La guida Gambero Rosso Roma 2013 fa volare Pipero. Genovese è fermo

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Ci vorrebbe un punto interrogativo al titolo e una premessa. Rifacciamolo. Scommettiamo che giovedì 7 giugno alla Città del Gusto di Roma Paolo Cuccia e Nicola Zingaretti accompagneranno Giancarlo Perrotta e Clara Barra a svelare la nuova Guida dei Ristoranti di Roma alle ore 12:00 e (Alessandro) Pipero al Rex entrerà dalla porta principale con 2 forchette e un punteggio che i più esperti di questioni gamberacee fissano a 82? [Prendere fiato] E che il Pagliaccio di Anthony Genovese avrà poco da (far) ridere confermando la perdita delle 3 forchette avvenuta l’anno scorso?

Per Pipero sarebbe la conferma che tira più un filo di carbonara che un percorso di ricerca avulso dalla tradizione come il maître più gastrofigo (oddio più gastro che figo) d’Italia ha dovuto teorizzare in un video? Sarà la comunicazione o meglio la sua mancanza che si respira nelle austere sale del blasonato ristorante di Via dei Banchi Vecchi a creare questo “Figo vs sfiga” e a mettere in moto l’operazione di maquillage virtuale richiesta a un’agenzia proattiva?

Staremo a vedere, ma la mordacchia che hanno messo a via Enrico Fermi al punteggio di Pipero che doveva (o sarà) più elevato (i rumor insistono nel dire che Pipero al Rex è considerato da troppi il migliore ristorante di Roma nemmeno fosse la Pergola dell’Hilton di un certo Heinz Beck) conferma che qui c’è bisogno di concretezza e di piatti solidi. Pipero non leverà la carbonara con buona pace degli estimatori (al massimo la sostituirà con la caio e pepe che tira molto più del pelo della carbonara a Roma) e cercherà di bucare il video virtuale con il messaggio che siamo tutti camerieri perché i giovani non potranno sempre pensare di fare i (gastro)fighissimi alla Cracco e dovrebbero invece pensare a diventare gastro(fighetti) come Pipero che non cucina ma è come se lo facesse.

Il vento del Tevere porta anche qualche conferma. Glass Hostaria, il locale di Cristina Bowerman e Fabio Spada che potrebbero essere come i quadri inchiodati alle pareti da un 83 che li lascerebbe insoddisfatti e a tratti anche incavolati. Domanda lecita: ma se un ristorante fa ogni benedetta sera il sold out e si sprecano le lodi italiane ed estere per la cucina fighissima cosa deve fare l’italoamericana di ritorno per convincere che davanti (in senso di classifica) alla sua cucina non possono esserci una decina di colleghi come sembrerebbe uscire da questi calcoli?

Anche perché dalle parti del Gambero sembra che nemmeno lo spilungone Riccardo di Giacinto di All’Oro possa aspirare a un movimentino verso l’alto lasciando la posizione aiutato dalla luce della stella Michelin che avrebbe dovuto rischiarare la salita. Troppo rocher di coda dicono i maligni che attribuiscono la mancata ascesa a un offuscamento della verve creativa. I più gastrostrafottenti addossano la responsabilità alla mancanza di parcheggio e al lucernaio che rende complicato fotografare i piatti. Speriamo in un prossimo trasloco di baracche e burattini, All’Ora.

Metterà a segno un altro passo in avanti sulla conquista delle 3 forchette il più fresco arrivo in capitale dalla Germania via Capri. L’Oliver Glowig dell’Aldrovandi è accreditato di uno zompetto che lo porta verso il 90 basso che, uscendo dalla metafora dei giri veloci della Formula 1, vorrebbe dire 87-88 che dall’84 dello scorso anno sono sempre 3 punti, mica cotiche.

Attenti anche a Valerio Centofanti dell’Angolo d’Abruzzo che ha dato una scossa al ristorante fuori porta (rispetto a Roma, chiaro) e dal suo granitico 84 sarebbe passato a uno strepitoso 87. Sarà la ricerca della tradizione?

Non dovrebbe farcela a riagguantare le 3 forchette Salvatore Tassa il cui menu imposto alle Colline Ciociare deve essere risultato indigesto. I bookmaker di Ostiense lo danno vincente a 88-89 che suona un po’ come uno sberleffetto nel tempo in cui a Londra si osanna la cucina “New Table” di Redzepi. Ma tant’è, lo sappiamo che noi Italiani lo facciamo diverso. Anzi, a Roma è famolo strano.

