Se c’è una cosa che ai milanesi sta a cuore è il brunch della domenica, e se c’è un posto che mi sentirei di consigliare ai più esigenti è sicuramente quello di Portrait Milano, nel suo ristorante 10_11. Ma del resto ve lo avevamo già segnalato nell’articolo sui migliori brunch di Milano che al momento sono 70.
Siamo nell’ex Seminario Arcivescovile di Corso Venezia, trasformato da Lungarno Collection in un hotel d’eccellenza che restituisce al centro di Milano un pezzo prezioso della sua storia passata. Qui, ogni domenica dalle 12 alle 15, il rito internazionale del late breakfast si fonde con la tradizione sacrosanta e italianissima del pranzo domenicale.
Com’è il 10_11 di Portrait Milano

L’ingresso nella corte è scenografico e riesce ad esserlo sempre, dalla prima all’ultima volta che lo si attraversa. Immagino che lo sia tanto per i milanesi, che lo hanno probabilmente visto evolversi nel corso degli anni, quanto per chi a Milano passa per qualche giorno o vi si è stabilito da poco. È un impatto che definirei potente.
Se l’esterno regala già così tanto sentimento, l’interno di certo non delude le aspettative date da un ingresso tanto trionfante. Spazi ricercati eppure così familiari, grandi e piccole sale dove la luce compone giochi interessanti, tra zone lasciate volutamente in ombra ad altre inondate di sole. Così, anche dall’interno si può godere della bellezza del giardino che quasi sembra disegnato sulle vetrate e dove, meteo permettendo, si può ovviamente pranzare.
Come si mangia al brunch di Portrait Milano

Il format del brunch di Portrait Milano è generoso. Anzi, è imbarazzante. Si parte da un buffet di piatti freddi che spazia dal dolce al salato, per poi passare a una selezione di portate calde à la carte. Il servizio è attentissimo, e la scena del brunch sembra quasi una fotografia perfettamente costruita. Resta sempre identico, ogni vassoio è pieno, perché viene continuamente rifornito, anche di un solo pezzo alla volta. Onestamente non credo di aver mai visto nulla del genere, ma vi avviso, questo non è un brunch da 25 euro. Quindi sì, è giusto che ogni singolo pezzo di puzzle sottratto (e mangiato) venga rimpiazzato immediatamente.

Non vi lascerò troppo in ansia dopo avervi allarmato con questioni di vil denaro. Intanto partiamo con l’offerta: al brunch di Portrait Milano è possibile servirsi illimitatamente al buffet, scegliere due piatti caldi a scelta dalla carta, un welcome drink tra calice di bollicine e il loro famoso Bloody (o Gentle) Mary, una bevanda calda e l’acqua. Il tutto all’onestissimo (e sono seria) prezzo di 95 euro. Il mio rimpianto più grande? Non essermi svegliata quella domenica con una fame da leoni, e nemmeno da gazzelle a dire il vero. Se qualcuno volesse invitarmi a riprovarlo, io mi rendo disponibile anche a digiunare il sabato precedente (per senso del dovere ovviamente).
I piatti al buffet

Il dilagante buffet del brunch del Portrait Milano vede un trionfo di bontà che mescolano lo stile internazionale a quello classico italiano. Di fianco ai croissant salati e alle pizzette sfogliate, infatti, troviamo le polpette al sugo e i taglieri di squisitissimi salumi italiani. Questa è una di quelle situazioni in cui inizio dicendo “assaggio solo una cosa” e poi immagino l’imminente fine del mondo, che mai e poi mai potrà trovarmi con il piatto vuoto.

E ancora, in bella mostra al buffet, ci sono le focaccine ripiene e il tonno e salmone affumicati. La parte salata è, ovviamente, una distesa sconfinata di pietanze, ma anche la parte dolce, seppur più contenuta, regala tante soddisfazioni.

Tiramisù, bignè, torte di ogni genere e tipo, cannoncini alla crema e la cheescake farcita al momento con cioccolata o frutta.
La carta del brunch di Portrait Milano

Anche per i piatti espressi da scegliere alla carta, al brunch di Portrait Milano si passa con agilità dal Lobster Roll al panzerotto, dal Club Sandwich al pollo alla griglia e non mancano ovviamente le uova (di tutti i tipi), i pancake, i french toast e le crêpes.
Il Lobster Roll di Portrait Milano

Dopo esserci goduti la sostanziosa prima parte del brunch a buffet del Portrait Milano, abbiamo pensato bene di tuffarci nella carta dei piatti caldi, con ottimismo e fiducia nella nostra capacità di riempire ogni piccolo millimetro di pancino. Di certo non ci aspettavamo però che ci arrivasse a tavola un Lobster Roll grande quanto un’aragostella. Non so se sia corretta definirlo goduriosissimo, perché era qualcosa di più, un misto tra l’imbarazzante, il godurioso sì, il semplicemente buono e una di quelle cose che ti fanno dire: “Scusa?”. Ad accompagnare il piatto cavolo rosso e patatine. Consiglio a tutti gli sprovveduti come noi, di prendere quattro piatti diversi (se siete in due) in modo da assaggiare più cose. Perché prendendo ben due Lobster Roll (come ha fatto chi vi scrive), il rischio è di non arrivare nemmeno al secondo piatto caldo.
Il Club Sandwich

Siamo passati poi con tenacia al Club Sandwich, che si sa, non è mai un semplice tostino. Il sandwich era super classico, con pollo, bacon, uova e lattuga romana. Anche questo accompagnato dalle sue gustosissime patatine. Onestamente perfetto. Pensandoci bene oggi, non credo che questo brunch del Portrait Milano sia lontanamente paragonabile a quello di molti locali che fanno di questo format il loro business primario. E qui non facciamo nomi, per carità.
Il panzerotto con ripieno di ragù genovese

Per concludere (si fa per dire) abbiamo ordinato il panzerotto ripieno di ragù alla genovese, servito con concassé di pomodoro. Un piatto super intelligente, perché mette insieme l’anima pugliese del panzerotto e quella napoletana di uno dei condimenti più iconici d’Italia.

Ma ora parliamo di dolci. Pare che, anche se si è ormai sazi (per non dire di essere incapaci ad aprire ancora una volta la bocca), il cervello non possa resistere alla tentazione di assaggiare qualcosa di dolce. Ignorare quel buffet, almeno per me, è stato quindi impossibile. Pensavo di essere poi a posto, soddisfatta, e anche un po’ sfinita (ma ricordiamoci: sono una donna minuta e la mia percezione di pienezza non può essere paragonata a quella di nessun essere umano al di sopra dei 15 anni). Dicevo, pensavo di aver finito, quando ho visto avvicinarsi minaccioso il carrello con la cheescake a cui, con ogni evidenza fotografica, non ho saputo dire di no.
Signori miei, se sono ancora viva è merito di quel sant’uomo che mi sta vicino, e che ogni giorno prende la coraggiosa decisione di ingrassare per amore, mangiando tutto quello che io non riesco a finire. Ma questa volta, sono orgogliosa di dire che, nonostante la piccola inappetenza iniziale, quasi nulla è rimasto nel piatto. E credo sia il complimento più sincero che si possa fare a questo regale brunch milanese.
10_11 Portrait Milano. Via Sant’Andrea, 10. Telefono: +3902367995850. Instagram









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