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Pizzerie
27 Febbraio 2026 Aggiornato il 27 Febbraio 2026 alle ore 11:15

Gli 8 migliori giovani pizzaioli lanciati dal Campionato della Pizza

Nuove promesse che sono diventate solide certezze con 8 giovani pizzaioli "saranno famosi" del Campionato della Pizza in Campania
Gli 8 migliori giovani pizzaioli lanciati dal Campionato della Pizza

Il Campionato della Pizza ha assunto un ruolo decisivo non solo come competizione ma come palestra reale di crescita. Uno spazio di selezione autentica in cui il talento è messo alla prova davanti a giurie, voti istantanei e pizze obbligate. Non basta promettere, bisogna dimostrare. Perché il Campionato della Pizza è anche questo: un osservatorio, un acceleratore, un banco di prova reale che non racconta il talento, ma lo verifica. Poteva sembrava un azzardo designare Wild Card e coinvolgere nel Campionato giovani pizzaioli quasi come scommesse.

Profili ancora in costruzione, progetti giovani, realtà in crescita. Invece, in 2 edizioni del Campionato questi pizzaioli hanno trasformato l’opportunità in percorso: accesso alle fasi finali, piazzamenti di rilievo, riconoscimento tecnico, credibilità professionale. Non per effetto hype, ma per continuità di prestazioni, per qualità delle pizze e per solidità professionale. Accanto ai grandi nomi già affermati, i giovani pizzamaker sono entrati in gara quasi in punta di piedi. Senza status da star, senza protezioni mediatiche, ma con valori fondamentali di visione, identità e personalità tecnica.

Chi sono i migliori giovani pizzaioli della Campania

Sono 8 i nomi che rappresentano una nuova generazione della pizza italiana. Giovani, preparati, capaci di coniugare tradizione e visione contemporanea, territorio e innovazione, tecnica e racconto. Sono il volto di una pizza che cerca struttura e che non vive di storytelling, ma di risultati. Questo non è un elenco di promesse, ma una istantanea di una generazione che si è guadagnata il proprio spazio. Sono nuove colonne generazionali della pizza italiana contemporanea in Campania. Una lista di giovani, partiti come outsider, che si sono guadagnati sul campo un posto stabile nel Campionato. E che in questo momento, dentro e fuori dal Campionato della Pizza, rappresentano una delle traiettorie più interessanti del futuro gastronomico italiano. Sono loro i “saranno famosi” che famosi sono diventati anche grazie al Campionato della Pizza.

Le 8 giovani certezze arrivano da territori diversi della Campania: Napoli, Caserta, Salerno – e relative province. E rappresentano un’Italia della pizza giovane, colta, tecnica, consapevole.

7 di loro sono già ufficialmente tra le pizzerie selezionate per le Qualifiche dell’edizione 2026 in corso. 7 sui 16 entrati nel Tabellone 2025 e che proveranno a conquistare nuovamente la fase finale. Se Francesco Martucci ha vinto, Davide Ruotolo è a un’incollatura da lui con appena 15 punti di distacco su 2400 punti disponibili alla Finale. Un fremito di una foglia di basilico.

E allora scopriamoli gli 8 giovani pizzaioli della Campania. Che dovreste conoscere assaggiando le loro migliori pizze come abbiamo fatto noi del Campionato con 234 pizze e 762 schede di valutazione .

Davide Ruotolo, il pizzaiolo che si è stancato dei social

Davide Ruotolo è il volto giovane della continuità competitiva nel Campionato della Pizza. Non un exploit isolato, ma un percorso costruito su crescita reale, performance ripetute e capacità di stare stabilmente ai vertici. Per due anni consecutivi ha raggiunto le fasi finali della competizione, giocandosi la vittoria fino all’ultimo turno e migliorando il proprio piazzamento in modo netto. Dal terzo posto al secondo, dimostrando una progressione che racconta molto più di una semplice partecipazione.

