Il cibo del futuro, le innovazioni tecnologiche, la tavola del domani che è già qui. No, non pensate (solo) a insetti e pasticche.

Per fortuna nel futuro immediato c’è anche il kit per preparare una vera carbonara a casa.

L’ho vista insieme ad altre idee utili a Seed&Chips – The global food innovation summit, l’evento annuale che richiama a Milano da ogni parte del mondo aziende, ricercatori e start-up.

E ve le propongo subito.

1. Hotbox

Anthony B. Prada con i suoi soci hanno avuto un’idea semplice ed efficacissima. In tempi di delivery in costante espansione, il vero problema è ricevere a casa un cibo come se fosse appena preparato. O una pizza appena sfornata, ovviamente.

Nelle consegne a domicilio l’umidità è il nemico numero uno perché altera il gusto e la consistenza del cibo.

Per scongiurare il pericolo della pizza gommosa o del riso incollato il team tutto italiano è partito da Maranello patria dei motori per conquistare i primi finanziatori (ora la squadra è di stanza a Milano) grazie a un bauletto-forno che sfrutta i gas di scarico dei motorini normalmente utilizzati per le consegne per mantenere il calore nella camera e asciugare l’umidità in eccesso.

Con una temperatura costante di 85°C nel bauletto, l’effetto benefico, oltre alla conservazione della consistenza e del gusto, è l’allargamento del raggio di azione del trasporto che dai 10 minuti canonici dell’area di prossimità del ristorante o della pizzeria passa a 40 minuti. Significa razionalizzare le consegne e soprattutto aumentarle di quantità.

Le pizzerie da asporto alle prese con il caos delle consegne a domicilio nel fine settimana hanno già drizzato le antenne.

2. Feat Food

L’idea nasce nel 2011, da studenti universitari: ogni pasto della giornata era assimilabile in due pietanze, pasta con sughi pronti o pizza di qualità discutibili.

I primi problemi alimentari, la vita frenetica, e la domanda a risposta negativa “Posso ordinare online dei piatti sani e bilanciati?” hanno acceso la scintilla di Feat Food .

Pensiero fisso dei giovani universitari italiani che se ne sono resi protagonisti la voglia di evitare i “soliti panini al volo” rendendo gustoso, semplice e comodo da mangiare in maniera salutare sia in ufficio per pranzo che a casa per cena.

Ecco quindi una linea di piatti studiati da nutrizionisti, diabetologi e dietisti, ma con tanta attenzione al gusto, già porzionati e solo da riscaldare.

Ogni piatto ha la lista degli ingredienti completi ed i relativi dati nutrizionali. Ogni ingrediente è selezionato attentamente, e non vengono utilizzate salse o oli industriali, carne rossa e carboidrati ad alto carico insulinico, rendendo i piatti adatti anche a chi soffre di diabete e patologie cardiovascolari.

Da poco presenti in una catena di supermercati con la possibilità di creare il proprio piatto dal sito web e il plus della consegna a domicilio in 24 ore.

3. Legù

La storia di Legù nasce nel 2015, insieme all’azienda che si trova ad Albizzate, in provincia di Varese, da due esperti del mondo della ristorazione. Obiettivo rivisitare il cibo, rendendolo più buono e più salutare.

Legù è una pasta di sola farina di legumi in proporzione variabile tra ceci, fagioli bianchi e piselli gialli decorticati.

Legù 4 Legumi, invece, che contiene anche lenticchie gialle decorticate, è ideale per i celiaci e mutuabile dal Sistema Sanitario Nazionale.

Entrambe le ricette sono bilanciate a livello nutrizionale così da apportare proteine vegetali e fibre e pochissimi carboidrati.

Cuoce rapidamente in pochi minuti a fuoco basso in tanta acqua ed è consigliata con verdure spadellate, pesti vari, pesce, rifuggendo un po’ il burro ed il pomodoro.

Già presente nella GDO d’elite, punta ad essere sempre più un riferimento del settore.

4. Cruskees

 

I Cruskees sono chips di peperone crusco non piccante. Prodotto dal gusto intenso ed avvolgente, nascono dalla lavorazione del “Peperone Crusco”, alimento di spicco della tradizione culturale e gastronomica della Basilicata.

Sono uno snack semplice, costituito da 3 ingredienti: peperone crusco, olio e sale.

Anch’essi già in vendita nella GDO d’elite, alla semplicità uniscono il vantaggio di ridurre il margine d’errore, sempre molto alto in questa preparazione e la leggerezza garantita dalla cottura in forno, unico elemento che distanzia Cruskees dalla tradizione.

Il Peperone Crusco è un alimento di spicco della tradizione culturale e gastronomica della Basilicata, le cui origini risalgono al XVI e XVII secolo, ed è da sempre apprezzato per il sapore dolce e il colore intenso, che lo rendono ingrediente privilegiato per la preparazione di numerosi piatti lucani.

Unico e diverso da tutti gli altri peperoni presenti sul mercato sia nella forma (a corno di capra, appuntita, a tronco o a uncino) sia nel gusto (caratterizzato da una nota dolce), presenta polpa sottile con il suo colore rosso porpora e, dopo l’essiccazione, viene conservato in tipiche collane. La tradizione, quella che con successo si sta sovvertendo, dice che una volta disidratato, è pronto per la frittura.

5. Carbokit

 

Carbogang nasce dalla grande passione di quattro amici di 20 anni per la cucina e per un piatto della tradizione italiana e soprattutto romana, la carbonara.

