Ha aperto un nuovo e particolare locale dedicato agli hamburger, ancora a qualche centinaio di metri di distanza dal mio ufficio – a volte mi chiedo: chissà mai come si mangerà lontano da casa e dall’ufficio, alla Barona, ad esempio… E io, che ci sono passato davanti, diciamo casualmente, sono entrato, ho preso visione, e ho assaggiato.

Sto parlando di DonHot (da donkey, asino, e hot, piccante), un piccolo locale essenzialmente take away, visto che ci saranno 6 o 7 posti a sedere. Il modello è quello dei vari locali-su-strada-o-quasi – un altro locale tipo Ravioleria Sarpi ma con qualche seduta come BaoBing, per capirci.

Sul loro sito si presentano come Bar (ma le proposte-bar sono minime) Restaurant: “Siamo specialisti nella cucina antica cinese e nelle bevande tradizionali”. Il marchio nasce a Pechino nel dicembre 2016 da un gruppo di giovani imprenditori, che hanno aperto 6 locali all’insegna del recupero della cucina tradizionale. Probabilmente è alla realtà pechinese che il sito si riferisce parlando di bevande tradizionali, visto che in menù ci sono Coca-Cola, Fanta, EstaThè e così via.

Il menù prevede una decina di piatti. Il piatto forte è il panino d’asino (modernizzato nella dicitura in “hamburger”), uno spuntino tradizionale della cucina della dinastia Ming. Nato a Baoding, un’antica città della provincia di Hebei, nella Cina nord-occidentale, il panino viene farcito con carne d’asino bollita a fuoco lento per 13 ore, insieme a una miscela di 22 spezie. Il panino “speciale di Baoding” che mi è stato servito, del tipo “sfogliato”, mi è sembrato alla vista (ma anche al gusto) leggermente crudo. Ma il ripieno di asino, diciamo sfilacciato, era veramente buono e saporito. L’hamburger è disponibile in due versioni: normale, a 5 €, e super, a 7 €.

C’è anche un altro piatto a base di asino: la lingua d’asino in salsa piccante (6 €). Il termine “piccante” deve essere inteso nel suo senso più estensivo: ho dovuto toglierne un po’, per riuscire a percepire qualche sapore. Ma l’insieme rimaneva comunque molto buono e saporito: magari ci torno e mi faccio dare un panino vuoto da mangiarci assieme.

L’altra sera ho provato a mitigare la piccantezza con una zuppa di miglio (2 €). Piacevole, tutto sommato, ma non mi ha fatto impazzire. Gli altri piatti che devo ancora assaggiare sono gli spaghetti di riso DanDan con ossa di maiale (7 €), i funghi neri in agropiccante (3 €) e la radice di loto in piccante (3 €); ci sono poi gli “speciali”, asino al curry con riso (8,50 €), pollo al curry con riso (7,50 €), pollo in piccante con riso (8,50 €). In quanto alle bevande tradizionali di cui parla il sito, non erano, come detto, nel menù – e quindi non mi sono informato, magari arriveranno prossimamente. Ci sono però delle birre, cinesi.

Locale nuovo nuovo (lunedì era il giorno di apertura), servizio un po’ impacciato (il momento del conto è stato un po’ lungo) ma sorridente e attento: visto che mi stavo cavando le tonsille con le bacchette (sì: le mie innumerevoli abilità non prevedono la prestidigitazione), un gentile giovanotto mi ha portato una forchettina.

Donhot. Ming Bar Restaurant. Via Aleardo Aleardi, 4. 20162 Milano. Tel. +39 0287395407.

3 Commenti

    • Grazie per l’osservazione. Se avessi tempo, potresti farci qualche altro esempio di prezzi da comparare con quelli italiani? Ovvero, giusto per avere un’idea: quant’è 4 renminbi rispetto a un’ora di lavoro media, oppure: corrisponde a una pizza napoletana a Napoli, mi dicono 3,50€, o a una pizza gourmet a Milano da 15€?

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