Doppio passaggio alla pizzeria Lazzaroni, aperta da una settimana in zona Appio-Latino, a Roma e destinata a diventare un punto di riferimento per i gourmet capitolini. Come anticipato nell’anteprima, siamo tornati in due giorni differenti per assaggiare il frutto di questo nuovo locale messo a punto da Giancarlo Casa della Gatta Mangiona in società con Massimiliano Ceccarelli dell’ex pizzeria a taglio La Tomatina.

Lazzaroni, un nome un destino: si parte dalla vicina omonima villa fino ad arrivare un singolare collegamento storico con l’appellativo attribuito ai giovani popolani napoletani che, a cavallo tra ‘600 e ‘700, avevano nella pizza il loro cibo quotidiano.

Gatta Mangiona e Lazzaroni hanno differenze o sono semplicemente due locali collocati in diverse zone della città? Diciamo che l’esperienza della Gatta Mangiona è una solida base di costruzione su cui sono stati innestati ulteriori motivi di richiamo. A partire dall’impasto della pizza che qui prevede un utilizzo percentuale di farina per pizza napoletana che avvicina il prodotto finale a quello squisitamente partenopeo. Un insieme di base quasi croccante e la consistenza morbida che si allarga sino al cornicione (in versione old style, quindi alto e ben areato) che non dispiacerà ai cultori del portafogli napoletano e potrà incuriosire anche i più scrocchiarelli romani. La consistenza è quella giusta e sarebbe da abolire nel servizio le posate per mantenere ben imbottito il boccone. I giorni di maturazione sembrano quelli giusti e resta solo da comprendere quanto incida l’impastatrice anni ’80 con pale rotanti che meriterà un approfondimento.

Niente piatti cucinati ai Lazzaroni, mentre i fritti sono da primato. Il supplì alla gricia ha sbaragliato anche i fratelli di Monteverde. Mano fortunata o friggitrice super? Non lo sappiamo, ma non ve li fate sfuggire. Giancarlo Casa anche qui ha portato una selezione di birre artigianali e la beverina La Prima del birrificio Aeffe di Castel San Giorgio, due passi da Salerno, è stata bella compagna per tutto il pasto (gli analcolici si sono orientati su un chinotto Lurisia)

La partenza è stata subito scoppiettante grazie ai fritti che, merito della cura di Giancarlo e Massimiliano, risultano sempre intensi e leggeri nella frittura.

Lorenzo. Ottime le Frittatine di Pasta Napoletane scelte dalla lavagna, con l’apprezzata presenza di pancetta, piselli e prosciutto.

Lorenzo. Corposo e godereccio il supplì alla gricia, e buono anche se un pò “pomodoroso”, il supplì classico con ragù e fiordilatte.

Vincenzo. Il supplì alla gricia balza al primo posto della personale classifica romana sbaragliando il campo con un’esecuzione da manuale. E senza contare che il nuovo punto di riferimento della gastro-suppletteria viene via al prezzo di 2 €. Da rivedere il supplì classico con una leggera asciugatura del sugo.

LS. Giustamente piccante il supplì all’arrabbiata, così come la pungente salsina che accompagnava un superlativo filetto di baccalà ed il fiore di zucca.

VP. Anche la pastella del filetto di baccalà e del fiore di zucca (con precisa sapidità dell’acciuga) può fare scuola: nessun tentativo di tempurizzazione ma l’ignorante e delicato spessore delle pastelle italiane.

E veniamo alle pizze.

Margherita

LS. La regina delle pizze non poteva che rivelarsi vincente, rivelando un impasto soffice e ricco di sapore, rinfrescato dal pomodoro e dal fiordilatte. Una gran prova di un classico immortale.

VP. Il benchmark è di rilievo. La preferenza accordata al fiordilatte (non mozzarella, meglio ribadire) a fette e non stracciata è di derivazione napoletana. Nel confronto con la stracciata romana resta superiore nel passaggio al forno. Da preferire.

Patate e Pancetta

LS. Un mix imbattibile e succulento che ammalia dal primo morzo. La delicatezza pastosa delle patate ammortizza la grinta del salume che si rinvigorisce con la parte grassa e con lo sprint del pepe. L’impasto è leggerissimo ed elastico, connotato da una sofficità davvero sorprendente.

