Siamo a Pontecagnano, praticamente quasi Salerno, alla pizzeria I Borboni per una nuova prova delle qualifiche 2026 del Campionato della Pizza.
Il Campionato della Pizza è un atto di verità. Non si lascia sedurre dai racconti, non si inchina alle genealogie, non si perde nei fregi della memoria. Non conta la storia che precede l’impasto, né l’epica del pizzaiolo, né la cornice che avvolge il piatto. Conta l’istante: è lì che si gioca tutto. È una prova spietata e meravigliosa insieme. Perché l’istantaneità non ammette alibi.
L’impasto deve parlare da sé, la cottura deve essere centrata, l’equilibrio dei topping deve comporsi come un accordo perfetto. Non c’è spazio per i fronzoli, per i contorni narrativi, per le sovrastrutture romantiche. Premessa fondamentale qui dove c’è ancora un’eco di Regno di Napoli e dove un tempo il “ponte del cambio” segnava passaggi e confini. A Pontecagnano, quella memoria si accende con I Borboni Pizzeria in un regno contemporaneo, luminoso, dove la tradizione parla in chiave moderna, con l’alfabeto disegnato da Daniele Ferrara e Valerio Iessi.
Eppure l’esordio nella prima edizione non fu dei migliori: ultimo posto del Girone B di qualificazione e della classifica del Campionato della Pizza 2024. Ma subito rivalsa nell’edizione successiva con il 25° posto e un punteggio di 711 punti su 900 disponibili. Un risultato che, in termini scolastici, equivale a un 7,9 e racconta una prestazione solida e centrata con margine reale di crescita.
Le pizze del Campionato 2026

Per l’annata 2026, il regolamento delle qualifiche – come sapete – traccia un percorso con 3 pizze: Margherita, Marinara, pizza che prevede la frittura . Tre prove essenziali, tre istanti in cui la pizza deve raccontarsi da sola.
Orario di punta da I Borboni per questa prova delle Qualifiche 2026, sala abbastanza piena. Dal tavolo lo sguardo scivola naturalmente verso l’ampia zona a vista, ordinata come una corte moderna, dove ardono due forni a legna. Intorno al banco e al fuoco si muove Daniele Ferrara. Il mattatore di sala, Valerio Iessi, assente giustificato. Un duo genuino, sincero. Come Achille e Patroclo, un po’ Bros come Mario e Luigi, un po’ Batman e Robin. Valerio, voce e gesto, Daniele silenzio e sostanza.
Il menu parla di realizzazioni “reali”: per il richiamo borbonico che ne ispira il nome, ma soprattutto per la concretezza di uno stile in continua trasformazione.
Ma subito spoiler. La prova di quest’anno vive di un ritmo alterno. Pizze corrette, tecniche, che hanno mostrato momenti convincenti, senza però quell’acuto capace di sorprendere e imprimersi nella memoria. Manca spesso quel dettaglio decisivo — il guizzo, la precisione assoluta, l’armonia totale — che trasforma una buona esecuzione in una prova memorabile.
Vediamo come è andata.
1. La pizza Margherita dei Borboni al Campionato 2026

Pomodori pelati San Marzano, fiordilatte, olio extravergine di oliva, basilico (7,50 €).
Corre, bella e tonda, armoniosa allo sguardo, la Margherita della casa. Si offre generosa, avvolta nel respiro vivo del pomodoro e nella carezza del fiordilatte che fila audace quasi sul punto di cedere. Una pioggia esuberante di basilico la veste e la incorona, ricamandone la superficie tanto in cottura quanto all’uscita. Circonferenza riuscita col bordo appena più bruno del dovuto, che non tradisce l’equilibrio gustativo; il fondo è cotto con misura, asciutto e affidabile. Il morso appaga, sebbene il pomodoro resti leggermente indietro di cottura, lasciando una sfumatura di freschezza quasi acerba che divide e fa riflettere.

