La ricetta degli alfajores che sembrano i cugini argentini dei macaron

Buonissimi, non c’è che dire. La cosa che sempre mi ha colpito degli alfajores è la loro consistenza morbidissima, un morso cui l’impasto non oppone resistenza ma si amalgama in bocca in un tutt’uno cremoso e sbriciolato, dolce ma fresco, con la presenza del cocco grattugiato che saltella in bocca e crea un’altra consistenza divertente :)
Gli alfajores sono un tipico dolce argentino. Sono come lo strudel per un trentino o un pasteis de nata per un portoghese. Ne esistono molti tipi.
Buonissimi quelli nati intorno agli anni ’50 a Mar del Plata, popolare località balneare ubicata sulla costa atlantica. Questi hanno ancora un impasto diverso leggermente più impegnativo. Sono ricoperti di cioccolato fondente oppure di glassa e possono essere ripieni di dulce de leche oppure di confettura di frutta.
Lasciando Buenos Aires e andando verso Nord troviamo altre tipologie, impasti e ripieni come, ad esempio, la tipica confettura di membrillo.

Oggi però voglio raccontarvi di quelli di maizena ripieni di dulce de leche. E vi dico anche come farli. La ricetta del dulce de leche la trovate qui.

L’impasto preferisco farlo la sera prima e lasciarlo in frigo tutta la notte. Soprattutto con il caldo, se l’impasto sarà ben freddo risulterà molto più facile da stendere dato che la notevole presenza di fecola di mais (o di patate) lo rende delicato da maneggiare. Non è una frolla insomma ;)

Ingredienti

200 g di farina
300 g di fecola di mais o patate
2 cucchiaini da caffè di lievito in polvere per dolci
½ cucchiaino da caffè di bicarbonato
250 g di burro (temperatura ambiente)
150 g di zucchero
3 tuorli
1 uovo intero
1 ½ cucchiai di cognac
La buccia grattugiata di un limone biologico grande
Dulce de leche
Cocco grattugiato q.b.

Preparazione

Setaccia gli ingredienti asciutti.
Sbatti il burro con lo zucchero, aggiungi i tuorli uno alla volta e dopo l’uovo,  aspettando che si siano integrati all’impasto di burro e zucchero. Aggiungi il cognac e lo zest.
Inserisci la sfoglia frusta a foglia (o K) nella planetaria e, a bassa velocità, incorpora, 1 cucchiaio alla volta, gli ingredienti secchi (farine, lievito, bicarbonato) cercando di non farla montare troppo.
Naturalmente, se preferisci, puoi impastare con le mani sul banco da lavoro nello stesso modo di una frolla e sempre senza impastare troppo.
Una volta che l’impasto è liscio, avvolgi in pellicola e lascia almeno 3 ore in frigo (io lo lascio tutta la notte).
Leva dal frigo e lascia riposare qualche minuto, stendi l’impasto con il mattarello tenendolo spesso 3-4 mm. Taglia cerchi di 3-4 cm di diametro.
Inforna a 180° per circa. 7-8 minuti (devono mantenersi chiare e non dorare). Ferma la cottura quando vedi un minimo accenno, ma proprio minimo,  di dorato sui bordi.
Lascia raffreddare su una griglia: appena cotti gli alfajores sono molto friabili.
Unisci i biscotti con il dulce e passa i lati con il cocco grattugiato.
Di solito si tengono in frigo e si consumano il giorno seguente. Solo così si ha quel risultato morbido e omogeneo.
Senza esagerare puoi riempirli e lasciarli riposare per 3 ore.
Togli dal frigo qualche minuto prima di divorarli ;))



6 commenti su “La ricetta degli alfajores che sembrano i cugini argentini dei macaron

  1. Buoni, non posso dimenticare quanti ne ho mangiati in Argentina :)
    Ho una domanda sul procedimento… cosa intendi per “Inserisci la sfoglia nella planetaria”?

    Ciao e grazie.

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