Milano. I panini di Le Luride sono un miracolo senza tempo

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Per quanto ne sappiamo, a molti dei chioschi di panini aperti tutta la notte e fino all’alba viene attribuito il nome di “Le Luride”. Ma, a quanto ci risulta (e non ci fa schermo il nostro orgoglio di abitanti dell’Acquabella-Argonne a Milano) Le Luride autentiche e originali sono le nostre, quelle aperte in piazza Fusina, a metà appunto di viale Argonne, con un orario che va da un generico “dopo il tramonto” fino a un più preciso “fin verso l’alba”, che di solito si traduce “verso le 4 del mattino.”

Posto famoso quant’altri mai, presso il popolo della notte milanese – e non solo: qualche anno fa è stato trasformato nel Freddy’s Bbq Joint, il locale preferito da Frank Underwood, protagonista della serie Sky Atlantic House of Cards, per promuovere appunto la programmazione in Italia.

Posto gourmet quant’altri mai, caratterizzato peraltro dall’assenza di qualsiasi sentore anche lontano di gourmetteria e di gourmandise, all’insegna di una gastronomia “ignorante” che ha i suoi epigoni “alti” in gente come Matteo “Manna” Fronduti, Eugenio “Al Mercato” Roncoroni, e per certi versi Diego “Trippa” Rossi.

Perché Le Luride, allora? Etimologicamente, perché una volta non era raro vedere una delle anziane cuoche-proprietarie, appena prima dell’apertura, seduta su una seggiolina sul retro del chiosco a sbucciare in un mastello le cipolle da infarcire nei panini con la salamella, piatto-icona della loro cucina. Il che non comportava una particolare sporcizia in sé, e non abbiamo notizia di avvelenamenti da virus del colera o che altro. Ma non osiamo nemmeno lontanamente ipotizzare cosa avrebbero detto le varie Asl e Usl odierne, le certificazioni Haccp, soprattutto oggi, in un’epoca di sterilizzazione degli ingredienti, dei cucinieri e perché no un po’ anche dei sapori.

Perché invece siamo qui a parlare di Miracolo a Milano? Perché basta leggere la lista dei panini, che elenca classici della “ignoranza” paninara a tentazioni gourmettare (gli Speciali), con un pane morbido reso croccante dalle piastre, con salse debordanti prese da barattoloni da industria dei grandi numeri, affettati senza risparmio a sormontare verdure sottaceti sottoli…

E perché ci sono i panini “cult”, quelli più amati richiesti mangiati, come l’ormai mitico Cervo a Primavera (cervo, piccante, insalata, pomodori secchi, carciofi, melanzane sott’olio, 5,50 €), o il Deleterio (salame dolce carciofini salsa, 3,50 €), il Vegetariano Esterefatto (crauti, emmenthal, scamorza, pomodori secchi, piccante, 4,50 €) o, direttamente dagli anni Novanta, il Vegetariano Mani Pulite (insalata, pomodori secchi, funghi, cipolla, piccante brie, 4,50 €). o il classico dei classici, il Salamella con Tutto, a 4 €.

I panini vanno dagli 1,80 € del pane-pomodoro-origano-sale ai 5,50 € (ci si possono anche far fare dei panini su misura). No, non ricopierò qui l’elenco dei panini – l’idea, il bello del posto, è assieparsi di fronte a uno dei due menu esposti, scorrere gli elenchi, divisi per fasce di prezzo (e i Cult), con le aggiunte a pennarello, le correzioni, battendo i piedi per terra per scaldarsi, o sgocciolando sudore sulla birretta presa per ingannare l’attesa. Come lo è il ricordare quella volta che, e quando ci ho portato lei, e un po’ di storia di quei pochi metri quadri che racchiudevano un mondo, il nostro, quello di giovani dagli appetiti robusti, dei metronotte, dei personaggi improbabili, dei nostri ieri e dei nostri oggi, dei ragazzi di una volta che si ritrovano a tornare a casa, come una volta, dalla discoteca, dalla seratona – e un panino delle Luride ci sta. Sempre.

Le Luride – Il chiosco di Valeria. Piazza Fusina ang. viale Argonne. 20133 Milano.

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati]

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