L’obbiettivo è portare la ricetta tradizionale della pasta alla carbonara in ogni dove.

Il vederla “bistrattata” spesso, tra panna e pancetta, improbabili formaggi ed uova strapazzate, ha spinto questi ragazzi a creare un kit di sopravvivenza con materie prime selezionate con cura (il guanciale è del Salumificio Sano situato ad Accumoli, paese colpito duramente dal sisma dell’agosto 2016).

Logicamente bisogna aggiungere le uova, ma il format va a gonfie vele: magliette dedicate in vendita sul loro e-commerce, e la ricetta, un video tutorial a cui si accede tramite un QR Code presente nel kit acquistato.

6. Kunapops

Con i Kunapops parliamo di Chia & Quinoa, scoperti in Ecuador oltre 4000 anni fa. In Canada fanno da materia prima ad uno Snack superfood.

Tutto naturale, nessun additivo o conservante,  no-OGM e kosher.

Contraddistinti dalla massiccia presenza (oltre un miliardo) di probiotici, i GanedenBC30 si attivano una volta raggiunta la flora intestinale per rafforzare i sistemi immunitari e digestivi.

Sono senza allergeni e privi di glutine rendendoli adatti a chi soffre di celiachia e intolleranze.

Nei gusti cheddar bianco, piuttosto che pomodoro e basilico, questo snack, a colesterolo zero,  non è un semplice super food: attraverso “ME to WE’s” ed  il Track Your Impact code, ogni acquisto di una confezione di KunaPops fornisce agli studenti ecuadoriani cibo sano sostenendo progetti come la formazione agricola per la comunità, cucine scolastiche e giardini per integrare i programmi di pranzo del governo già esistenti.

7. Ricehouse

L’italianissima RiceHouse, semplificando, è un’azienda specializzata nell’utilizzo dei residui organici della produzione di riso per sviluppare materiali da costruzione naturali.

Questi prodotti risultano molto efficaci in termini di consumo energetico anche perché l’involucro dell’edificio necessita di minore riscaldamento e raffreddamento e diventa autosufficiente.

Parliamo di un’azienda di cibo che in modo innovativo parte da un residuo alimentare coordina e controlla una filiera corta, creando nuove economie dal campo al cantiere.

Una realtà imprenditoriale che si configura come un veicolo di innovazione con un elevato grado di sostenibilità ponendosi come obiettivi la commercializzazione di nuovi materiali: paglia, lolla, termo intonaci, massetti alleggeriti e finiture in lolla-calce.

8. Linfa by Robonica

Linfa è l’elettrodomestico che consente di coltivare tutto l’anno in casa un piccolo orto con piante fresche sempre a portata di mano. E’ la riproduzione in scala ridotta di una modernissima serra idroponica.

È semplice e intuitiva, basta scaricare la app per gestire l’orto domestico. Il software farà il resto con promemoria automatici: la app notifica se si deve aggiungere acqua, ad esempio.

Design, e costruzione Made in Italy ne fanno un oggetto bello che si integra nell’arredamento casalingo e si può anche appendere al muro occupando ancora meno spazio.

È possibile coltivare fino a 6 piante contemporaneamente grazie ai mix in vendita avendo così a disposizione diverse varietà rare nello stesso momento. Insomma, ideale per colture dedicate alla ristorazione.

9. Whole Barley

La parola d’ordine è “upcycling” che è un processo di conversione creativo e migliorativo di materie prime di scarto e/o di prodotti dismessi in oggetti inediti che acquistano così nuovo valore.

RISE è una startup americana di tecnologia alimentare sostenibile che utilizza un processo in attesa di brevetto per sottoprodotti organici upcycle in ingredienti sani e deliziosi.

La soluzione è specifica e lavora sulle caratteristiche dei sottoprodotti massimizzandone il potenziale. L’obiettivo è offrire ai partner un percorso per diventare aziende a zero rifiuti e ridurre i costi operativi e contribuire a modelli di produzione più circolari.

Ad esempio, Il BSG (Brewer’s Spent Grain) che è il principale sottoprodotto del processo di produzione della birra, è ricco di fibre e proteine. Ogni anno 42 milioni di tonnellate di questi grani sono scartati in tutto il mondo. Trasformandoli in ingredienti nutrienti, nasce la farina alimentare prodotta da (BSG), che è possibile acquistare dal loro sito.

Voci di corridoio vogliono a breve una start-up milanese per l’implementazione di questa particolare tecnologia.

10. Mondarella

 

Un tuffo nel mondo vegano, che vede ancora una volta l’Italia protagonista: Mondarella, nome che nasce unendo a mozzarella (parola ormai internazionalmente nota) ad almond, l’ingrediente base.

Si avete capito bene, le mandorle sono l’ingrediente principale di questo formaggio vegano.

Preparata con ingredienti naturali coltivati in modo sostenibile, l’azienda seleziona i coltivatori di mandorle al fine di mantenere la massima qualità utilizzando olio d’oliva e sale marino mediterraneo per completare il formaggio.

Le mandorle sono in grado di fornire grassi e proteine che soddisfano le richieste di chi non consuma ingredienti di origine animale. La scelta è dovuta non solo a scelte tecniche in merito alla tenuta in cottura, ma anche all’obiettivo di favorire il consumo di mandorle che, come alcuni studi hanno dimostrato,  fornisce utile supporto per uno stile di vita sano.

Sul gusto, non aspettatevi di ritrovare quello del vero fiordilatte o della vera mozzarella. Se volete proprio quelli, il vostro carrello delle spesa è un altro.