Ristoranti Gambero Rosso 2015. Previsioni e azzardi nella guida Italia

Tempo di lettura: 6 min

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La stagione delle Guide ai ristoranti volge al termine. Come è iniziata a giugno, con il Gambero Rosso Roma, così finisce: lunedì è la volta della Ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso.

L’edizione nazionale 2015 segna la novità temporale: il Gambero Rosso esce in libreria ben oltre la data cui eravamo abituati da qualche anno e dopo la guida dell’Espresso e soprattutto quella della Michelin. Strategia editoriale? Un nuovo marketing? Maggiore profondità nelle visite? Forse lo scopriremo in conferenza stampa dalle voci di Clara Barra e Giancarlo Perrotta, gli inossidabili curatori della “gamberacea” che hanno sempre in serbo qualche sorpresa.

Cosa vi attendete e cosa ci sarà nella guida 2015? Si parte da questo Olimpo delle Tre Forchette, cioè i ristoranti che hanno almeno 90/100 (in rosso i nuovi triforchettati dell’anno scorso)

Ristorante Località 2014
Osteria Francescana Modena 95
Vissani Baschi (TR) 95
Don Alfonso 1890 Sant’Agata sui Due Golfi (NA) 94
La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri Roma 94
Villa Crespi Orta San Giulio (NO) 94
Piazza Duomo Alba (CN) 93
La Torre del Saracino Vico Equense (NA) 93
Le Calandre Rubano (PD) 92
Laite Sappada (BL) 92
Lorenzo Forte dei Marmi (LU) 92
La Madia Licata (AG) 92
Dal Pescatore Santini Canneto sull’Oglio (MN) 92
Reale Castel di Sangro (AQ) 92
St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina San Cassiano (BZ) 92
Devero Ristorante del Devero Hotel Cavenago di Brianza (MB) 91
La Madonnina del Pescatore Senigallia (AN) 91
Il Pellicano Porto Ercole (GR) 91
Ilario Vinciguerrra Restaurant Gallarate (VA) 91
Da Vittorio Brusaporto (BG) 91
Antica Osteria da Cera Campagna Lupia (VE) 90
Il Povero Diavolo Torriana (RN) 90
S’Apposentu a Casa Puddu Siddi (VS) 90
Trussardi alla Scala Milano 90

Il ritorno di Mauro Uliassi alle Tre Forchette

Mauro Uliassi

Il declassamento dello chef di Senigallia a due forchette (con 88/100) aveva lasciato storditi fan ed estimatori creando di fatto due correnti all’interno della pancia del Gambero Rosso: i conservatori della Guida vs i miglioristi, collaboratori/autori/responsabili, del sito.

Quest’anno, in piena estate, Massimiliano Tonelli ha giocato di anticipo rispetto alla Guida (un po’ troppo rispetto all’effettiva data ma in perfetto tempismo – cartaceo – se l’uscita fosse stata quella usuale di inizio ottobre) mandando on line un post che non lascia spazio a improvvisazioni di giudizio: la cucina di Uliassi è a ritmo di jazz. Scoppiettante, contemporanea, irresistibile.

Con queste premesse, le Tre Forchette a Mauro Uliassi sono sicure al 99,9% e i due punti necessari ad arrivare a quota 90 sono già nel salvadanaio dello chef diviso tra Caccia e Pesca. Tombola.

Roma deve contare di più

Roma Carrie Bradshaw

Roma e i ristoranti di Roma sono il fortino della Guida del Gambero Rosso che, anche dopo l’abbandono della Città del Gusto, avrà la sua sede nella Capitale anche se Milano e Napoli premono da vicino. Più Milano (per via dell’Expo e della sempre auspicata quotazione in Borsa) che Napoli (la forza della pizza è stata diluita con la tripartizione napoletana-gourmet-italiana e la presentazione della guida pizzerie a Roma), ma a Roma affonda le sue radici.

A giugno Roma, rectius, il Lazio avuto in dote le Tre Forchette della Trota di Rivodutri dei fratelli Serva che hanno festeggiato i 50 anni di attività. Una scelta condivisa dall’ala migliorista del sito con un post di benedizione.

