Non è una chiusura definitiva, ma poco ci manca. Il ristorante cinese Hang Zhou, uno dei nomi più famosi a Roma, ha gettato la spugna e chiude per Coronavirus.

Al calo dei clienti della prima ora del Coronavirus, quando bastava associare la Cina e i ristoranti cinesi ai focolai della regione di Wuhan per generare paura, ora vede la fobia toccare i cinesi che lavorano nei ristoranti e voigliono ritornare in patria.

Proprio come è successo al ristorante di Sonia Zhou, diventata famosa non solo per la cucina ma per la sua capacità di legare Oriente e Occidente.

Con grande rammarico sono costretta a chiudere il ristorante fino al 30 di aprile perché la psicosi portata dal corona…

Posted by Sonia Zhou on Monday, 2 March 2020

 “Con grande rammarico sono costretta a chiudere il ristorante fino al 30 aprile“, ha spiegato la titolare del ristorante Hang Zhou specificando che la psicosi da Coronavirus dopo aver riguardato i clienti italiani ora preoccupa i lavoratori cinesi.

I collaboratori del ristorante hanno paura di venire a lavorare e hanno chiesto al datore di lavoro un periodo di pausa. Di più, i cuochi hanno già comprato il biglietto aereo per ritornare in Cina e raggiungere le loro famiglie perché sono preoccupati della situazione italiana. Una decisione che li porterà all’arrivo in Cina direttamente in quarantena per 14 giorni.

Una notizia che stride fortemente con quella di poche ore fa diffusa dall’Ansa.

Nella città di Wuhan, il focolaio del coronavirus COVID-19, ha chiuso il primo dei 16 ospedali aperti in fretta e furia per contrastare il contagio. Una decisione dovuta al drastico calo dei nuovi casi di infezione che nella provincia dell’Hubei, di cui Wuhan è la capitale, i casi di contagio sono scesi per la prima volta sotto quota 200 per la prima volta dal 24 gennaio.

La notizia della chiusura di Hang Zhou allarma il settore della ristorazione cinese a Roma che conta moltissime insegne. Se l’onda della paura dovesse prendere il sopravvento nei cuochi e collaboratori cinesi a Roma si assisterebbe a chiusure che metterebbero a rischio il comparto.

A nulla sarebbero valse le iniziative di solidarietà degli esponenti politici, compresa la sindaca Virginia Raggi, che erano andati a cena nel ristorante né ha sortito effetto il murales della street artist Laika che aveva dedicato un disegno a Sonia Zhou raffigurata con la mascherina e accompagnato da un messaggio chiaro: “In giro c’è un’epidemia di ignoranza, dobbiamo proteggerci”.

[Link: Facebook, La Repubblica]

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