“Grandissimo, ha saputo costruire un impero sulla carne”.

Il “grandissimo” è Salt Bae, all’anagrafe Nusret Gökçe, lo chef macellaio turco di origine curda diventato famoso grazie al movimento plastico con cui fa cadere il sale dall’alto facendolo rimbalzare sull’avambraccio.

Una posa aiutata dal fisico scultoreo che ha fatto breccia nell’immaginario collettivo del popolo di Instagram: la sua pagina conta ben 23 milioni di follower.

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Pronti a sospirare a ogni prodezza del loro beniamino che sigla con l’hashtag #saltlife il suo modo di intendere lo spettacolo della carne.

Il commento che lo definisce grandissimo è di Luciano Bifulco, uno dei massimi esperti di carne in Italia con la sua macelleria e braceria a Ottaviano alimentata da una filiera continua dall’allevamento alla tavola.

Lui e la sua famiglia, con il fratello Nando che ha aperto una macelleria spaziale sempre ad Ottaviano, sono abilissimi selezionatori di capi di bestiame e specialisti delle lunghe frollature che rendono i diversi tagli di carne oggetto di culto per gli appassionati carnivori che affollano i loro locali.

La Tomahawk, la particolare costata di manzo che viene tagliata lasciando intatto il lungo osso che la fa assomigliare all’ascia degli indiani nativi d’America, la vedete avvolta nelle foglie d’oro che la impreziosiscono e fanno salire il prezzo a ben 650 €. Per circa 1 chilogrammo di peso.

Luciano Bifulco l’ha ordinata nel locale di Mykonos insieme ad altri piatti.

Salt Bae ha aperto locali anche a İstanbul, Ankara, Bodrum, Marmaris, Dubai, Abu Dhabi, Miami, New York, Doha.

Un vero e proprio impero della carne che ha valicato i confini della sua terra natia.

E si è allargato oltre bistecche e tagliate come l’hamburger arrivato al tavolo per soddisfare la curiosità soprattutto di Nando Bifulco.

“Ha trasformato la carne e il servizio in uno spettacolo che attira attenzione e curiosità. E fa arrivare nei locali amanti della carne che hanno voglia di provare l’esperienza o sono incuriositi semplicemente dal personaggio. È un’operazione intelligente che noi in Campania, e intendo non solo Bifulco, dovremmo studiare per sfruttare quanto abbiamo di buono nel cibo. E non sono poche cose”.

Sì, ma questa Golden Tomahawk da 650 € com’è?

Vale la pena andare in un locale dell’impero carnivoro per assaggiarla? (A tacer di 5 costolette d’agnello a 220 €).

Sapete quanto sia difficile chiedere un commento delle capacità di un collega e Luciano Bifulco non si sottrae alla regola.

“La carne è buona”, dice lapidario.

Ma si fa sfuggire la nota: “Sulla frollatura in Italia potremmo dirgli qualcosa”.

Certo è che da Salt Bae si va per lo spettacolo che sarebbe cosa ben diversa in sua assenza.

Anche se la sala è addestrata a replicare quelle movenze.

E lo notate nella preparazione del carpaccio al tavolo. Non è Salt Bae, ma lo stile è quello.

Il protagonista indiscusso, però, sembra essere lui piuttosto che la sua carne.

E sta sulla scena da attore unico.

Anche se tesse una fitta rete di relazioni con il suo pubblico che è la benzina per le sue uscite sui social.

“L’esperienza andrebbe fatta per capire come la carne sia diventata un vero e proprio spettacolo”, sottolinea ancora Bifulco.

Anche se probabilmente molti di voi preferiscono una carne spettacolare.

PS: Come quella di Luciano e Nando Bifulco che saranno a Notte di Stelle (non mancate!).

Nusr-Et Steakhouse Mykonos. Pillakiou, Mikonos 846 00. Tel. +30 228 907 78 95

3 Commenti

  1. 10 euro acqua, 10 euro coca cola, 20 euro una Corona, 60 per un hamburger….manco da Cracco in Galleria….sarà anche buona la sua carne, ma probabilmente il suo cliente medio è un demente che non ha idea di come spendere i soldi, clienti i quali appunto vanno per il personaggio e probabilmente di cibo ne capiscono ben poco. Complimenti a lui comunque.
    Volete pagare per uno spettacolo? A questo punto meglio Cecchini, decisamente più onesto. Se Bifulco ambisce ad avere questi prezzi, di sicuro non sono il cliente per lui.

  2. La volgarità del personaggio (no, per me non è un cuoco, ma un salatore seriale di bistecche, esibizionista e narciso), che si accompagna ad altri tamarri quali leo dicaprio ed altri fini esemplari di umanità varia. Viva il kebabbaro turco del giambellino, che seleziona, sala e marina la carne senza farsi selfie con i famosi di turno. lui sì che è un figo

    • Certo, è facile commentare – possono farlo tutti quelli che hanno una tastiera.
      Allora: se leggi la sua biografia, figlio di un minatore, abbandona gli studi, lavora come macellaio, viaggia, lavora e fa esperienza presso diversi ristoranti, anche lavorando gratis, apre il suo primo ristorante a 27 anni, si inventa questa cosa per cui diventa famoso, apre altri ristoranti. Alcuni lo amano, altri lo criticano – è caro, è tutto spettacolo. Si fa le foto con Di Caprio (tamarro? sai cosa significa?), e con una serie di altri personaggi, alcuni discutibili. E allora?
      Il fatto che tu non lo giudichi un cuoco, è probabilmente irrilevante. Bifulco dice che la carne è buona, che andrebbe frollata meglio. Non avvelena nessuno, non costringe nessuno ad andare nei suoi locali.
      Ha messo in scena uno spettacolo innocente e innocuo. Potrebbero farlo anche i nostri giovani pizzaiuoli, o chef della generazione dei trentenni, di cucinare a torso nudo, che so, strizzando i pomodori maturi a mani nude sulla pizza…

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