Freddo siberiano, con manifestazioni eccezionali un po’ ovunque, con la particolarità, almeno momentanea, del sole che vedo dalla mia finestra milanese (a proposito, dove è finita la nebbia non si sa) a fare da contraltare alle contemporanee immagini di Napoli e Salerno.

Le varie timeline social sono praticamente “tutte imbiancate”. Templi di Paestum, Vesuvio che non si vede sullo sfondo di una moltitudine di tetti coperti da una spessa coltre bianca, ingorghi automobilistici dovuti ad auto non adeguatamente equipaggiate.

Anche trovate divertenti, che lasciano ipotizzare però nevicate davvero “potenti”.
Io però, che ho il chiodo fisso del cibo, penso che questo possa essere il momento buono per sfogare i propri istinti, senza particolari preferenze, regionalità (vabbè, lo ammetto, qualche “licenza” partenopea in più me la sono concessa), classifiche o liste da completare prima di morire, per godere di varie cose che, in altri momenti potrebbero piacere meno o spaventare per l’apporto calorico. Insomma approfittatene anche per qualche “stravizio”, il freddo lo permetterà.

1. Vellutata di spinaci

Cominciamo piano, con una salutistica passata, dal vellutato colore verde.
Da preferirsi sarebbero le piantine, quelle con un po’ di terriccio e accenno di radici alla base, ma se non avete voglia e tempo di pulire la verdura, si può chiudere un occhio sull’utilizzo di una di quelle buste della cosiddetta “quarta gamma”, le verdure pulite insomma. dalla preparazione ovvia, scontata, ma potreste avere dubbi, che qui vengono eliminati. Ah, vegani felicissimi.

2. Polenta al sugo (o con salsiccia)

La migliore ricetta possibile, probabilmente. Siete vegetariani, vegani? Bene, una farina di mais biologica, un po’ di tempo, quello sì serve, una semplice salsa di pomodoro, rimanendo così il più possibile vicini alla tradizione. Siete “maledettamente” carnivori? Beh, seguite la ricetta qui descritta, avrete modo di preparare anche il più buon accompagnamento di salsicce e costine mai visto.

3. La ricetta base della pasta e fagioli

Poteva mai mancare una bella pasta e fagioli? Qui recuperiamo una ricetta molto classica contraddistinta da cotiche, borlotti secchi e pasta mista, o mischiata come diciamo noi del sud, che anticamente recuperavamo questa pasta dalle rimanenze di quella “sfusa” in vendita presso gli empori, pagandola meno. Segnalo la possibilità di poterla preparare in versione “quaresimale”, ovvero senza cotica di maiale. Ad ogni modo il procedimento, strong o meno che sia, lo trovate qui.

4. Pasta, patate e provola “azzeccata”

Forse il piatto principe della cucina tradizionale del sud. Ancora una volta la pasta mischiata, necessariamente corta (una volta quelle dal formato lungho si spezzavano a mano), le poverissime patate, presenti su ogni tavola, la pancetta, qualche pomodorino, qui il parmigiano a nobilitare il tutto (una volta veniva usato un mix di caciocavallo, pecorino e provolone), la provola per mantecare il tutto, che personalmente preferisco affumicata. Ovviamente d’Agerola. Una goduria da leggere attentamente qui per prepararla bene.

5. La zuppa dimagrante

Già, ‘na bella zuppa dimagrante, a base di vegetarianissime patate e carote e che non vi appesantirà, vi sazierà maggiormente, e potrete anche portare comodamente al lavoro, sara facile da riscaldare. Poi che io continui a preferire pizze ripiene, almeno di scarola, è un altro discorso. Tanto lo so che ci sarà chi vorrà prepararla, qui trovate come.

6. Minestra maritata, Torre del Saracino edition

Il piatto che rappresenta meglio la più autentica tradizione contadina campana, qui nella versione del mitico Gennarino Esposito. Okkey, lui ne fa anche una versione più moderna, di mare, utilizzando stoccafisso, aringa avvolta nella scarola, trippa di baccalà e foglia di verza con un brodo di erbe di campo a completare, ma in questo caso vogliamo solo celebrare la tradizione, aggiungendo il rigore della preparazione eseguita dalle cucine del due stelle Michelin. Seguite qui passo dopo passo la ricetta.

7. Cappelletti in brodo

Cosa c’è di meglio della pasta ripiena, quella che si preparava due giorni prima perché doveva riposare, pena deficienze di sapore, prima di finire nel brodo di gallina. Che poi con ben tre tipi di carne diversa, maiale, vitella e pollo, m’è sempre rimasto il dubbio di quali fossero ‘sta deficienze. Bah, la tradizione. Però per prepararli bisogna fare attenzione, seguendo attentamente la ricetta riportata qui.

8. Fonduta di formaggio

Non credo che con il freddo ci sia comfort food migliore di questo. Intingere un pezzetto di pane, o altro a propria scelta, in quella goduriosa crema a base di cremosi formaggi è in questo periodo il miglior cibo che si possa mangiare, soprattutto in compagnia. Dubbi sulla preparazione? Vengono chiariti qui.

9. I tortelli di zucca mantovani

Una buona zucca mantovana, uova fresche di prima qualità, parmigiano, amaretti e mostarda.
Pochi e semplici ingredienti, insomma, per un piatto che o si ama o si odia, contraddistinto com’è da un mix di note dolci e leggermente piccanti. Semplici da preparare, amore e passione gli ingredienti principali per una buona riuscita, necessitano però di buona manualità. Per ridurre al minimo gli errori seguite le nostre indicazioni riportate qui.

10. Seupa à la Vapelenentse

Per chiudere una ricetta tipicamente valdostana, tipica del comune di Valpelline. Il pane di segale, il brodo di carne, la fontina, il cavolo verza ne fanno la compagna perfetta per queste giornate davvero molto fredde. Provate a farla seguendo qui il procedimento per prepararla.

Queste sono le mie proposte, voi avete le vostre ricette anti-freddo?

[immagini:repubblica.it, salernotoday.it]

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