Ruotolo lavora su equilibrio, precisione esecutiva e riconoscibilità gustativa, con uno stile che unisce rigore partenopeo e sensibilità contemporanea. Il suo cammino nel Campionato non è fatto di colpi di fortuna, ma di dettagli che definiscono un profilo ormai strutturato, credibile e stabilmente competitivo nel panorama della pizza d’autore napoletana. Davide Ruotolo rappresenta la nuova scuola napoletana, mostrando una maturità rara per la sua età. Nel Campionato ha costruito la sua reputazione con creazioni che uniscono tecnica impeccabile, equilibrio gustativo e personalità decisa.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Capricciosa di Davide Ruotolo
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Diavola di Davide Ruotolo
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Fritta di Davide Ruotolo

Le sue pizze non sono mai passate inosservate. Capricciosa, Diavola e Fritta Natalizia si sono posizionate costantemente tra le migliori della gara, diventando vere firme identitarie del suo percorso. La sua Capricciosa (12 euro) è una perfetta interpretazione del classico napoletano rivisitata con ingredienti selezionati esaltandone ogni singolo elemento, sapore e contrasto. La Diavola (10 euro) conferma la sua maestria nell’equilibrio: il modo in cui viene valorizzata la piccantezza è impeccabilmente armonioso. Infine, la Fritta Natalizia (14 euro) è un capolavoro di golosità. La ripiena con scarole e mele dimostra la capacità di trasformare la tradizione della pizza fritta in un piatto moderno che non perde veracità. Tre creazioni che sono il manifesto del suo stile: classico ma mai banale, tecnico ma sempre coinvolgente. E rappresentano la conferma della sua costanza e della capacità di giocarsi la finale stagione dopo stagione.

Mi sia consentito uno strappo alla regola delle tre pizze migliori menzionando anche la Margherita, la migliore del Campionato 2025.

Marco D’Elia: l’inarrestabile Re di Salerno, giovane pizzaiolo del Campionato

Marco D’Elia si è imposto negli ultimi due anni come la certezza del Campionato della Pizza per Salerno. Diventando di fatto l’unico punto di riferimento della città in gara. Il giovane pizzaiolo rappresenta la scuola salernitana contemporanea: rispetto della tradizione ma in ottica moderna, dunque una pizza rassicurante e allo stesso tempo evoluta. Nel Campionato ha convinto per equilibrio e maturità, diventando una presenza credibile e stabile. Entrato come wild card nel 2024, ha dimostrato subito talento, tecnica e costanza. Il primo anno ha conquistato addirittura la finale. Nel 2025 non ci è arrivato per un soffio conquistando comunque la 6a posizione assoluta. E confermando una crescita continua e una maturità rara per un pizzaiolo così giovane che non esibisce il suo nome su alcuna vetrina.

Il segreto delle sue performance risiede nel lavoro instancabile. D’Elia lavora su impasti capaci di non stancare mai, che sanno adattarsi sia al classico sia alle nuove creazioni. Si distingue per la “leggerissima”, pensata per chi vuole godersi una pizza “scrocchiarella”.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Leggerissima Carbonara di Marco D'Elia
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la salsiccia e friarielli di Marco D'Elia
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la 'Nduja di Marco D'Elia

Tra le sue creazioni più rappresentative spicca la Leggerissima Carbonara (14 euro). Una pizza pensata per essere condivisa ma talmente equilibrata e golosa da poterla finire da soli grazie alla carbocrema a regola d’arte, gustosa ma mai invadente. Non potete non provare il fiore all’occhiello di questa pizzeria: la Salsiccia e Friarielli (13 euro). Un capolavoro che fonde tradizione e modernità in un gioco di contrasti calibrati. Last but not least, la ‘Nduja (11 euro), dove il piccante diventa parte di un’architettura gustativa attentamente studiata, capace di valorizzare ogni ingrediente e ogni sensazione.

Alessandro Bruner: topping da stella Michelin

Tra i profili più originali emersi dal Campionato della Pizza c’è Alessandro Bruner, giovane pizzaiolo di Cardito in gara come Wild Card 2025. Bruner porta una visione artigianale e colta della pizza che ha scelto di mettere al servizio dell’arte bianca la sua formazione da chef. La sua filosofia è chiara: ogni pizza deve diventare un vero e proprio piatto in cui qualità delle materie prime, equilibrio delle consistenze e stagionalità degli ingredienti si fondono in armonia.

Con Alessandro Bruner, la pizza dimostra la precisione di uno chef che incontra la tradizione dell’impasto, dando vita a creazioni memorabili. Il tutto, però, senza mai perdere di vista il cliente quotidiano. Bruner riesce a trasformare la pizza in un percorso culinario raffinato e completo. Mantenendo prezzi popolari che rendono le sue creazioni fruibili a tutti, dimostrando che qualità, eleganza e gusto non devono necessariamente costare una fortuna. Questa visione lo ha reso un punto di riferimento tra i pizzaioli più innovativi del territorio campano.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Asparago Viola di Alessandro Bruner
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Tramonti di Alessandro Bruner
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Cacciatora di Alessandro Bruner

Tra le sue creazioni più iconiche spicca la Asparago Viola (12 euro), pizza che gli è valsa il titolo di Pizzaiolo dell’Anno al Tutto Pizza 2025. Da non perdere anche la Tramonti (12 euro), una super margherita con il pomodoro declinato in quattro consistenze diverse, a sottolineare la capacità di lavorare ingredienti classici con approccio contemporaneo. Infine, la Cacciatora (13 euro), con ragù di coniglio, è la dimostrazione tangibile della mano dello chef in pizzeria. Una pizza capace di evocare profumi, gusto e struttura come un vero piatto gourmet.

