Il lusso cambia. La nuova classifica in 10 ingredienti indimenticabili

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diamante

Il mondo sta cambiando, l’idea di lusso è in divenire e cambiamento. Ad un mobile maggiolini si preferisce una cucina Arc linea, ad un paio di Church delle artigianali Carpe Diem, le cravatte di Marinella sono buone solo per bancari appesantiti e gli abiti di Caraceni sono oramai proprietà di Campagna… Insomma tutto è cambiato nell’idea di esclusività e ricercatezza.

Ecco i miei piccoli lussi quotidiani, le dieci cose che mi concedo e a cui non rinuncerei mai:

  1. La pasta Cavalieri, la libidine di ordinare a Maglie il mio carico semestrale di pasta meravigliosa. La certezza che i miei bambini mangeranno solo quella in un gesto insieme di piacere e di educazione del gusto.
  2. Il mio orto di Francavilla al mare, il sapore delle verdure appena colte e di riscoprire il ciclo delle stagioni.
  3. Il vino sfuso. Il piacere di spillare nella brocca di vetro e l’odore forte che mi rimanda all’infanzia. Nel mio caso Valentini e Cataldi Madonna, più lusso di così!
  4. Le uova di Parisi. Irrinunciabili…
  5. La pizza di Bonci e Pizzarium.
  6. Il piacere di un calice di bollicine al banco di Roscioli con un joselito 36 mesi e pizza bianca. Fermare il mondo per un attimo…
  7. Lo scarico mensile di Franco Cazzamali a casa. I tagli di carne impacchettati e succulenti. La sicurezza senza prezzo di mangiare io e tutta la famiglia carne di prima qualità. Magari meno spesso ma squisita.
  8. La matriciana di Arcangelo, semplicemente la mia Roma.
  9. Il pesce alla vecchia marina di Roseto. Il mare come lo conosco e ricordo.
  10. L’olio ruggente di Valentini.

E il vostro podio qual è?

bocchetti-da-gregorio

32 Commenti

  1. Difficili le classifiche e anche se ho avuto un po’ di tempo per pensarci, manca sempre qualcosa 🙂

    1) Bere l’acqua dell’acquedotto del Peschiera dal rubinetto di casa, a Roma. Niente vuoti.
    2) Mangiare le verdure dell’orto di Maremma. La stagionalità senza serra.
    3) Cogliere i limoni del giardino a mare. Zero interventi, tanto sapore.
    4) Le olive ammaccate di Gabriella nel Cilento. Un paesaggio che va oltre il mare.
    5) Lavorare al ristorante dell’Oste del centro e dell’Oste di periferia. Wi-fi, simpatia e bontà. Che vuoi chiedere di più?
    6) Prosciutto, capocollo e salami allevati a casa. La filiera cortissima.
    7) Il guanciale di Parisi. Inarrivabile.
    8) I porcini trovati dai parenti nei boschi. Il profumo dell’insalata del mattino.
    9) Le patate della Collina. Se anche Massimo Bottura dice che sono buonissime gli credo!
    10) La parmigiana che fa mia moglie. Imparare la tradizione e riproporla.

  2. 1. La pizza di Boccaccio ad Acciaroli
    2. La slerpa di pollo fritto al bar della scuola.
    3. La pancetta del maiale di nonno quasi carbonizzata alla brace.
    4. I fiori di zucca dell’orto di nonno fritti nella pastella.
    5. L’acqua Badoit
    6. I gamberi di Rafa’s a Roses (li ho mangiati una volta sola, purtroppo!) e i gamberi in generale.
    7. Vorrei aggiungere la Nutella ma mi sa che non si può!

  3. Ecco la mia classifica:
    1) gli gnocchi di nonna Severina e la pasta al forno di nonna Rosaria;
    2) la carne alla brace di nonno Bruno;
    3) la Caprese di nonna Rosaria;
    4) le marmellate di nonna Severina;
    5) il torrone morbido al cioccolato;
    6) il caffè di Castroni nel latte.
    7) l’acqua del rubinetto di Roma;
    8) la pasta alle vongole di Boccaccio;
    9) il Panuozzo di Battipaglia;
    10) la frittura mista di Boccaccio.

