Gin bicchiere

I 31 migliori gin artigianali italiani di (quasi) ogni regione

Il successo del gin è senza precedenti: ecco i 31 migliori gin artigianali italiani provenienti da (quasi) tutte le regioni

Drink

Il successo dei migliori gin artigianali italiani ha radici profonde e non si basa sull’improvvisazione.

Non voglio dire che il gin sia italiano nelle origini, né che il distillato tricolore sia di livello superiore agli altri. 

Ma quella che molti considerano una moda recente, in realtà, è la riscoperta di un prodotto –il gin– presente nella storia italiana da secoli. 

Ecco perché da Spirito Autoctono 2022, guida del Touring Club che premia gli alcolici italiani, ho estratto i migliori gin regionali d’Italia (non si vive di solo gin della Lidl, che sia un plagio di Hendrick’s o meno)

Non per niente, in questa seconda edizione della guida, a fare incetta di premi è stato soprattutto il gin italiano che si è preso 32 “ampolle d’oro” (massimo riconoscimento) su 94. 

Prima però vorrei condividere con voi due o tre cose che so sui migliori gin.

Cos’è il gin

Il gin è un liquore composto per circa il 40% da alcol e aromatizzato (principalmente) con bacche o estratto di ginepro. Il nome del gin deriva dalla parola ginepro in olandese, vale a dire “genever”. 

L’origine del gin

Una distilleria italiana di gin

Le origini del gin risalgono al 1200, quando i monaci benedettini di Salerno lo distillavano come farmaco per curare la peste. 

Esistono riferimenti a uno spirito aromatizzato con “genever” in un manoscritto fiammingo del XIII secolo. 

È del 1550 la prima ricetta, attribuita a un medico olandese, Franciscus Sylvius. Gli olandesi lo considerano l’inventore del gin per avere prescritto un distillato a base di ginepro come trattamento contro le malattie renali. 

Ancora non si parla di migliori gin ma qualche decennio più tardi l’Olanda inizia a fare sul serio, alla fine del 1600, nella sola Amsterdam, si contano centinaia di distillerie. 

La marca più antica di gin

Si tende a credere che sia Bols, visto che Lucas Bols, il suo fondatore, ha iniziato a produrre liquori, compresi i distillati al ginepro, subito dopo l’arrivo ad Amsterdam nel 1575.

Risalgono allo stesso periodo altre marche olandesi come Gordon, Wenneker e Booth.

Chi ha inventato il gin tonic

Un promettente gin tonic

Anche se non è tra i 10 cocktail più bevuti del mondo, il gin tonic piace praticamente a tutti (a proposito, avete visto la ricetta di Davide Scabin?)

I resoconti più credibili ne attribuiscono l’invenzione agli ufficiali dell’esercito indiano che assumevano il chinino per combattere la malaria durante la colonizzazione inglese delle Indie.

La prima estrazione di chinino, sostanza molto amara ricavata dalla corteccia dell’albero Cinchona, risale al 1820.

Mentre la consuetudine di innaffiare il chinino con gin e soda per renderlo più gradevole viene datata 1825. 

La ricetta del gin tonic 

Il gin tonic è un cocktail composto da 3 ingredienti più il ghiaccio, leggero, fresco e facile da preparare.

Gli ingredienti sono: i migliori gin, acqua tonica, spicchi di lime o limone e ghiaccio. 

Gin tonic dosi

Un’attenta preparazione del gin tonic

Preprare ottimi cocktail non è una scienza esatta ma per dosare correttamente un gin tonic è consigliabile usare il rapporto 2 a 5. Cioè 2 parti di gin e 5 di tonica.

Si può salire a 3 parti di gin e 4 di tonica in presenza dei gin migliori, ma devono essere eccezionali.

I tipi di gin

I tipi di gin più diffusi nel mondo sono quattro:

1. London Dry

Il gin London Dry è stato formulato in Inghilterra anche se oggi è prodotto ovunque, non a caso è il gin più diffuso.