Ciro Tutino: il coraggio di osare

Ciro Tutino rappresenta una delle espressioni più affascinanti della nuova generazione della pizza napoletana, perché incarna un paradosso virtuoso: giovanissima realtà, radici antichissime. La sua pizza ha una spinta contemporanea forte, fatta di contrasti, personalità e costruzioni gustative moderne. Nel Campionato si è imposto come profilo creativo, capace di osare senza perdere struttura. Una pizza giovane, dinamica, in continua evoluzione.

Insieme al fratello Antonio guidano Bro. Pizzeria, un progetto contemporaneo che però non smette di guardare alle proprie fondamenta visto che i Tutino sono la quarta generazione di pizzaioli di famiglia. Le loro origini sono quelle della Napoli più autentica. Quindi, la pizza a portafoglio da passeggio, le ruote di carro vere servite a tavola, la pizza popolare come gesto quotidiano. Da qui nasce il loro dualismo stilistico. Impasti super contemporanei per struttura, idratazione e gestione fermentativa, ma stesura a ruota di carro, con la pizza che fuoriesce dal piatto, restituendo l’immagine iconica della Napoli antica.

Non è una scelta di comodo né un esercizio estetico. Questa tipologia di stesura, infatti, non facilita topping stratificati e strutturati. Ma Ciro riesce dove solitamente questo stile si ferma e costruisce pizze complesse su una base volutamente “scomoda”. Il risultato sono creazioni di altissimo livello che hanno saputo trasformare un limite in una personalissima peculiarità.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Provola e pepe di Ciro Tutino
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Caprese ma non troppo di Ciro Tutino
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Non è pizza per Napoletani di Ciro Tutino

Le sue creazioni sono la prova concreta di questa visione. La Provola e pepe a modo mio (10 euro), insieme alla “storica” Fattore Umano, sono diventate vere signature. Dimostrazione di come una ricetta consolidata possa essere potenziata con intelligenza, visione e sensibilità tecnica. Da provare la pizza Caprese ma non troppo (12 euro), in cui Ciro dimostra che precisione, equilibrio e rispetto degli ingredienti . Non perdetevi poi la Non è una pizza per napoletani (10 euro): una pizza con l’ananas che sfida le convenzioni senza mai tradire l’equilibrio.

Vittorio Vespignani: la pizza dal cuore antico a Caserta

Caserta ha un grande protagonista: Vittorio Vespignani che con il recente cambio di location di Decimo Scalo ha portato il progetto a compiere un ulteriore salto qualitativo. La sua pizza si contraddistingue per avere un’anima profondamente antica. Impasti contemporanei nella gestione ma dai profumi, sapori e memoria che parlano di territorio, tradizione e cultura gastronomica locale.

Nel Campionato della Pizza Vespignani si è dimostrato solido sulle pizze classiche, evidenziando una capacità rara di lavorare sulla semplicità, valorizzando impasto, pomodoro e latticini senza sovrastrutture inutili. Ma il suo percorso non si ferma a questo. Vespignani è efficace anche nelle creazioni d’autore con un gran guizzo e una evidente voglia di portare in tavola le eccellenze del suo territorio di cui non nasconde la fierezza. La sua filosofia è evidente: la pizza resta un link emotivo.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Margherita di Vittorio Vespignani
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Affumicata di Vittorio Vespignani
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Capricciosa di Vittorio Vespignani

Consigliata la Margherita (7 euro) che si è distinta più volte posizionandosi stabilmente tra le migliori interpretazioni in Campania. Tra le creazioni d’autore, invece, spiccano le pizze in doppia cottura. Come la celebre Affumicata (14 euro), che esalta cotture, consistenze e profondità aromatiche, dimostrando una visione gastronomica precisa e matura. La sua provola e pepe fritta al forno è in veste rettangolare. Imperdibile anche la sua Capricciosa (13,50 euro), vera prova del nove della qualità delle materie prime e della mano del pizzaiolo. Nella versione di Decimo Scalo tutto è in proporzione e l’impasto sostiene con eleganza ingredienti complessi. Una pizza che racconta cura, tecnica e identità, e che conferma Vespignani come uno dei nomi più interessanti del nuovo corso della pizza in Campania.

