Qual è la costante alimentare che vi ha accompagnato ininterrottamente in questi giorni di festa? La pasta? Beh, diversa e non tutti i giorni. Pesce? No, perchè alternato con la carne. Panettoni, pandori, struffoli, dolci? Nemmeno. La mia fonte di piacere a tutte le ore è stata la frutta secca! In attesa di, per accompagnare lettura e scrittura, per le bollicine con qualche amico di passaggio. In versione nude look che ben rivestita di cioccolato (praticamente tutta la produzione del mio pusher cilentano a base di fichi) è stata la vera costante di questo periodo. L’AGI riporta anche che ne abbiamo consumata di più rispetto all’anno scorso (Trend in aumento per la frutta secca (noci, nocciole e mandorle), che hanno segnato un piu’ 2,2 per cento nelle vendite). Il dato interessante indicato dalla Confederazione Italiana Agricoltori è la ricerca da parte degli Italiani di prodotti legati al territorio (Dunque, particolare attenzione ci sarà -segnala la Cia- per i tantissimi prodotti legati al territorio, che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese. Non solo quelli a denominazione d’origine (Dop, Igp, Doc e Igt), ma anche quelli che hanno tradizioni profonde che sono oltre 4500. C’è, infatti, sempre una ricerca, da parte degli italiani, di prodotti di “nicchia”, frutto della paziente e secolare opera dei nostri agricoltori). Non sempre con la frutta secca questo trend può essere rispettato.

fruttasecca-2

Ho chiesto a Patrizia Spinelli Napoletano di presentare ai lettori di scattidigusto.it una delle sue famose interpretazioni scenografiche a base di cibo sul tema della frutta secca. Il risultato, secondo me, soddisfa sia l’occhio che il palato (discorso diverso per la bilancia, almeno a guardarla dall’alto…). Il fornitore della materia prima è stato soprattutto Lucio Cerrone che ha il suo punto vendita a Napoli, in via Manzoni. Il negozio è attivo da 40 anni, da quando il padre Gennaro lo ha aperto. Lucio sceglie la frutta secca a novembre per assicurarsi i calibri migliori. Tra le produzioni nazionali si distinguono le noci di Sorrento, le nocciole di Baiano e le castagne del “prete” di Montella. Il prodotto italiano spesso è difficile da trovare ed ha costi che non sempre il mercato è pronto ad accettare, spiega. Se la logica spinge a pensare che sia difficile trovare un ananas, un mango o una banana nostrani, meno prevedibile è che altri prodotti siano di importazione. Cerrone mi fa un elenco: prugne (Argentina), albicocche (Turchia), datteri (Israele), ananas (Brasile), pistacchi (California), uva sultanina (Argentina).

fruttasecca-3

fruttasecca-4

fruttasecca-5

L’attenzione si sposta sui fichi. Quelli arrivano dal Cilento. Ahiai, lo sappiamo in molti che i fichi cilentani in realtà hanno passaporto turco. In effetti possono venire anche dal Bosforo, annuisce Cerrone. Come distinguerli? E’ possibile identificarli guardando la forma e la base, ovale quello cilentano e con un foro più piccolo, più largo quello turco. Ma è soprattutto la morbidezza a farlo preferire in alcune lavorazioni: quello turco è più morbido. E poi c’è il fattore lavoro con la raccolta e l’essiccazione che hanno costi più elevati in Italia.

fruttasecca-6

Mi scopro non estremista in questo settore. Se l’albicocca mi piace non faccio caso alla sua provenienza. Anche perchè davanti a un banco assortito non so resistere…. Ma quanti leggono l’etichetta della frutta secca o acquistano solo in confezione?

Foto: Patrizia Spinelli Napoletano

Per vedere più Scatti di Gusto su Google, aggiungici alle fonti preferite
Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti