Apertura ufficiale al pubblico, sabato 8 dicembre, per Jack Morsetto, primo locale di Social Street Cocktailing di Bologna, e d’Italia: ma sono già in vista nuove aperture (a Milano – e dove se no? – in primis).

Vedo già la domanda attraversare le menti dei miei amati lettori: ma cosa caspita è il Social Street Cocktailing? Si beve?

Il Social Street Cocktailing definisce il fenomeno di piccoli locali gestiti da giovani che offrono drink a prezzo contenuto e hanno poco spazio interno ma agevolano la socializzazione con lo stazionamento di avventori nell’area adiacente il locale, tenendo il proprio cocktail in mano e in piedi e usando bicchieri usa e getta. L’esperienza è informale, coinvolgente e a basso costo, ideale per i giovani ma sempre più scelta anche dai meno giovani a fine giornata lavorativa o nel dopocena.

Ecco. Questo è il SSC secondo Jack Morsetto, eroe eponimo e nume tutelare del locale, e anche narrazione, o, come si dice oggi, storytelling, del locale stesso. Jack è un biker solitario e giramondo, romantico e melanconico, che ha assaggiato i cocktail più improbabili nei posti del mondo più impossibili.

Il locale è Jack ed è la sua storia: è arredato con pezzi meccanici e serbatoi in puro stile biker life (allestimento curato dal più autorevole creatore di moto special in Italia, Roberto Totti), i cocktail contengono tutte le spezie e gli aromi che ha riportato dai suoi viaggi.

E si mangiano hot dog (da qui il cognome Morsetto), un classico dello street food.

Ci sono tre hot dog, Classic, Scrambler e Bobber, che sono ispirati al tipo di moto da cui prendono il nome, e che sono protagonisti di 6 storie ambientate nelle città dove Jack li ha scoperti: Istanbul, Mosca, Tijuana, New York, Havana e Milano.

Le storie, come avete visto, sono stampate sul sottobicchiere su cui viene servito il cocktail.

E i cocktail, che vanno dai grandi classici alle proposte Signature con estratti e ingredienti originali firmati da Charles Flamminio, noto interprete della mixology art in Italia, autore delle miscelazioni.

L’hot dog invece è stato rivisitato in chiave gourmet da Alessandro Frassica, patron di ‘Ino’ a Firenze. Il pane è realizzato dai ragazzi del Forno Brisa, il wurstel è di manzo razza Calvanina o di maiale grigio del Casentino, le salse sono di Moreno Cedroni. Classic è wurstel di maiale, senape, insalata iceberg; Scrambler, wurstel di manzo di calvanina, giardiniera, spinacino; Bobber, wurstel di maiale grigio del casentino, salsa lampone zenzero, chips.

Il  progetto complessivo è di Lara Balboni, che ha al suo attivo i successi di Bolpetta e Stix sempre a Bologna, con il socio Alessandro Rimondi e con il supporto professionale di Sal Costa Pasqualino, con i quali è già nato Spiedini & Co.

Passateci, una sera: Jack Morsetto sarà là, romanticamente appoggiato al bancone, novello Lone Wolf dotato di pistoni, ad accarezzare con aria assorta una semicarena, a guardare un tachimetro con occhio languido, a raccontare le sue storie a chi voglia ascoltarle.

Jack Morsetto. Via Santo Stefano, 8/A. Bologna.

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Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

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