Cose che succedono, le chiusure dei locali, e le successive riaperture, a Milano come in altre città.

A volte, fra apertura e chiusura trascorrono pochi mesi, a volte neanche un anno, come nel casi di Japao in corso Garibaldi, chiuso ancor prima di spegnere la prima candelina. A volte, l’apertura di un nuovo locale sulle ceneri del vecchio è quasi istantanea.

Il Forno Collettivo chiude e subentra Immorale di Luca Leone Zampa

Anche il Forno Collettivo di via Lecco non è arrivato a festeggiare il suo primo compleanno. Peccato: il posto sembrava molto pensato, per di più da gente con delle belle idee (dal Botanical Club a Champagne Socialist, per dire).

Al suo posto è subentrato – letteralmente: arredi e tavoli e sedie, più o meno tutto quanto è rimasto com’era, il locale è stato solo ritinteggiato e pulito a fondo – Immorale, nuovo locale “in proprio” di Luca Leone Zampa.

Esperienze fra cucina e startup (Originario, Levàa), Luca ha contribuito all’apertura di Babek, un locale di kebab all’italiana, e ha cucinato (molto bene) da Sulle Nuvole in via Garigliano. Ora si è messo in proprio con questo locale di una trentina di posti, dove far vivere la sua idea di cucina.

L’apertura è imminente, ma sono stato invitato (grazie!) a una specie di anteprima, giusto pochi giorni dopo la firma delle ultime carte.

Siamo quindi nella fase di finalizzazione del locale, ma le premesse sono positive: ho assaggiato un paio di piatti veramente notevoli. Il pollo alla brace, ad esempio, è perfetto, tenero, “braciato” al punto giusto, aromatizzato con zenzero (particolarmente indovinato) e menta: non ne mangiavo uno così da tempo. Ma anche la salamella di bufala (lombarda) con una salsa chimichurri mi è piaciuta molto.

Avevamo iniziato con una insalatina di pomodori uva e bottarga, piacevole, degli spaghetti alla poveraccia, e un semplice sugo di pomodoro da scarpettare. Il ritorno del sugo di pomodoro (abbiamo appena riportato la ricetta di Franco Aliberti) sulle tavole dei ristoranti è un segnale? Non sappiamo – ma comunque la cucina di Luca si annuncia con una scelta di piatti e di preparazioni che suonano familiari e di casa, ma sono anche nuovi e moderni. E buoni.

Immorale. Via Lecco. Milano.

Maio in Rinascente si rinnova

Uno dei ristoranti con la vista più bella di Milano, Maio (è un nome di famiglia, niente maionese) si affaccia sulle guglie del Duomo.

Siamo all’ultimo piano della Rinascente, dove c’è la Food Hall in fase di rinnovo dell’offerta food: come abbiamo scritto poco tempo fa, al posto del sushi bar arriverà Basara, mentre al post del Corallo Lobster Bar ci sarà un’enoteca.

Abbiamo mandato a dare un’occhiata la nostra Daniela Ferrando.

MAIO ad maiora! Ha appena inaugurato – in una giornata di sole sfolgorante e benaugurante – il restyling del ristorante Maio, che ha rinnovato terrazza, sala interna, bancone. Vetrate sulle guglie del Duomo e sfondi neri; verdi profondi, riposanti e tovaglie candide; piante diffuse e venature – quelle grigie e curvilinee del marmo orobico, quelle spezzate del marmo verde. Eccellenza nelle materie prime, internazionalità nella carta, con l’uovo, per esempio, servito in mille modi (NdR: all’inaugurazione servito in versione “uovo morbido” e velocemente sparito nonostante l’orario strano, metà mattinata). Italianità, qualità, cultura, servizio, esperienza i valori dichiarati dal CEO Alessandro Maio e messi in pratica dallo chef Luca Seveso.

MAIO Restaurant. Piazza del Duomo (La Rinascente, 7° Piano). Milano. Tel. +39 028852455. 

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