Per esempio, se vi state rinfrescando con un gin tonic preparato con Beefeater, Tanqueray o Bombay Sapphire, state bevendo gin London Dry. 

Il termine secco si riferisce al fatto che non ci sono zuccheri aggiunti e ogni aroma (ginepro incluso) proviene da fonti naturali. 

2. Plymouth 

Gin prodotto solo in una città inglese e da una sola distilleria, probabilmente la più antica del Regno Unito.

Il gin di Plymouth è meno secco del London Dry, il retrogusto piccante rende perfetti i migliori Plymouth gin nei cocktail dai sapori in prevalenza amari, quali Martini e Negroni.

3. Old Tom Gin

Prende il nome dal distillatore Thomas Chamberlain e risale alle origini del processo di distillazione. Quando ancora si tagliavano gli spiriti con sostanze pericolose come l’acido solforico, per poi addolcirli con zucchero o liquirizia e zucchero.

Nel tempo, affinato il procedimento, non è stato più necessario aggiungere tanti dolcificanti.

4. Genever

Olandese, è considerato lo stile originale dei migliori gin. Si differenzia dagli altri perché è fatto con una base di chicchi di malto. Di conseguenza, rispetto agli altri tipi di gin è solo leggermente aromatizzato al ginepro. 

Cosa sono le botaniche del gin

Essendo, in sostanza, uno spirito neutro, il gin viene aromatizzato con il ginepro, e con infiniti altri ingredienti, chiamati botaniche. Parliamo di frutta, erbe, radici, bacche e semi.

Ora che abbiamo familiarizzato con gin e gin tonic scopriamo il gin migliore d’Italia regione per regione. 

Migliori gin italiani: Lombardia

Una bottiglia di Piero Dry Gin pronta per il prossimo cocktail

Piero Dry Gin 

La prima cosa che si nota in questo gin del produttore gardesano è il colore cristallino. Accostando il naso risaltano gli aromi intensi di spezie dolci. Un sorso secco e deciso adatto ai drink eleganti. 

Eugin Numero 9 

Numero 9 non come le botaniche impiegate, che sono invece 4 –ginepro, angelica, coriandolo, germogli di Abete Bianco– ma come i tentativi necessari allo sviluppo della ricetta.

Un gin London Dry leggermente speziato perfetto in cocktail come il Martini dry. 

Rangoni Kingfisher Alto Gin Botanico

Prendendo spunto da liquori e cordiali dell’alta Val di Susa, la cantina Ca’D’or e l’antica distilleria Alpina hanno realizzato un gin che annovera tra le botaniche, a parte il ginepro, genepy e timo sermillo, ingredienti tipici della zona.

Da bere miscelato, di preferenza nel Martini Cocktail.

TestaCoda Botanical

Bio e speziato, deciso e pungente per i due diversi tipi di pepe usati nella ricetta. La spinta viene equilibrata dall’arancia che addolcisce il finale. 

Gin artigianali italiani: Piemonte

Wolfrest Alba, il gin aromatizzato al tartufo bianco

Wolfrest Alba

Unico, e in costosa produzione limitata, perché aromatizzato con il tartufo bianco di Alba, benché la pregiata botanica non domini l’assaggio grazie a una distillazione molto curata.

A conferire un sapore decisamente particolare sono soprattutto nocciola e erbe mediterranee tipiche della zona di Montelupo. 

Luis Gin Eight 

È il gin di Gancia, storica cantina piemontese affermata per gli spumanti. Secco e intenso deve il nome al numero di botaniche usate, che sono appunto otto.

Con la prevalenza di ginepro, arancia, coriandolo e salvia.

Evra e Nimium 

Evra, com’è evidente dal colore, deve il gusto morbido ai frutti di bosco usati in combinazione con il ginepro, e la freschezza a menta e cardamomo.