Non vorrei stare domani a leccarmi troppe ferite per troppi errori di previsioni e ammalarmi conseguentemente di gamberite acuta in zona  bagni al mare per cui mi limito a considerare che Metamorfosi (sì quello che dovrebbe chiudere definitivamente ogni 15 giorni) di Roy Caceres e John Regefalk (che non hanno litigato, anzi a Festa a Vico sembravano due sposini in luna di miele) potrebbero mettere altra benzina ai box e volare sul 90 basso (sì sempre Formula Uno) e alzarsi di un 2-3 punti dall’83 dell’anno scorso.

Già sento gli urca della curva sud che quando dici zucca pensa a Roy, ma allora rispondetemi: secondo voi è sensato pensare che Acquolina di Giulio Terrinoni e Convivio Troiani di Angelo e famiglia possano retrocedere solo perché hanno aperto Coquis, la nuova scuola di cucina professionale che si ripromette di fare concorrenza a quella del Gambero Rosso?

Malvagità malevole come quella che vorrebbe finalmente Arcangelo Dandini fuori dalla zona Dandini dell’80. Ma in negativo. Il suo essersi incavolato l’anno scorso e non aver presentato il famoso uovo in trippa che manda in sollucchero il centro e il sud dell’Italia e anche estimatori all’estero avrebbe provocato un leggero risentimento e a nulla sarebbe valsa una punta di citrosodina pur nella nuova forma di compresse masticabili: 79. Ma questa non è roba seria e durerà lo spazio di una nottata.

A domani, popolo romano. Mangiaturi te salutat  🙂

[e se volete allargare ai migliori italiani 2012 ecco qui]

10 Commenti

  1. Quanto sono lontani i tempi in cui Anthony Genovese e Fabio Baldassarre entravano in guida con 74/75 punti.
    Non è che non valessero qualcosa in più, ma la stabilità, la concretezza e la durata erano elementi da tenere in considerazione.
    Forse chi guidava il gambero dell’epoca pensava che il lettore dovesse essere tutelato dal rischio di voti troppo affrettati a locali che potevano durare l’arco di una stagione. Esattamente come è successo a due delle new entry biforchettate dell’anno scorso. Salotto culinario e Jolanda non hanno compiuto l’anno. Addirittura credo che jolanda avesse già chiuso prima dell’uscita della guida che ne decretato il successo.
    Anche Metamorfosi, altro biforchettato all’esordio, apprendo da te che viene dato spesso in chiusura.
    Per il resto se fossero vere le tue anticipazioni, la guida direi che rispecchia i gusti dell’attuale direzione che, ad esempio l’anno scorso preferiva l’antica pesa ad all’oro.
    In questo non c’è nulla di male perchè cosa altro può essere una guida se non lo specchio dei gusti di chi la dirige? Il problema semmai è proprio come possa una proprietà illuminata affidare la direzione a due personaggi così indietro nell’analisi del mondo gastromico. Ma forse anche la proprietà è indietro, e allora si spiegherebbe tutto.

  2. Se mai fossero queste le scelte del gambero, siamo di fronte a scelte dettate non dalla cucina ma da scelte politiche e di amicizia e da risentimenti personali poco adatti a chi dovrebbe essere solo schiavo del suo gusto.
    Anche per quest’annoil gambero come ormai da un po’ non avrà il mio denaro tanto possono rifarsi con i loro amici dell’antica pesa probabilmente più ampi di tasca di me.

  3. MA è MAI POSSIBILE…CHE OGNI COSA…..ACCADE, E CHE NON Fà PARTE DEL VOSTRO PENSIERO, DEVE ESSERCI DEL MARCIO ? SIETE TUTTI ZEMANIANI…..

  4. Gentile Enrio, ma perche’ non si dovrebbe pensare a male quando un ristorante che non ha nemmeno aperto riceve una recensione su una guida di gran lunga superiore (in numero di battute e complimenti) rispetto ad altri che invece faticano giornalmente da anni per mantenersi a galla ( e molti di loro anche moltoooo bene)? No, cosi’ giusto per sapere.

  5. caro, C. penso che uno chef o un ristorante anche se nuovo….possa spopolare e stravincere subito se ha i mezzi a disposizione per vincere! è la vita…..

  6. Enrico, leggi bene quello che ho scritto. Io ho scritto “perche’ non si dovrebbe pensare a male”, non che il ristorante in question meriti o no il punteggio. Io, da persona intelligente, non dubito affatto delle qualità del ristorante. Dubito però delle capacità di essere oggettivi nel recensirlo.

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