Puntata interessante di Report dedicata al caffè, a quello “napoletano” in particolare, per capire se lo standard che si è stabilizzato nell’immaginario collettivo, la tazzulella ‘e cafè che ci hanno tramandato Eduardo e Pino Daniele, è veramente uno standard di gusto o piuttosto una creazione dell’immaginario collettivo che da Napoli si è diffusa in Italia e nel mondo.

Il risultato lo abbiamo visto tutti in tv – e chi non l’avesse visto può leggersi la cronaca di Vincenzo Pagano qui su Scatti di Gusto, comprensiva di trascrizione dell’audio e di link alla puntata integrale.

In rapida sintesi:

Promossi
• 9,5 a Rubens Cardarelli, a Forlì
• 8,5 al caffè Uganda dello Starbucks Roastery milanese
• 7,5 complessivo invece, per la trasparenza delle origini, ancora per lo Starbucks Roastery di piazza Cordusio

Bocciati
Il caffè napoletano in generale (ma non credo che il resto d’Italia se la passi molto bene): i l Caffè del Professore, il bar Mexico, e (con 3,5 in una prova in incognito e un 4,5/5 in un assaggio pubblico) il mitico Gambrinus. Mentre al caffè del bar della Rai in via Teulada tocca un bel 2.

Quindi, in generale – qual è il tipo di caffè che vale la pena di bere, e acquistare? Vincenzo Pagano, seguendo il indicazioni dell’inchiesta di Bernardo Iovene, si bea del suo pacchetto del caffè di Paola Campana, a Pompei. Ovvero, dei cosiddetti Specialty Coffee. 

Per Specialty Coffee si intendono quei caffè selezionati, in base a una serie di parametri qualitativi, e di sostenibilità, che vengono proposti nei locali aderenti alla SCA, la Specialty Coffee Association (sede italiana a Rimini), che unisce baristi, coltivatori, torrefattori, essaggiatori, esperti e appassionati.

Il nostro obiettivo è rappresentare l’autorità garante dell’eccellenza del caffè. La nostra missione è creare e ispirare l’eccellenza nella comunità del caffè attraverso innovazione, ricerca, formazione e comunicazione. I nostri valori sono eccellenza, conoscenza, leadership, integrità, comunicazione, competenza, istruzione e comunità. Lavoriamo al vostro fianco per la creazione di un mondo del caffè migliore, sia a livello di sostenibilità e benessere sociale nei paesi produttori, sia dal punto di vista di questioni economiche a noi più vicine.

OK – a questo punto la domanda sorge spontanea: ma quali sono questi bar che offrono “specialty coffee” in Italia?

Eccoli nella mappa disegnata da Leonardo Santetti della SCA (e potete ricercare per città il vostro bar).

E poi vi fornisco l’elenco in dettaglio degli Specialty Coffee a Milano (alcuni li avevamo già segnalati nella nostra mappa delle migliori torrefazioni meneghine).

Belco. Via Torino, 56. Bareggio, Milano.

Cafezal. Via Solferino, 27.
Coffee Design. Piazza San Fedele, 2.
Cofficina. Corso di Porta Ticinese, 58.

Milano Roastery. Piazzale Medaglie d’Oro, 3.

Moleskine. Corso Garibaldi, 65.
Nicol. Corso Italia, 14.
Orsonero Coffee. Via Broggi, 15.
Peacocks Coffee. Piazza Leonardo da Vinci, 6.

Starbucks Reserve. Via Cordusio, 3.
Taglio. Via Vigevano, 10.
Tipografia Alimentare. Via Dolomiti, 3.
Tra le Righe. Via Teodosio, 44.

Per la cronaca, a Napoli l’unica caffetteria Specialty è VentiMetriQuadri, in via Bernini.

E vi diamo anche l’indirizzo del bar di Paola Campana a Pompei: via Sacra 44.

E di Gardella a Forlì: via Balzella 28/A.

E ora – scusate – ma andiamo a prenderci un caffè Specialty. Anzi – andiamo a provarli tutti, partendo da quelli di Milano.