  4. 1.L’olio extra vergine di oliva della campagna vicino Rieti che tutti gli anni a Novembre mi regala una trepidante attesa.
    2.Poter cucinare carne o pesce sulla brace nel terrazzo di casa mia quante piu’ volte possibile.
    3.La mozzarella di bufala, quella vera.
    4.Organizzare una gita gastronomica di un paio di giorni con i miei piu’ cari amici…che magnate e che risate!
    5.Massimo Bottura, Pino Cuttaia, Niko Romito…
    6.Le salsicce tagliate a coltello su ordinazione del macellaio di Cittaducale, Rieti.
    7.L’orto di Francavilla al mare di Alessandro in Luglio e Agosto
    8.I capperi delle eolie.
    9.La colatura di alici di IASA.
    10.I salumi abruzzesi, quelli boni.

  5. Non vorrei sembrare fighetta ma alla classifica di Bocchetti aggiungo un’alternativa estiva alla bollicina del mitico Roscioli. Bollicina sì, anzi di livello, ma al Clandestino, dopo un tuffo dallo scoglio, al tramonto con Moreno Cedroni che mi porge un telo da bagno nella mano sinistra e un bicchiere, linea Adina soffiata a bocca di Spiegelau, a destra. Contenuto? Dom Perignon Enoteque ’95 oppure Krug ’90. Insomma, tutto semplice e low profile, ma non il vino. E adesso tiratemi addosso badilate di m…a!

  6. Per Nicola Massa: A parte il fatto che ti ho visto partire per il Brasile con 50 Kg della suddetta colatura d’alici e certamente avrai nascosto da qualche parte anche i capperi delle Eolie, ma per il resto ti vedo male… amica Cri che peraltro aggiunge il supplì di Arcangelo Dandini all’elenco. Ecco un genere che mi manda al manicomio!

  7. 1 cucinare tutto quello che mi piace
    2 mangiare la frutta direttamente sulle piante
    dell’orto di mio zio
    3 condividere con gli amici le stesse passioni
    4 ricordare la cucina del cortile di mi nonna
    5 la marmellata di more di rovo di mia zia Rosa
    6 avere 2 figli con la tua stessa passione
    7 un uovo di gallina appena deposto
    8 vedere i fiori di zucca la mattina presto che ti si aprono davanti agli occhi
    9 Bonci
    10 la vetta del terminillo, dove ho preso le mie piu’ importanti decisioni

  8. Per Vincenzo ma non solo: Hai perfettamente ragione, metto in ordine le idee ed ecco la mia classifica
    1) Bicchiere di Vigneto Bellavista ’99 di Castello di Ama bevuto al tramonto, al Castello proprio sopra alle vigne, in silenzio e lontana anni luce dalle urla dei tifosi che guardano alla tv la finale dei mondiali di calcio vinti dall’Italia…Qualcuno che legge potrebbe riconoscersi in questo aneddoto.
    2) Aperitivo al banco da Roscioli con le coccole di Gaetano e Alessandro, anche quando Alessandro è arrabbiato, va bene lo stesso. Sono pazza di loro lo ammetto!
    3) Il supplì di Arcangelo Dandini. Commovente!
    4) Aperitivo al Clandestino con grandissima boccia di Champagne di eccellente millesimo, dopo un tuffo dalla roccia con il costume e capelli bagnati + qualche scatoletta del caro Moreno Cedroni
    5) Il gelato della moglie di Bocchetti, assaggiato 10 anni fa e mai più dimenticato. Qui scatta l’applauso.
    6) una serata di vino e cucina dal Farmacista, quando il farmacista, Vincenzo Tassielli era un grande in cucina, ora è solo un grande rompiballe! Scherzo ma non troppo.
    7) lo spaghetto al pomodoro che mi ha preparato fulvio Pierangelini: da manicomio!
    8)Una piadina romagnola al salame, ma non quella di Rimini, quella di Cesena!
    9) Niko Romito qualsiasi cosa prepari, anche un piatto vuoto
    10) la salsa di pomodoro che faceva mia zia di Lentini, anche solo l’odore, basterebbe solo quello.
    Che meraviglia! Vi saluto in attesa delle vostre classifiche

