Hamburger vegano: non può chiamarsi così se è carne finta. Decide la UE

Il Parlamento Europeo sta per decidere se i prodotti di tofu o soia potranno continuare a chiamarsi con gli stessi nomi di quelli a base di carne

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Domani si voterà per decidere se alcune parole come hamburger, ma pure scaloppina bistecca, salsiccia, salame, si devono impiegare solo per la carne oppure se possono essere appannaggio di alimenti alternativi, cioè se può esistere un hamburger vegano.

Se vi chiedete dove si prende questa decisione che, detta così, non ha l’aria di incidere sulle sorti del mondo, la risposta non è l’Accademia delle Crusca, né tantomeno l’assemblea di condominio di un ristorante veg.

Ma il parlamento europeo, addirittura, riunito in seduta plenaria.

Del resto, hey, parliamo di un tema rilevante come quello della cosiddetta “carne finta”, sempre più presente sugli scaffali dei supermercati, il cui fatturato non smette di crescere. Oggi la stima più credibile lo valuta oltre 4,5 miliardi di dollari, vista l’adesione a questo mercato di giganti quali Unilever, McDonald’s e Burger King, Nestlè e Findus.

Quasi il 50% dei ricavi è concentrato in Europa. Berlino è la capitale vegan-friendly d’Europa, mentre in Italia il primato spetta, curiosamente, alla città culla del ragù, Bologna.

Hamburger vegano

Non resterà tutto com’è oggi in Francia, paese in prima linea contro l’indebita appropriazione di dicitura commerciale. L’attitudine di prendere in prestito nomi dal mondo della carne per assegnarli ai prodotti alternativi, generando così confusione e perdite di ricavi per il settore della carne, è già stata vietata dai francesi.

I quali hanno già esercitato tutta la pressione del caso, affinché il parlamento europeo prendesse provvedimenti a favore dei prodotti lattiero-caseari. Infatti la Corte di Giustizia ha deciso che diciture quali “latte“ o “burro“ non si possono utilizzare per prodotti a base di tofu oppure soia.

In questi giorni, sempre in Francia, le associazioni di allevatori e agricoltori hanno promosso la campagna di sensibilizzazione ‘Ceci n’est pas une steak’ (“Questa non è una bistecca“). L’obiettivo è rimarcare che espressioni quali “hamburger vegetale” o ”bistecca vegana” non devono esistere.

In realtà la seduta plenaria di domani del parlamento europeo discuterà tre diverse opzioni.

– Tutelare i lemmi originali proibendo di chiamare un hamburger “vegano” o una bistecca “vegetale” se non sono fatti con la carne.

– Mantenere la situazione attuale limitandosi a specificare la natura vegetale del prodotto insieme al nome.

– Destinare nomi come hamburger e bistecca ai prodotti vegetali e altri, quali salame, prosciutto, speck, ai prodotti a base di carne.

Visti gli interessi economici in ballo è difficile pronosticare chi la spunterà.

2 Commenti

  1. Comunque i numeri riportati non fanno che mostrare quanto in tutta Europa sempre più gente mangi da schifo (considerate le composizioni di tantissimi “sostituti”). Tristezza.
    Per non parlare poi che spesso, se si guardano i prezzi al kg, si fanno pure fregare più soldi rispetto a chi mangia bene. C0rnuti e mazziati.

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