La pizza canotto avanza nel Cilento, ad Acciaroli. E con lei anche un nuovo pizzaiolo sui generis.

Siamo al porto di quella che è considerata la perla del Cilento e il cui valore si misura in spiaggia e mare puliti, dieta mediterranea, lasciti del sindaco per antonomasia Angelo Vassallo.

E qui che da lungo tempo c’è la tolda de Il Borgo, creatura con più teste di Fabio Esposito, lunga militanza nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento con il fu Deseo a San Nicola e la Piazzetta, ora occupata dal bar tabacchi del paese, e soprattutto con il sempreverde Blue Moon di Ogliastro Marina e l’Iris, il cocktail bar che è il motore primario del divertimento ad Acciaroli.

Il cibo è nelle corde sue e del fratello Enzo e lo testimonia il successo di Pescheria, il ristorante di pesce di Salerno gestito con Guido Guariglia, che ha il suo fratello quasi gemello nel Veliero proprio ad Acciaroli.

A settembre i due fratelli apriranno la pizzeria con Giuseppe Pignalosa di cui vi abbiamo anticipato il layout.

E proprio la collaborazione con Giuseppe Pignalosa ha dato via alla rivoluzione della pizza al Borgo che, in verità, è sempre stata divisa tra la tradizione partenopea e le istanze contemporanee degli impasti con farine alternative alla classica 00.

Le messe a punto degli impasti per la nuova pizzeria a Salerno hanno contagiato anche gli altri partecipanti al progetto e il virus dell’arte bianca si è impadronito proprio di Fabio Esposito che piano piano ha iniziato a sperimentare e a provare impasti.

Risultato, ora è lui che gestisce gli impasti alla pizzeria Il Borgo.

Ma la notizia non è questa, quanto piuttosto che come pizzaiolo di prima generazione (gli ovvi detrattori diranno improvvisato) riesce proprio bene.

Necessaria quindi una prova sul campo e qui ci va il disclaimer. Perché Fabio Esposito lo conosco da quando avevamo i pantaloncini corti (anche adesso, in verità) e ad Acciaroli a Ferragosto si contavano sulla spiaggia giusto un centinaio di ombrelloni. Inutile mettersi la parrucca bionda e soprattutto necessario richiedere di conservare qualche panetto per fine serata considerata la sempre notevole affluenza che avrebbe scoraggiato la possibilità di fare foto pena qualche coltellata degli impazienti clienti in fila.

Per bilanciare lo squilibrio, la richiesta è partita a ore 20 e spiccioli. Niente panetti speciali, dunque, e combo con Valerio, malefico osservatore che ha messo alla frusta parecchie pizzerie di Roma con indole napoletana.

Armamentario d’ordinanza e ci va anche la spiegazione della “creatura a più teste” appioppata al Borgo. Perché qui si fa anche carne (il fornitore è quel Luciano Bifulco cultore della frollatura no limits) con il corredo di panini che ne conseguono. E poi ci sono le melanzane alla parmigiana e soprattutto i fritti della bancarella che animano, insieme alle pizza a portafoglio, gli ombrelloni della spiaggia e le pause e gli intermezzi dei giovani e meno giovani di Acciaroli.

E partiamo proprio con la sequenza dei fritti (che consigliamo di dosare in numero largamente inferiore ai commensali).

Bianco o rosso, con carne o pancetta affumicata che non sta lì per bellezza, i fritti del Borgo sono un must, frittatina di pasta in testa che utilizza i “volgari” bucatini De Cecco praticamente imbattibili in questa tipologia di preparazione. Anche qui un’evoluzione a favore del less is more nella farcitura.

La critica piove da Valerio che vorrebbe una frittura un po’ più asciutta. Da condividere pur con l’attenuante che a friggere di continuo con tanti commensali non c’è friggitrice che tenga.

Ma la prova è per la nuova pizza di cui tutti parlano.

Eccola nella versione basic di riferimento, una margherita (6 €) soffice e alveolata che ha l’unica pecca della fornitura di fiordilatte non all’altezza del pomodoro e dell’impasto, un diretto a temperatura ambiente con un piccolo passaggio in frigorifero per la canicola agostana che lo spazio interno del Borgo non permette voli pindarici.

Poco sale, meno male, che fa sorvolare sulla necessità di Acciaroli di avere una piattaforma di approvvigionamento di materie prime di qualità che latita per i comuni mortali nonostante qualche banchetto più o meno finto di contadini.

Ben più gustosa la non tradizionale pizza alla cilentana (8 €), ma in questo caso il cacioricotta è quello strong e il pomodoro regge bene la cottura.

In estate, nel profluvio di pizze che il Borgo propone – tra cui l’immancabile Acciaroli con alici di Pisciotta – c’è la dedica alla pasta alla Nerano con le zucchine. Bella pizza (10 €) che vi consigliamo di mettere in ordine.

Diamo un’occhiata al fondo che in questa stagione di denuncia delle pizze bruciate ci va. Vabbè, direte voi, ma ti conoscono. Sappiate che accanto a me c’era un tavolo di gentili fanciulle che ha irrorato le pizze con la … maionese. Eppure la fetta che si portavano alla bocca con tanta felicità era cotta bene nonostante l’oltraggio della salsa.

Ma ve lo avevo detto che questa è una pizzeria a più teste.

E c’è anche quella di Daniela Sannino, la consorte, che sforna i dolci home made. Provate la caprese al limone e sappiate dirci cosa ne pensate di questa canotto revolution.

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Pizzeria Il Borgo. Porto di Acciaroli. Pollica (Salerno). Tel. +39 339 668 9752

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