La Guida Michelin ci riserverà una bella sorpresa in questa nuova edizione 2019? Un po’ l’ho pensato mentre andavo in direzione del Lago d’Orta. Meta, il ristorante due stelle Michelin Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo.

La serata non era delle migliori.

Una pioggia mai vista, il Lago d’Orta pronto a uscire dagli argini, la classica serata da lupi.

Ma l’occasione è ghiotta: tornare a Villa Crespi a gustare la cucina di Antonino Cannavacciuolo, il cuoco più mediatico, conosciutissimo ai più, il gigante buono che distribuisce fortissime pacche sulle spalle è sempre una bella esperienza.

Villa Crespi, capolavoro moresco-eclettico, ti appare all’improvviso, in tutta la sua bellezza, appena superata la rotonda sulla S.P. 229 del Lago d’Orta.

Il bellissimo portico di ingresso ci accoglie con tutti i suoi stucchi e intarsi arabeggianti, così come la hall, che serve sia il ristorante che il piano superiore che ospita le camere.

Questa volta ci hanno fatto accomodare nella sala interna, pavimento in parquet e solo quattro tavoli apparecchiati con molta eleganza.

Ad orchestrare il servizio Massimo Raugi, già conosciuto al Combal Zero, che si avvale di un buon numero di camerieri e sommelier tutti molto bravi e giovanissimi.

Sono previsti due menu degustazione, Carpe Diem a 150 € e Itinerario dal Sud al Nord Italia a 180 €, oltre chiaramente alla carta.

Di ottimo livello la carta dei vini che prevede proposte a bottiglia e accompagnamenti al bicchiere.

Ho scelto il menù Carpe Diem che prevede un inizio “Il buon viaggio di Antonino Cannavacciuolo” composto da tartellete.

Viene servito quindi il pane con lievito madre da abbinare a burro d’alpeggio.

L’antipasto è composto da Gamberi, tartare di mozzarella, puntarelle, al quale viene aggiunto, al tavolo, una riduzione di brodetto di cime di rapa. Molto buono, si parte bene. La materia prima è incredibile.

Si prosegue con il primo, plin di anatra, zuppetta di fegato grasso, latte di bufala. I plin piccolissimi sono fatti benissimo, la zuppetta e la bufala si mischiano proprio bene.

Ci vengono serviti paccheri con ragù napoletano. Il ragù è stato sul fuoco parecchio, si sente che è extra strong. Sembra fatto apposta. A questo punto della cena ci sono stati proprio bene. Anche fuori programma!

Altro piatto della tradizione per il secondo: baccalà, baccalà, baccalà.

Non ho resistito al formaggio, quattro tipi scelti, Fontina, e poi un formaggio olandese, uno francese, e, da buon novarese, gorgonzola selezione Guffanti.

Pre dessert: finta ciliegia di zucchero.

Dessert: Villa Crespi cioè una barretta ai lamponi.

Piccola pasticceria: di notevole qualità le sfogliatelle napoletane e i babà.

Alla fine, prima di uscire, il saluto di Antonino, super in forma, dimagrito e di ottimo umore.

Voi che dite della sua cucina?

Relais et Chateaux Villa CrespiOrta San Giulio (Novara). Tel +39 0322 911902