Simone De Gregorio: la giovane anima della pizza campana

6 – LA BOLLA

Simone De Gregorio, anima giovane, curiosa, inquieta nel senso più nobile del termine, che ha trasformato la sua passione in progetto strutturato. È oggi una delle figure più riconoscibili e coerenti del nuovo corso della pizza campana contemporanea. Nel Campionato della Pizza il suo percorso è stato segnato da sfide di altissimo livello: si è sempre posizionato tra le migliori 16 pizzerie. In entrambe le edizioni è giunto ai quarti di finale e tutte e due le volte ha incrociato il proprio cammino con i Martucci in match avvincenti. Ma il valore di De Gregorio non si misura solo nelle classifiche. Le sue pizze hanno costruito un riconoscimento che va oltre la competizione.

Ogni sua creazione nasce da una riflessione tecnica, ma si completa in una dimensione emotiva. La sua visione è quella di una pizza che non imita la tradizione, ma la attraversa, la rilegge, la decodifica e la restituisce in forma contemporanea, mantenendo intatta la riconoscibilità dei sapori ma rinnovandone struttura, equilibrio e consistenze.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

La Capriccio di Simone (13,50 euro) è stata premiata al Tutto Pizza 2025 come Pizza dell’Anno. La Margherita (8 euro) ha conquistato il podio tra le migliori margherite del 2025, diventando firma del suo lavoro sull’impasto, sulla cottura e sull’equilibrio aromatico e soprattutto della convivenza delle sue due anime. Quella delle radici napoletane e quella della scelta di Caserta come futuro della propria visione. Impossibile non menzionare la sua Assoluto di mela (6 euro il trancio), la sua pastry pizza, creazione iconica e vero spartiacque. Con questa proposta Simone ha contribuito ad aprire una nuova vera e propria carta delle pizze dolci, riportando centralità e dignità gastronomica a un comparto spesso marginale.

Cristian Santomauro: il Cilento e la sua pizza lenta che non segue trend

Cristian Santomauro è il volto del Cilento nel Campionato della Pizza. Con L’Ammaccata a Casal Velino, porta in competizione una visione che unisce territorio, autenticità e tecnica. Costruendo una pizza che non rincorre le mode ma affonda le radici nella propria identità. La sua è una proposta territoriale, sincera, profondamente legata alla cultura rurale cilentana, ma strutturata con competenze moderne su impasti, fermentazioni e gestione delle cotture. Nel Campionato 2025, L’Ammaccata è Wild Card ma Santomauro si è subito distinto come profilo autentico. Capace di dimostrare che tradizione e contemporaneità non sono poli opposti, ma parti dello stesso racconto.

La filosofia di Santomauro è semplice e radicale. La pizza come tempo lento, come gesto di cura, come momento di relax dedicato al buono, al vero, all’essenziale. Una visione rurale della vita prima ancora che della cucina, dove il prodotto non è spettacolo ma relazione con la terra, con le stagioni e con le persone. Emblema di questo percorso è la sua “antica pizza cilentana”: un prodotto carico di storia e personalità. Impasto che racconta il Cilento, gusto che parla di cultura contadina, una pizza che non cerca l’effetto ma la verità. E proprio per questo, oggi, risulta una delle proposte più riconoscibili e forti dell’intero Campionato della Pizza. E non solo.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

La pizza che vale come dichiarazione d’identità più forte del progetto è la Strazzata del Contadino (12 euro) in cui emerge la visione rurale. Ingredienti semplici, profondamente legati alla terra, costruiti in modo diretto e sincero. È una pizza istintiva, che racconta la campagna, la cucina di casa, il concetto di buono come comfort e verità. Una pizza che cerca la sostanza e trova la sua forza nella matericità. Altra pizza imperdibile è L’Ammaccata del Capriccio (13,50 euro): una capricciosa cilentana, senza fiordilatte, dalla lettura più territoriale ed il cui punto di forza è l’armonia. Con la Margherita (6,50 euro), Santomauro dimostra che anche la pizza più semplice può diventare racconto grazie ad una ricetta che permette all’impasto di essere il vero protagonista. Non una pizza che fa saltare dalla sedia ma sicuramente unica.