  9. 1) Croissant, pain au chocolat e tutta la boulangerie al Trocadéro.
    2) Preparare e mangiare le crêpes.
    3) La frutta appena colta da nonna Santa al Sambuco.
    4) il caffè da Café do Brasil per guardare il movimento.
    5) i fichi al cioccolato del Cilento.
    6) la pancetta fresca che prepara mio padre.
    7) la marmellata di agrumi di Adele a colazione.
    8) il latte appena munto da Ofelia.
    9) un gazpacho in una torrida serata dell’estate scorsa a Siviglia.
    10) I dolci ebraici del forno del ghetto di Pitigliano.

  10. ha risposto a Cristiana Lauro: Vedi cri che mi conosci proprio bene…sono partito con esattamente 5kg di capperi. Ahime l’ultimo kg ha preso troppo caldo umido e si e’ rovinato…

    Per il resto prendo un aereo e lo condivido con voi…

  11. ha risposto a Cristiana Lauro: 😉
    hai ragione le cene da Vincenzo erano vero lusso! Il miglior ristorante di roma, probabilmente d’Italia, solo per noi 😉 peccato che come tutte le cose belle sia finito… In quanti ci siamo allenati nei fondamentali a quel tavolaccio di legno… si potrebbe dire che una fetta importante della società gastronomica romana ed italiana si sia allenata lì…
    ciao A

  12. Avete detto quasi tutto…quasi però!
    Aggiungo al vero lusso un gommone al tramonto a capo Milazzo e un amico che tira fuori a sorpresa le flute per gli ospiti e si beve:
    bollicine miracolosamente alla giusta temperatura e prosciutto di maialino nero dei nebrodi.
    Da replicare alla nausea…e chi mi vuol capire mi ha capito…!

  13. Bell’articolo Alessandro, ecco la mia classifica:

    1) L’olio d’oliva di mio padre, appena fatto un vero sballo
    2) La mozzarella, la panna e lo yogurt di Vannulo
    3) Il culatello di Cantarelli ed i biscottini della signora Mirella, ero piccola ma non li scorderò mai
    4) Paolo Parisi
    5) Château d’Yquem
    6) La pizza a metro di Carmine Candito
    7) Spaghetto Vicidomini e Piennoli di Casa Barone o Corbarino oppure San Marzano dell’Agro Nocerino Sarnese (pari merito) 🙂
    8) Uscire a cena con la Giovanna e la Lydia, anche per mangiare un tozzo di pane.
    9) Tutto Uliassi
    10) Anche un bicchiere d’acqua da Gennaro Esposito

    L’ordine è assolutamente casuale, metterei tutto al primo posto

  14. ha risposto a Lisa: lisa grazie 😉 è un gioco, ma come tutti i giochi serissimo…
    Il culatello di Cantarelli, un colpo al cuore!
    ciao A

  15. 1 le ostriche del primo pescivendolo della rue Mouffettard
    2 l’acqua del rubinetto (di casa mia a Roma e di casa dei miei a Parigi)
    3 limoni e cedri del giardino di mio padre
    4 il menu della tradizione di Arcangelo a partire dalla carbonara
    5 pasta aglio, olio, peperoncino e peperoni secchi
    6 le fettuccine al ragù, la carne alla brace, i peperoni e i lamponi del signor Pietro (Ristorante Torre Astura)
    7 il burro salato della Normandia
    8 la treccia di bufala da 1,5kg di Auriemma
    9 la baguette tradition e la sfoglia di mele di Moisan
    10 la pasta col tonno preparata da me

  16. Banco di Roscioli: Chateau Latour ’85, hamburger fassona della madonna, dopodichè McDuff di Samaroli 1976.

    Aperitivo al roof garden del De Roussie (ovviamente con Fulvio Pierangelini nei paraggi, possibilmente in condizioni di fare il “suo” purè).

    Tartare mitologica alle Calandre…insuperabile!

