Schede del vino. Paul Jaboulet Hermitage La Chappelle 2001

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Naso tipico e fresco. Speziato, il frutto è mediterraneo e caldo, flirta con la surmaturazione senza mai caderci. All’assaggio ancora giovanissimo, il frutto è scalpitante e maturo.

Chiude su una nota esotica e speziata, scura e scabra. L’acidità è compulsiva e spinge al bicchiere. Lunghissimo al palato, continua a viaggiare a lungo e mutare continuamente. Nel tempo esce la cioccolata, la grafite e il pepe.

Continua a evolvere incessantemente: è un grande vino! In una sera calda nell’estate pescarese è piacevolissimo, morbido ed insieme nervoso… Perfetto! 4 scatti

3 Commenti

  1. …rimane un grande classico ma lo ritengo dopo il 1990 , e in seconda battuta dopo 1999, non più La Chapelle che mi fece sognare . Come se si forsse imborghesito , senza l’ardore ,il selvaggio fascino e la capacità d’invecchaimento che lo resero unico in Ermitage . Era il n°1 , ora semplicemente non lo è più …

  2. beh su questo hai ragione… di selvaggio aveva poco, molto elegante e sfaccettato, la cosa che più mi ha colpito è stata la dinamica incessante…
    Sull’invecchiamento era ancora un bimbo, quindi promette bene!

  3. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    Ciao Box,non sò se era il num 1 o il 2….
    il fatto è che La Chapelle è sempre un gran bel vino
    Pieno, varietale, morbido e lunghissimo….
    sarà che ad una certa età ci s’accontenta……
    ma a proposito, in quale ristorante stra-figo hanno ancora La Chapelle?
    Il sommelier dev’essere veramente un tosto ad avere certe bottiglie…….:-))

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