Diego Ciraudo: il giovane pizzaiolo in ascesa

Diego Ciraudo è il pizzaiolo titolare più giovane dell’intera selezione. E anche l’unico a non rientrare tra le 16 pizzerie ufficialmente qualificate alle fasi finali dell’ultima edizione del Campionato della Pizza. La sua presenza è un ripescaggio. Uno spoiler del 2026 voluto e necessario. Un riconoscimento al lavoro, alla crescita, alla visione di un ragazzo che ha dimostrato sul campo di meritare spazio e attenzione.

Ciraudo è un testardo nel senso più nobile del termine: curioso, mai appagato, sempre pronto a chiedere “perché” prima ancora di chiedere “come”. La sua filosofia nasce proprio da qui: dalla volontà di capire davvero i processi, non di replicarli. Crede profondamente nel suo progetto e nella sua idea di pizza, al punto da scegliersi volutamente la strada più complessa. Impasti tecnicamente più difficili, gestioni fermentative che richiedono precisione, cotture che non concedono margini d’errore. Diego si complica la vita per scelta, perché la ricerca, la profondità e la costruzione del sapere contano più della scorciatoia. La complessità non è ostacolo, ma metodo. La sua è una pizza giovane, ambiziosa, tecnica, costruita con una visione personale chiara: non imitare, ma costruire. Ed è proprio questa attitudine che rende il suo percorso uno dei più promettenti del nuovo panorama della pizza campana contemporanea.

Le 3 pizze per sentirsi giudici dei giovani pizzaioli del Campionato

le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Battipagliese di Diego Ciraudo
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la PV Climax con i porcini di Diego Ciraudo
le pizze dei migliori giovani pizzaioli del Campionato in Campania: la Fritta Circolare di Diego Ciraudo

Non si può andare a Baronissi e non assaggiare la Battipagliese! (11 euro). Sembra una barzelletta ma è un invito a capire subito Diego. Una pizza che parte dalle sue origini ma finisce per raccontare l’intera Campania in doppia consistenza. La loro interpretazione di Margherita ricorda la sbagliata di Franco Pepe. Passate poi alla PV Climax (17 euro), un tributo ai porcini, una bella sintesi della visione di Ciraudo: tecnica, territorio, creatività e mano culinaria che dialogano nello stesso piatto. È una pizza che non si limita a “usare” l’ingrediente, ma lo costruisce, lo valorizza, lo integra. E racconta. di cucina vera, sensibilità gastronomica e della maturità progettuale peculiare per età anagrafica.

Concedetevi la chiusura con una Fritta circolare (9 euro), un esercizio di precisione assoluta: equilibrio tra impasto e ripieno calibrato al millimetro, proporzioni perfette, cottura tecnicamente impressionante. Una pizza fritta che non vive di eccesso, ma di controllo. La sua apparizione nel Campionato della Pizza ha dato la stura ad altri premi. I 3 Galletti e il premio Pizza d’autore per la Guida de Il Mattino. A dispetto di chi crede che il Campionato della Pizza sia solo un gioco.

Una nuova generazione reale

Questo elenco non racconta solo otto pizzaioli. Racconta un movimento, una generazione che non chiede spazio, ma se lo prende lavorando. Che dimostra che si costruisce sulla competenza, sulla coerenza, sulla visione e non sull’hype. In un sistema che troppo spesso fatica a dare spazio ai nomi giovani, queste storie dimostrano quanto la freschezza generazionale sia una risorsa. Perché i giovani portano energia, visione, linguaggi nuovi, identità in costruzione. E nuova identità non significa mai cancellare la tradizione, ma avere il coraggio di generarne di nuove.

Otto storie diverse, un’unica direzione comune: la pizza come linguaggio contemporaneo, come strumento culturale, come racconto del territorio, del pensiero e del futuro. E se il talento può accendersi in un attimo, la crescita si costruisce solo nel tempo: questi ragazzi hanno dimostrato di saperlo abitare, quel tempo. E di saperlo trasformare in valore.

Questi otto giovani pizzaioli del Campionato sono una nuova generazione reale, testata sul campo, costruita attraverso il confronto, quello delle sfide ma anche quello al tavolo con i giudici. Il Campionato della Pizza non li ha creati, li ha rivelati. Non ci proclamiamo una semplice vetrina, noi siamo contenuto e quindi diamo ai pizzaioli un banco, sì, ma di prova. Un luogo di selezione reale, dove conta la prestazione e null’altro. Prestazioni che ci permettono oggi di raccontarvi il volto più interessante del futuro della pizza italiana.

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