    Tortellino in brodo di Bottura

    Aperitivo da Pierino ad Anzio, (dio lo perdoni!) davanti la cloaca magna, con i calici pieni di Salon 85… e crudo di pesce non di quel mare…

    Krapfen di Pretzoff, (scatta l’applauso!)

    I croissant e le veneziane a lievitazione naturale d’una pasticceria a Sperlonga negli anni 80 (puro Proust!).

    Una cofana di moscioli (cozze) al Laghetto di Portonovo ovviamente al tramonto.

    Sambuca molinari a fine pasto, con o senza mosca.

    La grattachecca dalla sora Mirella… annate tutti affanculo!!! :))

  17. ha risposto a Dinardox: ore piccole questa sera al banco di Roscioli… 😉
    allora tutto condivisibile, tranne la tartare delle calandre… Prendere una battuta di diaframma di Cazzamali e ripassarla nel mixer per tritarla ancora a me carnivoro impenitente sembra un guaio… La preferisco impacchettata come mi arriva mensilmente 😉
    ps. ahò non se sta male a fanculo… Quasi quanto e via dei giubbonari 😛
    ciao A

  18. ha risposto a Vincenzo Pagano:

    non ho lussi, se il lusso “è l’abitudine a consumi di elevata gamma qualitativa e di costo. È uno stile di vita e di comportamento che privilegia l’acquisto e/o il consumo di prodotti e oggetti, spesso superflui, destinati ad ornare il proprio corpo o la propria abitazione.” non ne ho.
    Analogamente potrebbe esser e qulcosa che si concede raramente, non necessariamente per il costo alto.
    Concedersi un lusso è quando ci vietiamo qualcosa da soli che raramente ci si concede.
    Non ho lussi, ci sono invece cose molto personali e simili a quelle indicate da Dino che considero i piaceri veri della vita. Sono più di 10 e possono variare nel tempo.

  19. ha risposto a Daniela (SenzaPanna): infatti mi orno la casa e il mio opulento corpo con i pomodori, le meanzane e i fagiolini dell’orto 😛
    Ognuno di noi ha uno o più lussi, può essere mangiarsi la pasta in quel determinato bar, o leggersi per l’ennesima volta Oblomov, oppure regalarsi l’ennesima versione del deutsche requiem o semplicemente dormire fino alle undici quando si avrebbero mille cose da fare… O infine dire che non si hanno lussi 😉
    ciao A

  20. ha risposto a Vincenzo Pagano:

    beh! io quando leggo quello che scrivono gli altri cerco di capir e quello che hanno voluto dire, mi metto nei loro panni e a volte scopro cose molto interesanti o come in questo caso capisco addirittura meglio quello che ho voluto dire io
    🙂

    non c’è contraddizione, è solo l a dimostrazione che quando uno si spiega bene come ha fatto lui e risponde a tono e con disponibilità è un piacere leggerlo.
    Io parto dal principio che ci sia sempre da imparare dagli altri.
    Anche quando in apparenza può sembrare che ci sia disaccordo scavando si scopre che spesso si dicono le stesse cose in modo diverso.
    I valori sono gli stessi, a volte cambiano le regole e si litiga su queste (vanamente, basta essere disponibili e si capiscono gli altri).
    🙂

  21. ha risposto a daniela (senzapanna): Daniela grazie!
    Ma credo che rispondere a tono e spiegarsi sia uno degli assunti per cui si inizia a scrivere in un blog… Per la velocità e la bellezza del confronto…
    Ciao A

  22. 1) Gennaro Esposito
    2) I limoni della costiera amalfitana
    3) Il pomodoro
    a) del piennolo (non in barattolo!!!)
    b) San Marzano (pelato in scatola)
    c) Corbarino rigorosamente fresco!
    4) la parmigiana di mia madre (doppia frittura)
    5) Fiano Villa Diamante (vigna delle congregazione) qualsiasi anno finora.
    6) altri 100 vini ma non c’e’ spazio
    7) il web
    8) Il passaporto
    9) l’aria di Gragnano alle 5 del mattino e a mezzogiorno di qualsiasi giorno dell’anno
    10) la Pasta non posso per conflitto di interessi.

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