Quando è tropp’ è tropp’. Deve essere stato questo il pensiero di Attilio Albachiara, pizzaiolo di Acerra conosciuto per i suoi attacchi a destra e a manca, di fronte all’ennesima celebrazione di Franco Pepe come numero uno della pizza.

Un post su Instagram dell’utente brimcgi aka Brian McGinn, produttore esecutivo di Chef’s Table, il programma di Netflix dedicato alla cucina di cui tutto il mondo parla e che vedrà Carlo Cracco impegnato come protagonista, ha scatenato le ire del pizzaiolo.

Una pizza, nel ruoto, e il commento di Brian McGinn che si rammarica che la pizza non sia nel menu di Pepe in Grani. Una pizza repostata dall’account della pizzeria di Caiazzo accompagnata dalla risposta nei commenti sul tipo di pizza fotografata che per un utente sembrava alla romana: “è una pizza cotta nel ruoto fatta per una colazione, diversa dalle pizze standard che trova da noi”.

Il produttore ha quindi assaggiato una pizza riservata agli ospiti della “locanda” che dormono a Caiazzo presso la sua struttura e la mattina fanno colazione con la pizza nel ruoto che sta incontrando un nuovo favore grazie alla “riscoperta” di Pasqualino Rossi della pizzeria Elite di Alvignano a qualche chilometro da Caiazzo.

Non ci sta Attilio Albachiara che quella possa essere una pizza e un pizzaiolo celebrati da Gambero Rosso, L’Espresso e – colpo mortale – da Top 50 Pizza la classifica molto criticata del giornalista – editore Luciano Pignataro di cui Albachiara si professava seguace, mentore e pure Editor: “…tutti quelli che insomma parlano di cibo e infine ad accodarsi la Top 50 Pizza.”

Lancia la sfida a Franco Pepe reo di aver fatto una pizza che è una zuzzimma, una schifezza per i diversamente napoletani.

Una sfida con la farina alla cieca, pomodori, olio e latticini scelti da Pepe, impasto a mano e la giuria composta dai giornalisti che hanno osannato Pepe, tutti invitati a spese di Albachiara.

Ma dovranno giudicare le pizze senza sapere chi le ha fatte.

Un regolamento di conti per mettere fine alle classifiche con una giuria blindata per qualche giorno in attesa che la sfida, ops, l’impasto lieviti alla perfezione.

Non siete curiosi di vedere come andrà a finire?

Per ora leggetevi il guanto di sfida.

FRANCO PEPE IO TI SFIDO
Stamattina ho avuto un pessimo risveglio.
Nulla che avesse a che fare con la mia attività ma ancora una volta la pizza e i pizzaioli venivano presi in giro.
Chi mi conosce sa che ho sempre spinto per un equilibrio nel mondo pizza, che ho avuto sempre poca simpatia per le classifiche che facevano grandi alcuni e piccoli tanti altri.
Tanti sono più bravi di me ed io sono orgoglioso anche di questo, ma tanti sono anche meno bravi di me. Che significa? C’è una classifica? Il più bravo è meglio del meno bravo?
Non ci voglio credere. Siamo artigiani. Trattiamo un prodotto che è la pizza che per sua natura è diversa ogni volta dalla precedente.
Cosa voglio dire?
Tempo fa ho fatto un video contro la pizza di Carlo Cracco (15 milioni di visualizzazioni – chi sarebbe il pizzaiolo social ? ) nel quale gli spiegavo come si fa una pizza e perché la margherita la chiamavamo così a Napoli.
Stamattina appena sveglio mi sono trovato davanti questa foto.
Ma come? Uno che è meglio e me fa sta zuzzimma? Fa sta schifezza?
Ma fosse Cracco che è andato da lui? Gli hanno fatto uno scherzo e gli hanno pubblicato una pizza surgelata e ricondita?
No. E’ proprio Franco Pepe!
3 spicchi Gambero Rosso, Vari premi Slow Food, Varie citazioni e Premi L’Espresso, Identità Golose, Repubblica Food, Dissapore, Guida di Daniel Young, tutti quelli che insomma parlano di cibo e infine ad accodarsi la Top 50 Pizza.
Come è possibile che uno che è meglio di me e di tutti al mondo per usare un’espressione esagerata di Albert Sapere sia meglio di tutti noi e fa una porcheria del genere?
Io non lo invidio a questo punto. Io invidio a chi ne sa più di me.
A questo punto dalla mia piccola Acerra alla tua grande Caiazzo, dove tu dici di fare 400 -500 pizze al giorno, che poi sono gli stessi numeri che fanno anche quegli incompetenti dei fratelli Rossi ad Alvignano (perché tu sei il numero 1), ti lancio una sfida pubblica.
Da pizzaiolo a pizzaiolo.
Franco Pepe vs Attilio Albachiara.
Campo neutrale, sacchi di farina alla cieca, impasto a mano, pomodori, olio e latticini scelti da te, tecnica e spiegazione di quello che troviamo e sentiamo con le mani nei sacchi, manipolazione e stesura tradizionale della pizza, infornata, cottura e presentazione con conseguente assaggio.
Nella Giuria ci saranno, a mie spese, tutti i giornalisti che dicono che tu sei il migliore. Una sola cosa. L’assaggio avverrà alla cieca.
Nessuno ci vedrà fare la pizza e noi non usciremo prima del giudizio di assaggio dove, poi, mostreremo il filmato di tutta la parte tecnica che si è detta.
Aspetto che accetti perché se non accetti significa che hai paura di fare brutta figura.
Ed io in quel caso adopererò ogni occasione per ricordartelo che hai avuto paura.
Io voglio essere secondo ma di chi mi batte sul campo e non di chi è il primo per classifiche che non dovrebbero esistere nemmeno.
Ora basta.