VP. La differenza tra una pizza con sommatoria di ingredienti e una che sintetizza gli ingredienti. Piacevole e sostanziosa, anche questa si segnala per l’utilizzo intelligente del fiordilatte che non finisce sotto le patate.

Romana

LS. Una delle pizze della serata, riuscitissima nella composizione e nella cottura simil-napoletana. Il binomio tra bufala (su mia richiesta) e acciughe è prontamente esaltato dall’acidità del pomodoro che ricopre l’impasto in maniera casuale ma perfetta.

Ortolana

VP. Non manca la pizza che cancella i sensi di colpa delle signore/ine a dieta. Uno stereotipo che qui vale una buona realizzazione. Zucchine, melanzane e peperoni bilanciate a modo, ma la pizza merita altri condimenti.

Schiacciata Carbonara

LS. Un grande classico di Giancarlo importato anche da Lazzaroni con piena riuscita. L’esterno cotto minuziosamente conserva un golosissimo ripieno di uova, fiordilatte e pancetta. Una farcia avvolgente e goduriosa che non tradisce le aspettative.

VP. Giancarlo Casa non li chiama calzoni perchè pratica delle fenditure in superficie che mantengono l’impasto basso ed evitano la formazione di vapore all’interno. Una scelta da condividere soprattutto in presenza di un ripieno che non vi farà rimpiangere la classica carbonara di pasta. Nella classifica della cacio e ova capitolina guarda da vicino le posizioni da podio. Consigliatissima ai romani in cerca di rivalsa sui napoletani (in tema pizza, ovvio).

Schiacciata Montecucco

LS. Ennesima conferma di cottura e bontà dell’impasto che però viene leggermente indebolita dall’equilibrio del ripieno (prosciutto cotto,  fiordilatte, pomodoro, pepe e peperoncino). L’estrema piccantezza tende a dominare offuscando gli altri ingredienti. Il risultato complessivo è comunque buono.

Fritti

VP. Un predessert anomalo. La pasta regge bene la frittura, ma probabilmente le temperature di esercizio dovranno essere più elevate e il tempo di cottura minore. Abbinamenti con verdure e sugo di contorno riusciti. Da sbirciare in carta.

Fiori

VP. Un classico di bella esecuzione. La curiosità era quella di ritrovare lo stesso andamento del fritto che gli stessi ingredienti: fiordilatte e acciughe, oltre che fiore di zucca. Sapidità precisa, lieve appunto al panetto sfortunato per una probabile infiltrazione di aria in cassetta durante la maturazione. Pizza predessert per il passaggio sale-dolce.

Radicchio e gorgonzola

LS. Al posto del dessert, ordiniamo questa già collaudata accoppiata di ingredienti che si rivela ancora più buona su una base così ben lavorata. La sofficità dell’impasto accompagna la grassezza del formaggio con classe, e con il piacevole contrappunto amarognolo del radicchio. Degna conclusione.

Dolci

Una veloce toccata a macchina spenta con il tiramisù e la mousse di cioccolato fondente. Se siete rimasti stretti alla pizza arriverete all’esecuzione casalinga del tiramisù o alla nota amara della mousse. Semplici e buoni.

Un passaggio sui prezzi (sempre importanti per un cibo “popolare”). Siamo leggermente al di sotto delle quotazioni della Gatta Mangiona (margherita a 7 €, salsiccia e verdure a 9) con punte che arrivano a 12 € per la Scozzese con salmone. Schiacciata Carbonara a 10 €. A guardare altri listini si può dire che la qualità non costa molto, anzi.

Tirare le somme è abbastanza semplice. Lazzaroni entra subito nella classifica di Roma in posizione di assoluto rilievo ampliando la scarsa offerta di pizzerie di qualità della città. Gli attori al momento sono sempre i soliti noti: Giancarlo Casa e Stefano Callegari (Sforno e Tonda) per la tonda classica; Gabriele Bonci (Pizzarium) ed Edoardo Papa (Fucina) per la pizza come supporto a un piatto. Il locale sembra un po’ piccolino per la quantità di residenti del circondario e per i prevedibili sold out soprattutto nelle serate topiche del divertimento. Quindi, muovetevi ad assaggiarla e fateci sapere cosa ne pensate.

