Pizza. Radici o della pizzeria giovane che ha aperto a Salerno a prezzi popolari

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C’è sempre più fermento a Salerno, da molti considerata provincia gastronomica dell’impero partenopeo che può ribattere solo con le eccellenze e i tesori della Costiera Amalfitana e di quella Cilentana.

Una porta di accesso alle due coste che ne racchiudono il golfo sempre più gettonato dai turisti perché offre ottime soluzioni di soggiorno a prezzi migliori. E con il servizio dell’Alta Velocità.

Vi abbiamo dato già conto di alcune realtà come il Pacchero e la strepitosa apertura della nuova Pescheria (e altre novità come l’Embartcadero a guida dello stellato Paolo Barrale e il 360 di Michele De Martino ci attendono a breve), ma oggi vi segnalo una pizzeria aperta da appena una settimana.

Si chiama Radici ed è in una zona a dir il vero poco turistica e men che meno panoramica. Siamo tra Torrione e Pastena, all’interno della linea di confine del lungo corso che da Mercatello attraversa la città e sale sulle prime balze che portano a Vietri sul Mare.

Una pizzeria di taglio giovane fatta da giovani.

Al forno c’è Raffaele De Santis che ha preso in prestito la ricetta di Piergiorgio Giorilli per creare la sua pizza napoletana morbida e di buona consistenza.

In un sabato sufficientemente affollato per far dimenticare alla sala i due commensali che erano vicini del nostro tavolo abbiamo ordinato un calice di Fiano della casa accompagnato da due fritti, una frittatina con bucatini di Gragnano e besciamella (2 €) e una montanara (3 €), decisamente migliorabili (quindi se non siete in vena di test, saltateli).

E due pizze. Una classica margherita (5 €) che qui si chiama Una regina sbarca a Napoli (ragazzi, perché non varate una Salernitana se avete problemi di naming?) e una Genovese in un bosco (8,50 €).

Impasto a lunga lievitazione, dichiarato 48 ore di cui 24 ore in frigo, con farine tipo 1 leggermente sbilanciato in surmaturazione. Un leggero eccesso di farina trascinata nel forno, ma cottura corretta. Gli ingredienti contemplano il fior di latte di Agerola del caseificio Fusco e quello del caseificio san Leonardo di Salerno. Il pomodoro San Marzano è di Danicoop, mentre l’olio extravergine di oliva è della cooperativa di San Mauro Cilento.

La genovese in un bosco mette insieme fior di latte, pesto fatto in casa, provola, noci fresche, basilico fresco e olio extravergine di oliva del Cilento. Molto gradevole.

Con una piccola sistemata all’impasto e una più decisa alla sala un po’ approssimativa (i nostri due commensali si sono alzati e sono andati via senza che nessuno se ne accorgesse) potrà diventare un buon punto di riferimento per gli appassionati della neapolitan style.

Fate una prova e sappiate dirci. Tenendo conto che ha aperto da appena una settimana (a pranzo e a cena).

Radici. Via Giovan Battista Amendola, 93. Salerno. Tel. +39 089 285 7840

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