La pizzeria nNea ha aperto ad Amsterdam a febbraio 2019 e da allora è stato un susseguirsi di sold-out per le prenotazioni – fino a quando non è stato adottato il doppio turno per la cena: un primo orario più nord-europeo, e un secondo turno per la felicità di chi cena ancora dopo le 20.00.

Il motivo? Finalmente nella capitale dei Paesi Bassi una vera pizza napoletana contemporanea, in un locale luminoso (in cui ruba letteralmente la scena un forno dalla cupola color giallo limone) che strizza l’occhio da un lato al design nostrano e dall’altro al minimalismo nordico. In più, cosa da non trascurare in una città come Amsterdam, il servizio è amichevole e sollecito.

Chiariamolo subito: nNea, il nome del locale, sta per New Neapolis, nuova Napoli. Una filosofia che è ben riassunta nel claim: Metropolis of new pizza era. Il motivo di questa scelta lo spiega Vincenzo Onnembo, che di nNea è il pizza chef: la sua è una pizza napoletana nello stile e nella sostanza ma che guarda al futuro. E per farlo prende il meglio di entrambe le culture, scegliendo produttori locali alla ricerca dell’eccellenza.

Vincenzo Onnembo nasce come designer, street artist e film-maker, ma in Olanda si appassiona prima alla panificazione e poi alla pizza – complici anche una serie di corsi e di incontri con pizzaioli del calibro di Salvatore Costa, Giuseppe Pignalosa, e Daniele Ferrara e Valerio Iessi del Liceo della Pizza.

nNea è stata fondata da Onnembo con altri due soci, Limau Chen e Salvatore Lioniello. Con l’aiuto del sommelier Gianluca Pio, l’idea è quella di colmare nei Paesi Bassi il vuoto di una ristorazione italiana e napoletana contemporanea: la pizza e i piatti italiani proposti dalla ristorazione, in genere pagano lo scotto di un’idea di cucina italiana stereotipata e ferma per lo più agli anni Ottanta, con buona pace di tutti i cambiamenti avvenuti in Italia negli ultimi 10-15 anni.

L’apertura di nNea ha finalmente portato anche ad Amsterdam una pizza napoletana contemporanea: una estrema attenzione alla selezione degli ingredienti (alcuni italiani, come la farina e il pomodoro, altri prodotti localmente come la stracciatella, la burrata e la mozzarella di bufala) e una lievitazione da manuale (qui siamo attorno alle 30 ore) regalano una pizza dall’impasto leggero, digeribile e molto gustoso.

L’intento è proprio quello di creare un ponte costante con l’Italia, non solo grazie all’utilizzo degli ingredienti ma anche grazie a uno scambio di conoscenze e competenze, guardando alle nuove tendenze italiane in termini di ispirazione e come occasioni di collaborazione e confronto. Per questo motivo il menu, oltre ad alcune pizze classiche, come la margherita e la marinara, lascia spazio anche ad altre pizze più “originali”, sempre con un occhio alla stagionalità degli ingredienti e alla sostenibilità.

Ci siamo fatti tentare in prima battuta dalla Mortazza, con fior di latte, pomodori semisecchi, ricotta, mortadella e pistacchi, davvero ottima sia nell’impasto sia nell’equilibrio tra il sapido della mortadella e il sapore quasi dolce della ricotta e del fiordilatte. Non paghi siamo tornati ad assaggiare la Regina con San Marzano, mozzarella di bufala, acciughe e pomodorini del piennolo: più tradizionale nei sapori ma anche qui ottimo sia l’impasto sia l’equilibrio di sapori degli ingredienti.

Una bella sorpresa è stata poi una pizza preparata in anteprima: pomodori del piennolo, friggitelli, bufala, parmigiano e basilico – è stata inserita in carta solo un paio di giorni dopo, con l’aggiunta di salsiccia a punta di coltello.

Si può scegliere di accompagnare la pizza con birre artigianali locali, ma il bello, soprattutto per noi italiani all’estero, è poter abbinare la pizza con vini dello stesso territorio: il calice (Oro Spumante, Tenuta Cavalier Pepe) scelto per l’occasione si è rivelato di grande piacevolezza. Nota di merito per la carta dei vini, tutti campani: una selezione che verrà presto ampliata pur restando in ambito regionale.

nNea però non è solo pizza: dal menu si possono scegliere anche antipasti (potevamo lasciarci scappare la frittatina di pasta e melanzane o la polenta fritta con fonduta di burrata? No, non potevamo proprio) e dolci, provenienti dalla tradizione napoletana o italiana ma con ricette interpretate in maniera più moderna – siamo ancora in attesa di poter assaggiare il tiramisù: finisce sempre troppo presto.

Va da sé che il format è pensato per realizzare anche altri progetti, non solo a base di pizza: aspettiamo di poter assaggiare presto anche quelli.

nNea Pizza. Bilderdijkstraat, 92. 1053 KX Amsterdam. Tel. +31 203620834.

[Testo di Alessia Gallian. Immagini: nNea Pizza, Alessia Gallian. Alessia Gallian vive e lavora ad Amsterdam da qualche anno, e le abbiamo chiesto di raccontarci com’è la pizza napoletana su al nord. ]