Un gin fruttato che cacao e vaniglia rendono ancora più complesso e interessante. 

Nimium è probabilmente il gin più sorprendente della lista per la capacità di cambiare colore (da azzurro a porpora) quando entra in contatto con la tonica.

Agrumato, ma reso più contemporaneo nel sapore dall’uso di botaniche floreali.  

Migliori gin italiani: Trentino Alto Adige

Z44 distilled dry gin, prodotto nella provincia di Bolzano

Z44 Dry Gin

Protagonista della distillazione è l’estratto di pigne di cirmolo, ricche di linfa, completate dalle erbe prealpine e alpine che rendono aromatico il sorso finale. 

Ginpilz 

Il gin del curling, lo sport rappresentato in etichetta, è un distillato dominato dal ginepro e irrobustito dalle erbe della zona di produzione, la Val di Cembro.

Non va bevuto liscio ma funziona benissimo nel gin tonic. 

Gin artigianali italiani: Friuli Venezia Giulia

Gininterior, il gin di Trieste, è un Old Tom Gin

Ginterior 

È un Old Tom Gin fatto in Friuli con botaniche che regalano trasparenza e inaspettata delicatezza.

Come le pesche di Fiumicello, il miele di marasca tipico del Carso, o un infuso di tarassaco, erba presente nella valli Carniche. 

La Gassa Gin

Energico e infuso con erbe, semi, radici e agrumi mediterranei quali ginepro, rosmarino, coriandolo e pompelmo. La micro distilleria di Andrea Lakovic non va oltre lotti da 500 bottiglie. 

Migliori gin italiani: Veneto

Chiara l’ispirazione per il Gin dei sospiri, ovvero l’omonimo ponte a Venezia

Gin dei sospiri

Uno spirito molto particolare che nasce nell’isola di Sant’Erasmo, conosciuta come l’Orto di Venezia perché immersa nella barena. Dove cresce la salicornia, botanica protagonista del gin insieme al ginepro.

Gin Primo

Le botaniche principali –erba Luigia, lavanda, cenere, santolina e cenere provengono tutte da coltivazioni romagnole. Ma a dare il tocco unico è il sale delle saline di Cervia.  

Liguria

Il Taggiasco Extravirgin, caldamente consigliato per il Negroni

Taggiasco Extravirgin 

La prevalenza del ginepro viene bilanciata, in questo gin moderno, dalla presenza ben integrata delle olive taggiasche provenienti dalla provincia di Imperia.

Da provare nel Negroni e in altri cocktail a base gin.

Migliori gin italiani: Emilia-Romagna

Gin Tuono, prodotto nell’omonima distilleria di Faenza

Gin Tuono – Temporale estivo 

Biologico e distillato a bassa temperatura, è un gin complesso prodotto in micro lotti imbottigliati a mano con 15 botaniche.

La principale è il tiglio, seguono ginepro, angelica e camomilla. Caratteristiche principali: delicatezza e freschezza. 

Migliori gin artigianali italiani: Toscana

Ginepraio, il gin prodotto in provincia di Pisa, fa la gioia dei mixologist

Ginepraio 

Bio e toscano, perché ottenuto da grano biologico del Mugello, piace per il carattere balsamico e leggermente speziato che lo rende perfetto nei cocktail.

Si distilla in Toscana, a Barberino Val d’Elsa, in un alambicco di rame tradizionale.

Ginarte

Più toscano di così non si può, con le cinque botaniche principali tutte regionali. Alla bottiglia di Ginarte va anche il titolo di confezione più bella. Sono due i packaging dedicati alla pittrice messicana Frida Kalo. 

Gingillo V Toro

London dry gin mediterraneo nell’anima, visto che le botaniche protagoniste sono mirto e ginepro, con cardamomo e coriandolo in seconda battuta.

Fa parte di una collezione dedicata ai segni dello zodiaco messa a punto da Priscilla Occhipinti, una delle poche distillatrici donne.

