Se è uno stimolo per parlare di diete può anche starci.
    L’accostamento vegano-hipster mi sembra ridicolo.
    In altri articoli sull’hipster ho letto che è un fanatico del KM O.
    Sono un onnivoro ma del vegan autentico ho un gran rispetto.
    E’ un fenomeno mondiale in crescita e, come succede, si è innestata una MODA ed il RELATIVO SFRUTTAMENTO COMMERCIALE.
    Ma essere vegano non fa diventare hipster.O meglio ci può pure essere un hipster vegano, ma è un dato irrilevante per capire l’hipsterismo.
    Saluti

  2. Era riferito più ai fenomeni già passati.
    In effetti è opportuna questa tua domanda.
    Lunedì 24 marzo 2014 alle 20.30 è stato presentato Hipster, libro di Tiziano Bonini con l’autore, all’Ostello Bello in Via Medici, Milano.
    “Nell’introduzione del libro Tiziano Bonini scrive:
    “L’hipster è di sicuro la CULTURA GIOVANILE DOMINANTE degli anni Zero del Duemila e ora che sta iniziando a tramontare, possiamo finalmente cercare di capirci qualcosa.”

    Bonini dice:
    “…possiamo finalmente cercare di capirci qualcosa.”

    Mattia, non sono in grado di darti una definizione univoca e consolidata di hipster, ma penso che si capisca il senso “complessivo” del mio commento.
    Ciao

    • Infatti, possiamo quasi salvare hipster e vegano
      “Controcorrente per forza non so considerata la gran moda dell’essere hipster e vegano”

  3. C’è un bel po’ di casino in questo post. Ha ragione Gillo…il vero hipster non è crudista, né vegano, fruttariano et similia, ma è soltanto un sostenitore della riscoperta di un’alimentazione semplice e genuina, possibilmente legata a ciò che offre il proprio territorio (il cosiddetto km 0, insomma). Parimenti, non sono disdegnate nemmeno le specialità e le rarità culinarie in generale, non solo quelle del proprio terroir.
    Da questo principio consegue anche che l’hipster tende a privilegiare il consumo di cibi non processati, o prodotti in maniera quanto più “artigianale” possibile. Non è un caso se negli ultimi anni c’è stata una così grande proliferazione di birrifici artigianali, piccole aziende di campagna destinate ad una produzione meno intensiva di carni e prodotti caseari, panetterie specializzate nella produzione di prodotti a base di farine biologiche. E guarda caso, la maggior parte di questi posti sono gestiti proprio da giovani hipster.

  4. Noto che questo post provocatorio vi è piaciuto, e me ne compiaccio.
    Diciamo che non era mia intenzione definire il tipo di alimentazione, ma giocare a immaginarne una.
    Avete tutti ragione ed io ho letto recensione del libro di Bonini.
    L’atteggiamento hipster verso il naturale potrebbe tranquillamente farlo avvicinare sia al veg, che al crudismo , che al fruttariano.
    Penso anche che gli hipsters siano persone che non si prendono molto sul serio e perciò questo post li farà ridere molto

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