Con la bella stagione, che mi dicono sia iniziata, anche se cieli illuminati dal sole si alternano a scrosci d’acqua e a nuvolette vezzose, la Darsena a Milano è ri-diventata una delle mete preferite dei cittadini desiderosi di evasione e di buon cibo all’aperto.

Molti milanesi, anche imbruttiti, ricorderanno il grande parcheggio e il mercato comunale (un po’ squallido) che occupavano l’area. Il mercato, riedificato ex novo, è diventato un luogo in cui fare acquisti – nelle macellerie, nei negozietti di prodotti etnici, dagli alimentari all’abbigliamento, e così via – e in cui accostarsi a proposte gastronomiche da asporto, da passeggio, da consumo immediato.

Proposte che si possono ricondurre a due “gruppi”, uno che fa capo a Giuseppe Zen, ovvero a Mangiari di Strada, e l’altro all’Osteria con Vista della Triennale. ovvero al gruppo Vista.

I Mangiari in Darsena: Macelleria Popolare, Panificio Italiano e Resistenza Casearia

Tutto è partito da lontano – da Mangiari di Strada, fortunato tempio dello street food in fondo, anzi, in fondissimo a via Lorenteggio. Qui Giuseppe Zen propone i suoi manicaretti, a metà fra lo street food e la cucina popolare tout court.

Con l’apertura del nuovo mercato in Darsena, ha occupato un suo spazio con la Macelleria Popolare, dove oltre a una selezione di carni si possono ordinare, consumare sul posto o asportare, una serie di piatti, dall’ottimo hamburger (che mangio quasi sempre, ogni volta e a qualsiasi ora passo di lì, e che sta al primo posto nella nostra classifica) alle stigghiole palermitane, alle bombette, all’insalata di trippa…

Alla Macelleria si è aggiunta una panetteria, il Panificio Italiano.

Nonché una formaggeria, Resistenza Casearia, formaggi artigianali e ricercati (e Bottega dell’anno 2018 per il Gambero Rosso).

Ai formaggi si è aggiunta di recente anche un’offerta di piatti.

E tutte queste cose da mangiare made in Mangiari si possono anch’esse consumare sul posto, su una serie di lunghi tavoli con panche (che, va detto, noi anziani agili guardiamo con un po’ di sospetto, ma che siamo riusciti a utilizzare senza danni fisici). Ogni tavolo ha al centro una fila di piantine di verdura, dalle insalate ai pomodori, ai peperoni, alle aromatiche – non so se come proposta di un eventuale contorno salutare di cui servirsi.

Fra le proposte della Resistenza Casearia, il tiramisù. Era metà pomeriggio, anzi, era l’ora della merenda (che va dalle 14 alle 19, circa): potevo tirarmi indietro? No, l’ho ordinato, pagato (7 €), me l’hanno confezionato sul momento (10-15 minuti di attesa), e l’ho mangiato nell’orticello. Mentre aspettavo, mi hanno fatto assaggiare il mascarpone: ottimo.

Il risultato finale invece era buono, sì, ma un po’ troppo liquido; buono il savoiardo, di produzione propria, forse appena troppo imbevuto, tanto che un po’ del liquido-caffè di cui era imbevuto sciabordava sul fondo della coppa.

Social Market Fish&Chips

Il nome unisce la nuova idea “social” già sperimentata con la pizzeria in Triennale al concetto di mercato e a quello di street food, ovvero del pesce-e-patatine di origine anglosassone.

Il Social Market Fish&Chips fa parte del Gruppo Vista di Ugo Fava, dello chef Stefano Cerveni e di Marco Giorgi – ovvero, Terrazza Triennale – Osteria con Vista (regno dello chef) e Triennale Social Pizza (dove le pizze sono ideate da Cristian Marasco), rispettivamente all’ultimo piano e al piano terra del Palazzo della Triennale, e qui a pochi metri Vista Darsena, con Luca Miele, e Laboratorio di Pasticceria a Vista.

Il Fish&Chips è un’idea di Luca Miele: la “punta” occidentale del rinnovato mercato comunale, prima occupata da un bar, è diventata un take away di pesce fritto. Ma ci sono anche tavoli e sgabelli all’interno e una ventina di posti a tavolino a bordo Darsena.

Ottima posizione per ammirare il tramonto, la sera, col sole (va beh, anche con le nuvole) che si rispecchia nelle acque e gioca con le anatrine, contente che il nuovo locale non sia un Duck&Chips.

Aperto già da qualche settimana, presentato ufficialmente qualche giorno fa, Social Market Fish&Chips ha un menu appunto strettamente anglosassone, anche se affiancato da piatti del giorno.

A partire dal classico Fish & Chips, merluzzo bianco fritto in pastella e servito con salsa di piselli fatta in casa e maionese. Servito con delle patate rustiche. E la pastella pensata da Cerveni è di farina di riso biologica, con birra Ichnusa non filtrata. Il risultato è ottimo, mi è piaciuta anche la crema di piselli di accompagnamento, un po’ meno forse la maionese (tutto, mi dicono, di produzione propria).

Ma c’è anche Shrimp & Co., gamberoni e melanzane con maionese al rafano, e Chick n’ Chips, ovvero pollo, allevato a terra e marinato con lime e spezie e salsa allo yogurt ed erbe aromatiche. Merluzzo e gamberi a 9,50 €, pollo a 9,00 €, le sole patatine a 4,00 €.

Birre alla spina, Moretti, e Ichnusa, la birra artigianale sarda. Ma c’è anche una serie di cocktail classici – ovvero, aperitivo in Darsena, patatine o pesce fritto e patatine, magari un tiramisu, seduti magari sul molo… Pensateci.

Darsena. Piazza XXIV Maggio – Mercato Coperto. Milano.

7 Commenti

  1. Il tiramisù sembra una zuppa. Sarà anche buono ma a quei prezzi…
    Sempre per citare prezzi esagerati come esempio, Pannerone Lodigiano a 27 €/Kg (mai visto a questo prezzo, al max a 17-18 €/Kg), in macelleria, sulla stessa linea (visto sabato) insalata di trippa a 35 €/kg!!! E poi tutto il resto.

  2. Mangiari di Strada è chiuso da gennaio a causa allagamento locali e non si sa quando riaprirà.
    Magari la prossima volta che passi alla darsena prova a chiedere informazioni

    • Accidenti… in effetti è un po’ lontano perché io ci passi casualmente, e non me ne sono accorto… Sì, mi informerò alla prima occasione, grazie

  3. Mangiari di Strada: piccolo porzioni di street food (di qualità, ok) a prezzi da Galleria Vittorio Emanuele. Ci lavoro vicinissimo e mi è bastata una volta. Non si possono proporre quei prezzi in una zona di gente che non ha stipend da quadrilatero della moda. Sicuramente gli andrà meglio in darsena, è un luogo più consono per praticare prezzi dolorosi

    • Non so – e non posso nemmeno andare a controllare… ma a leggere la nostra recensione, prezzi e quantità mi sembravano ragionevoli, e anche quando ci sono andato io, non ho subito traumi… Sulla zona, siamo d’accordo che non sia il centro di Milano; ma ci sono locali costosi e altri economici un po’ dappertutto, e in questa zona ci sono anche molti uffici…

  4. Io vorrei trovare prezzi ragionevoli ovunque a meno che non ci si trovi in qualche ristorante stellato. Basta farsi prendere in giro! Spendere 9 euro per una marinara perché la si mangia in Triennale? Che food cost applicano? La scusa delle materie prime di qualità sta diventando una scusa. La ristorazione milanese sta diventando per ricchi dall’arancino di riso fino al risotto.

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