La prima nota di questa ricetta delle sogliole fritte in tempura riguarda proprio il termine tempura. Non è esattamente un sinonimo di fritto: indica una particolare tecnica di cucina giapponese, una frittura leggera di pesce, gamberetti, verdure o altro.

I vari ingredienti, a pezzi, vengono immersi velocemente in una pastella di acqua freddissima, preferibilmente frizzante, farina e (non sempre) uovo. I vari pezzi impastellati si friggono subito in padella, in olio (di oliva, molto leggero, o meglio di arachide) bollentissimo, per poco tempo. Il risultato sarà una frittura croccante e leggera. 

La sogliola fritta in tempura, leggera e croccante, è una ricetta dello chef Miguel Vidal del Restaurante Bancal di Madrid che abbiamo visto all’opera con la ricetta della tartare di rombo. 

miguel vidal ristorante bancal

37 anni, nativo della Galizia, ha lavorato in diversi ristoranti in Spagna, alle Canarie e in Inghilterra. Il suo cursus honorum vede esperienze con Daviz Muñoz al DiverXO (3 stelle Michelin) a Madrid, e al Parador Reyes Católicos a Santiago di Compostela.

Per la ricetta della sogliola fritta in tempura, così come per quella della tartare di rombo, Vidal ha utilizzato pesce a marchio Neptura dell’azienda spagnola Stolt Sea Farm.

La ricetta della sogliola fritta: storia e varianti della tempura

sogliola fritta in tempura

La storia della tempura attraversa i secoli e i continenti. Il nome deriva dal latino tempus attraverso il portoghese tempora. Il riferimento è alle 4 tempora, i quattro periodi dell’anno liturgico cattolico, composti ciascuno da tre giorni (mercoledì, venerdì e sabato), dedicati alla preghiera, al ringraziamento per i frutti della terra e, in origine, al digiuno. E soprattutto all’astinenza dal consumo di carne.

Nato nel Cinquecento, il termine arriva in Giappone nel secolo successivo con i missionari gesuiti, che dovevano appunto mangiare di magro in quei giorni. I cuochi giapponesi idearono così questa ricetta di fritto leggero e croccante, che rende gamberi, sogliole, pesci e verdure perfetti per le loro dieta. 

In questa ricetta di sogliola fritta, la tempura quasi impalpabile avvolge la sogliola senza coprirne la delicatezza. La carne rimane morbida nella pastella croccante, mentre il lime e la salsa ponzu aiutano a valorizzare il gusto del pesce.

Ricordate che in ogni caso la pastella va girata molto rapidamente, e non importa se restano dei grumi. Quindi, per ottenere una sogliola fritta leggera e croccante con il metodo della tempura, bisogna utilizzare acqua frizzante freddissima, impastare la pastella velocemente, friggere rapidamente i pezzi di pesce. E se siete per la sogliola al naturale, qui con olio e prezzemolo come la fa Chinappi a Roma.

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Sogliole fritte in tempura

RicettaSogliole fritte in tempura

Una tempura leggera e impalpabile avvolge la sogliola senza coprirne la delicatezza, creando un piacevole contrasto tra la croccantezza della pastella e la morbidezza della carne. Le note agrumate del lime e la sapidità della salsa ponzu completano il piatto con freschezza ed equilibrio, valorizzando il gusto naturale del pesce.
🍴 Preparazione: 10 minuti
🔥 Cottura: 5 minuti
⏰ Tempo totale: 15 minuti
🍽️ Porzioni: 2
🍜 Portata: secondo piatto di pesce
🌍 Cucina: spagnola
🥄 Attrezzatura: ciotole, padella

Ingredienti

  • 1 sogliola grande
  • 120 g di farina
  • 40 g di amido di mais
  • 1 tuorlo d'uovo
  • Acqua frizzante molto fredda
  • Olio per friggere
  • 1 lime
  • Maionese
  • Salsa ponzu
  • Sale

Preparazione

01
Tagliare i filetti di sogliola in strisce lunghe e regolari.
02
Salarli leggermente e conservarli in frigorifero.
03
Preparare la pastella mescolando farina, amido di mais, tuorlo d’uovo e acqua frizzante ghiacciata.
04
Lavorare l'impasto il minimo indispensabile, lasciando anche qualche piccolo grumo: la pastella dovrà rimanere molto fredda e leggera.
05
Immergere i filetti nella pastella e friggerli in abbondante olio caldo fino a ottenere una superficie croccante e chiara, evitando una doratura eccessiva.
06
Scolare su una griglia, salare immediatamente e servire con spicchi di lime e maionese o salsa ponzu.
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Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

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