Lo confesso, dopo aver letto la presentazione di IT, il ristorante di Milano in via dei Fiori Chiari aperto con la consulenza gastronomica di Gennaro Esposito, mi aspettavo un luogo di ineguagliabile lussuria.

Popolato da donne inarrivabili e uomini nababbi.

E invece ho trovato un contenitore – disegnato dallo studio Falconio – di divertimento equamente suddiviso tra cocktail bar, sala musica e casino, ristorante ben presidiato e sala attenta e veloce.

Un posto dove mangiare più che bene a prezzi che non sono da bistrot slabbrato ma che offrono un rapporto efficace con la qualità del prodotto.

Layout e format sono quelli di un progetto che è partito da Ibiza come ristorante di intrattenimento aperitivo-cena-dopocena a forte imprinting ITaliano e poi ha fatto rotta sulla terra patria (e a breve aprirà a Londra). Dove evidentemente un due stelle Michelin come il Gennaro Esposito motore di Festa a Vico non può permettersi non dico di sbagliare ma nemmeno una piccola sbavatura.

Ed eccolo allora il menu di due pagine senza arzigogoli consegnato in maniera spigliata a una tavolata di una quindicina di commensali accomodati – è il caso di dirlo – su poltroncine pronte a favorire relax e conversazione in un’infilata di tavoli scandita dalle griglie del soffitto.

Distanziati ma non lontani. Giusti, quasi se volessero correggere eventuali eccessi di ospiti che, soffieranno sul fuoco critici puristi, sono poco interessati al cibo.

Quei locali di al massimo uno stuzzichino che si va per bere e socializzare.

Rispedito al mittente.

Il carillon di antipasti è efficace nella normalità della proposta con l’apertura delle alici alla beccafico (20 €9, le tartare di mare che possono spaziare dal tonno alla ricciola o al salmone in possibile combo con la fassona (20 €), la rustica ma non troppo parmigiana di melanzane che fa tanto richiamo del Sud (14 €), il polpo arrosto (22 €).

Tutti messi in riga da un piacevole calamaro ripieno (18 €).

Assaggi in condivisione piacioni e diretti. Ci va solo un’antipatia di prodotto per non apprezzarli.

Gennaro Esposito ci ha abituato a pregevoli esecuzioni con i risotti e questo milanese allo zafferano reso sprint dagli agrumi non fa eccezione (20 €).

Il plauso della tavolata è per gli spaghetti al pomodoro di Gennaro (16 €), ma la giuria si astenga dal considerarli come prova considerato l’alto tasso partenopeo dei votanti, che spiega in un sol boccone la filosofia di questo ristorante.

All’unanimità si vota il secondo piatto che è una buonissima ventresca di tonno con salsa alla puttanesca (36 €).

Saranno lidi tranquilli per i palati come testimonia il pescato che ci guarda dal banco (a proposito, chi ha detto che gli anni ’80 sono spariti?) o il babà strappa lacrime seguito dai dolcetti di chiusura, ma Gennaro Esposito ha fatto un altro miracolo come quello di Mammà a Capri interpretando alla perfezione il contesto.

E se volete sapere se una formula del genere potrebbe mai interessare gli ispettori in rosso, io vi direi che il piatto potrebbe tranquillamente guadagnarsela.

voti Scatti di Gustovoti Scatti di Gusto voti Scatti di Gustovoti Scatti di Gustovoti Scatti di Gusto

IT. Via dei Fiori Chiari, 32. Milano. Tel. +39 02 9997 9993