L’impasto mostra buona masticabilità e una scioglievolezza confortante. Modernità da tela neutra — si sfiora l’insipido — ma senza che ciò diventi difetto. La spinta sapida vive nella spolverata di formaggio, presente quanto basta, come tradizione comanda, e perfettamente integrata nell’insieme.
Non compare in menu, eppure al tavolo si annuncia con voce chiara: Presente!
2. La pizza Marinara de I Borboni alla Qualifiche 2026

Pomodoro San Marzano DOP, aglio fresco, origano, olio extravergine d’oliva (6 €).
Qui il compasso sembra aver tremato. La Marinara arriva con una forma un po’ sghemba, lontana dall’idea di cerchio perfetto. Non è a menù, ma basta chiederla. Quasi clandestina, non compare in carta perché a Salerno non è una pizza particolarmente richiesta.

Come la stesura, anche la cottura risulta più istintiva che accademica. Il cornicione alterna candori pallidi a zone avvampate, con spessori diseguali.

Il profumo, però, è intenso e avvolgente: aglio e origano salgono netti, incisivi, distribuiti con soddisfazione. Olio generoso fino all’eccesso; al centro del disco si raccoglie in una piccola zona anidra (aka scazzetta). La quantità di sugo è importante, e il fondo ne risente, risultando, a tratti, piuttosto cedevole. Si presenta imperfetta, dunque. Eppure, al morso stupisce. Aromaticità indovinata. L’olio, che alla vista pare sovrano, trova una sua ragione nel gusto; il pomodoro è saporito senza farsi salato, pieno e vibrante. L’aglio firma con decisione, l’origano accompagna con una persistenza olfattiva che resta.
Marinara quasi indisciplinata. Poco richiesta, ma capace di farsi leggere oltre la superficie.
3. La pizza Fritta Carulì de I Borboni alle Qualifiche 2026

Pomodoro lampadina Dama, stracciata di bufala, scaglie di parmigiano reggiano DOP, riduzione di basilico, olio evo Verbio Sole di Cajani (14 €).
Per la voce fritta, in passerella sfila la Fritta (e cotta prima al vapore) Carulì. Alla vista si offre generosa, quasi opulenta. Il rosso vivo del pomodoro si distende compatto, interrotto da nuvole abbondanti di stracciata e da pennellate verdi di basilico ridotto in crema. Le scaglie di Parmigiano scendono leggere come neve. L’insieme è ricco, scenografico, quasi seducente.

La frittura è condotta con mestiere, ma senza slancio. L’esterno appare ben colorito, segnato da bruniture irregolari che promettono carattere; al morso, però, lo sviluppo resta contenuto. L’alveolatura è timida, la struttura compatta. La consistenza vira verso una croccantezza più biscottata che ariosa, con una friabilità che sottrae profondità alla masticazione.

È nella costruzione del gusto che emergono le esitazioni. La farcitura è copiosa, forse troppo. La stracciata finisce per distendere ogni spigolo, appiattendo il registro aromatico in una comfort zone priva di picchi. Il pomodoro, valido e ben riconoscibile in sé per le sue caratteristiche uniche, resta in secondo piano, soffocato da una cremosità che domina senza dialogare. La riduzione di basilico colora e profuma, ma non esplode: accarezza più che incidere. Si percepisce, non guida. L’olio chiude con una nota rotonda, coerente, ma anch’esso senza guizzi.
Fritta generosa, quasi barocca nell’intenzione. Eppure, al di là dell’impatto visivo, manca tensione. Tutto è corretto, nulla vibra davvero.
Peccato: la materia prima c’è, l’idea pure. È l’equilibrio — questa volta — a non trovare la sua voce.
INFO
I Borboni Pizzeria. Via Amerigo Vespucci, 84098 Pontecagnano Faiano SA. Telefono: 340 499 4871. Instagram
La pizzeria I Borboni si è classificata al 25° posto nella classifica 2025 ed è quindi una delle 8 pizzerie ripescate per le Qualifiche del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.
La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.









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