La Guerra dei Pizzaioli

Cantami o diva del pizzaiolo Achille l’ira funesta che infiniti lutti addusse ai miscredenti (cit.)

Nella Terra di Mezzo, lì  dove un placido Ruscello è pronto a diventare lo Stige infernale sprofondando nelle viscere della terra, una valorosa combriccola di pizzaioli, i nuovi eroi di questa era di panza, si addensa alla prua della Nave.

Il momento è grave.

Si giocano le sorti e le fortune della pizza: napoletana o nordica, tradizionale o canotto?

Le brume del lago si sollevano nemmeno fossero le nebbie di Avalon e il vostro narratore si confonde con le ombre della notte.

Al tavolo del convivio organizzato dal Perrellante Festante si avvicinano i protagonisti della guerra che ha portato la pizza a varcare i confini del mondo conosciuto.

Splende l’armatura al chiarore della luna di Achille Pizzaveloce, il pizzaiolo tribunalizio che ha alzato le trombe e la voce della pizza al di sopra delle sfere celesti. I pizzaioli della tonda lo considerano il numero uno per aver aperto roccaforti nelle lontane Terre d’Occidente e per aver solcato le lande dei druidi.

C’è Masuccio Casertano, il pizzaiolo che dalla sua reggia di pianura ha sferrato duri colpi al pizzaiolo di montagna che dall’alto della rupe su cui è arroccato lancia strali e manda a colpire i suoi draghi che vomitano pomodori.

Dalla regione delle grandi acque arriva Carletto Canottiere con il ciuffo ritto per il vento che spira sui suoi possedimenti. Lui segue il forzuto pizzaiolo dei Due Golfi il cui nome nessuno pronuncia per timore reverenziale.

Tartagliano da Puteoli, la lingua dolce come il miele e pericolosa come quella del serpente, è appena sceso dalla groppa del suo giaguaro.

”Dobbiamo volerci bene”, ammonisce Achille mentre il Perrellante in veste di novello Ganimede prepara le coppe della libagione.

“Manca solo Legionello da Succivo e il suo elmo trilobato ancora non si vede all’orizzonte”, si rivolge al tavolo il suo vicino di confine.

”Manca anche il numero uno, colui che tutto può”, si genuflette Tartagliano da Puteoli.

Sguardi di fuoco al tavolo e calici che si rovesciano sotto il pugno di ferro di Masuccio: “Non pronunciare quel nome con quel numero”.

La guerra scende sul tavolo della pace e il vino si spande per terra come cervello tra il sangue. Si guardano fieri negli occhi Masuccio e Tartagliano. Un movimento dell’uno o dell’altro infrangerebbe la serata di libagioni.

Tutto per una pizza sbagliata.

Masuccio ringhia, Tartagliano ruggisce e i suoni si confondono.

Tartagliano fischia e il suo giaguaro si accuccia per portarlo via lontano dal tavolo.

La pace è rotta ma si deve andare avanti. Ci sono pizze e pizze da sfornare.

Arriva Legionello e cupo alza l’elmo. “Uagliù ma che t’nit? E cervell’ appicciat’?”

La Terra di Mezzo sussulta. C’è solo il tempo di un’immagine da condividere con il mondo.

1. Continua. La Pizza di Mezzo o dei pizzaioli che volevano essere dei, ma erano ancora uomini

[Immagini: Wikipedia Facebook]

La Guerra dei Pizzaioli per la Pizza di Mezzo

(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

  1. Retroscena. La guerra dei pizzaioli numeri uno
  2. La guerra delle pizze. Il due di pizza quando regna l’olio di semi
  3. Pizza di Mezzo. Le forche caudine della pizzeria di qualità
  4. L’insostenibile pesantezza dell’ananas sulle pizze

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