Peter in Florence 

Una micro distilleria locale che omaggia Firenze con un gin contrassegnato, come prima botanica, dall’iris, simbolo della città.

Altri petali e un totale di 14 botaniche contribuiscono all’aroma floreale e alla persistenza, dovuta alla presenza di bergamotto e limone essiccato.

Cafè Racer

“Cafè racer” come le moto dei rider inglesi che negli anni Sessanta gareggiavano nei percorsi da bar a bar.

Ma “cafè” anche nel senso di caffè, la botanica principale, responsabile del colore scuro e del pronunciato sapore di caffè. Da provare nei cocktail al posto del whisky. 

Slow Gin 

Il produttore –Winestillery– si chiama così perché fonde fino dal nome vino (del Chianti) e distilleria. Il gin, infatti, è ottenuto dalle vinacce di sangiovese.

Umbria

Aquamirabilis, uno dei migliori gin italiani, è prodotto a Gubbio
Aquamirabilis è il gin della distilleria Anonima Distillazioni di Gubbio

Aquamirabilis

Si dice che In Umbria nasca il ginepro migliore d’Italia, capace di dare a questo London Dry Gin molto un’impronta molto secca con uno spiccato aroma di ginepro. Rinfrescato dalla presenza di botaniche quali cedro e arancia. 

Migliori gin italiani: Campania

Tra i migliori vini italiani c’è il Passion, prodotto a Nocera Inferiore
Il Passion Gin di Nocera Inferiore

Passion

Sapore leggermente dolce e colore caratteristico, dovuto all’uso del mirtillo, sono le caratteristiche salienti di questo gin da sperimentare in un gin tonic dal gusto insolito. 

Aqva di Gin Agrumata

Con botaniche quali bergamotto, mandarino, arancia amara risulta adatto a long drink effervescenti quali i Fizz, o per un gin tonic all’insegna della freschezza.

Migliori gin artigianali italiani: Puglia

Black Virgin, arriva da San Giovanni Rotondo uno dei migliori gin italiani
Il Black Virgin gin arriva da San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia

Black Virgin

Da sperimentare in un gin tonic dal gusto deciso questo spirito messo a punto da un medico di San Giovanni Rotondo con essenze insolite: tè e pepe nero, liquirizia e cumino. 

Sicilia

Volcano, dall’Etna uno dei migliori gin d’Italia
Volcano Etna dry gin del suo habitat naturale

Volcano Etna Dry Gin 

Fresco e intenso. Per la presenza combinata di botaniche locali come l’arancia amara e di una rarità che aumenta la persistenza del sapore, la nocciola dell’Etna. Da abbinare ai piatti di pesce e in particolare alle alici. 

Aquamaris 

Si fa a Catania con acqua di mare purificata, grani antichi siciliani e verdello, lo spettacolare limone locale caro ai chioschi che nella città etnea preparano il seltz limone e sale. Rinfrescante come pochi altri in questa lista. 

Migliori gin italiani: Sardegna

Giniu dalla Sardegna, tra i migliori gin italiani
Il Giniu, gin di Silvio Carta

Bio Giniu

Il produttore è un antesignano del gin sardo avendo iniziato a distillare nell’isola del 1985.

Assaporato liscio risulta balsamico, con aromi travolgenti di mirto e finocchietto selvatico. Abbinamento ideale il pesce arrosto. 

Soero Distilled Gin 

Prodotto dal bartender di un gin bar di Alghero, Dario Olmeo, e aromatizzato con ben 13 diverse botaniche italiane. Le principali sono sarde, ovviamente, vale a dire mirto e ginepro locale. Si supera nel gin tonic. 

Gentù Porto Cervo Dry Gin

Un dry gin semplice, con profumi di macchia mediterranea, preparato solo con ginepro marino, timo, rosmarino e sale. Ideale con carni e pesci cotti al BBQ, e con i fritti all’italiana.