Ma chi potrebbe ascemdere nell’Olimpo delle Tre Forchette a distanza di sei mesi dalla guida romana? Il gruppo di inseguimento, cioè le due forchette, vede sul filo di lana il The Cesar, Le Colline Ciociare, Il Pagliaccio, l’Enoteca La Torre a Villa Laetitia.

I ristoranti di Salvatore Tassa e Anthony Genovese non sembrano aver preso lo sprint necessario per allungare il passo e con Uliassi hanno destato abbastanza scalpore al momento della retrocessione (qualcuno lo definì “quer pasticciaccio brutto de Acuto” per via dei lavori di ristrutturazione): tradotto, i dietrologi li condannano per equilibrio politico tra ala conservatrice e ala migliorista. Sarebbe un pareggio e quindi niente Tre Forchette. Passo.

Danilo Ciavattini

Il The Cesar ha già beneficiato di un +1 rispetto all’edizione dell’anno precedente (Roma su Roma). Fuori dai giochi. La butto lì: cosa ci potrebbe essere di più rumoroso della promozione a Tre Forchette dell’Enoteca La Torre “asteriscata” poiché il + 3 del punteggio di giugno era riferito all’edizione Italia dell’anno precedente per trasferimento? Fa un + 5 tondo tondo che nei post in stile Buzz Feed farà fregare le mani agli esperti di SEO e potrebbe essere il migliore avanzamento di tutta la Guida oltre a compensare la visione di trasferimenti e ristrutturazioni che non piacciono alle guide cartacee (dovrebbero farvi ritorno per accertare i cambiamenti). Roma Caput Mundi. 4/5 di colore ma potrebbe essere anche scala.

Marco Martini chef

E poi ci sono gli esclusi, anzi l’escluso per eccellenza: Marco Martini con il suo Stazione di Posta che ha conquistato la prima stella Michelin “da centro sociale”. Praticamente agli antipodi dell’Enoteca La Torre. Una discussione avviata in maniera avventata su Facebook da un esponente dell’ala migliorista ha creato il giusto caos. Stazione di Posta non è stata inclusa a giugno nella guida di Roma per scelta deliberata. Poco importa che l’Espresso lo avesse inserito con 14/20, si ragionava senza ancora sapere della stella Michelin.

La domanda è ci sarà Stazione di Posta nella Guida Ristoranti d’Italia 2015? Probabilmente sì, ma non vi aspettate voti da capogiro se ho interpretato le risposte in quello stato di Facebook: le due Forchette di cui chiedevo dovrebbero essere lontane. 50 centesimi e sto.

Il Sud resta a guardare?

Campania
Campania

Una discreta pioggia di stelle Michelin ha investito la Campania: 4 + 2, anche se non tutti hanno avuto il pallottoliere sotto mano. Si parte dalla fotografia dell’anno scorso anche in questo caso. La regione tra le più stellate d’Italia pesa un po’ di meno quanto a forchette. Ma Radio Costiera punta sui Gamberi piuttosto che sulle Forchette. A ri-agguantare dopo due anni di limbo i Tre Gamberi, segno di eccellenza delle trattorie, sarebbe Il Convento a Cetara di Pasquale Torrente.

I soliti dietrologi punteranno sull’effetto mediatico dello chef che ha legato le sue fortune alla friggitoria di Eataly e alla nuova locanda Burro&Alici aperta in Franciacorta nei possedimenti della Moretti. Una liaison nord – sud che vede le bollicine come propellente perfetto per cibi pop (lo stesso è accaduto con la pizza fotografata da Oliviero Toscani per AVPN e Contadi Castaldi). L’esponente di “Lotta continua a tavola” ha un alto gradiente mediatico soprattutto in area gastrofanatica del web. Tre piccioni con una fava: web, ristoranti e vino. Mi gioco 1 € sul terno secco.

Ma per avere certezze, non resta che attendere la presentazione ufficiale lunedì 17 novembre alla “vecchia” Città del Gusto. Forse l’uscita in ritardo della Guida Italia è il saluto che il Gambero Rosso vuole fare alla sede che ha creato il mito del gusto in Italia.

Se poi avete idee o indiscrezioni, lo spazio commenti e la mail sono qui per questo.

1 commento

  1. La mia domanda é preliminare a qualsiasi altra considerazione.
    Ma questa guida conta ancora qualcosa da quando il compianto direttore Bonilli é stato costretto a lasciarne la direzione?

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