Lazzaroni. Via Tommaso Fortifiocca 68/70. Roma. Tel. +39 06.7811772

(Lorenzo Sandano, Vincenzo Pagano)

26 Commenti

  1. oh my god! Salivazione a mille (fotografie come al solito eccelse) … ma il supplì alla grici è semplicemente (si fa per dire) un risotto alla gricia a mo’ di supplì?

    • Il giusto per una sintesi. La composizione dei 2 equipaggi (che sono andati in 2 serate differenti) è stata 8+3, compresi gli adolescenti 🙂

      • Ti do’ un anteprima Vincenzo …
        Prossimamente I LAzzaroni avranno il piacere di fare una serata di pizza gourmet molto scoppiettante con il Principe di via dei Tribunali Gino Sorbillo ..preparate coltello e forchetta !!!!

  2. Ci avete fatto venire una bella curiosità!

    Non sono un fan della Gatta Mangiona, l’unica volta che ci sono stato non mi ha proprio conquistato, ma qui vedo delle foto decisamente interessanti.

    Forse un po’ di braccino corto nei condimenti, a giudicare dalle foto.

    Bisognerà provare di persona… 😉

    /Carlo

  3. io ci sono stata ieri sera……e conoscevo già la gatta mangiona. supplì e fritti non mi hanno delusa così come anche la pizza (la rustica rimane la mia preferita in assoluto).l’unica nota stonata è stato il servizio….assolutamente frettoloso!!!cameriere che sfrecciano nella sala, velocissime nelle ordinazioni e poco preparate sul menù!

  4. Come promesso abbiamo testato la nuova proposta e ci siamo fatti la nostra idea.

    Se l’obiettivo era quello di fare una pizza napoletana, direi che ci siamo piuttosto lontani.

    Se invece la patente di napoletanità non è tra le priorità del locale, ma si vuole semplicemente proporre una buona pizza ai propri clienti, allora probabilmente con qualche piccolo correttivo da apportare qua e la potremmo anche esserci.

    Per chi è interessato, la recensione completa su Profumi dal Forno.

    Saluti
    /Carlo

    • Be detto da voi che fate la pizza a casa e nn sapete riconoscere un impasto romano da un napoletano e’ tutto un dire…Ma perche’ vi atteggiate a fare i “mega giornalisti ” quando in realta’ avete la competenza di un comune mortale se nn meno ???
      E inoltre come mai su tutte le recensioni fatte da voi alle pizzerie nn ce n’e’ uno dove nn avete trovato un difetto ???
      Come diciamo a Roma nn vi piace un c ..o a quanto pare indipendentemente da chi e dove andate… avete l’attitudine a “smontare ” e sminuire il prodotto degli altri senza nemmeno essere all’ altezza della materia ..e culturalmente preparati.
      Siete appassionati ma spocchiosi …dalla serie pensate che criticando si un modo per far credere che si abbia competenza nel settore ma in realta’ per chi vi conosce davvero si sa’ che siete dei dilettanti che cercano di ritagliarsi uno spazio di qua e di la’ sul web..
      Imparate a fare giornalismo vero..ma prima ancora imparate ad essere competenti e umili altrimente agli occhi della gente rimarrete solo degli sfigati che gestiscono un sito di pseudopizza di livello decisamente basso.

      • Innanzitutto quando si ha voglia di attaccare in maniera così irruenta si dovrebbe mettere nome e cognome come ha fatto Carlo che – ovvio – è rimasto nei canoni della buona educazione (e appunto essere educati).

        Dobbiamo presupporre che “Fabio” abbia assaggiato la pizza dei Lazzaroni per poter intervenire. E sia. Ma ha assaggiato la pizza da “dilettanti” dei componenti di Profumi dal Forno? Forse no. E potrebbe avere qualche sorpresa.

        Con una maggiore moderazione resto un po’ perplesso da quanto scritto da Carlo su Profumi dal Forno
        http://www.profumidalforno.it/portal/risorse/mangiare/pizzeria_lazzaroni

        Si direbbe quasi che è un’altra pizzeria rispetto a quella di cui parliamo qui dopo 2 visite ravvicinate. Avrà preso la classica giornata sbagliata? Proveremo a verificare di nuovo.

        • Caro Fabio,

          innanzitutto grazie del rilievo che dai al mio post… io così assetato di pubblicità raccattata qui e la non posso che esserne contento 😉

          Sul fatto che noi siamo dilettanti non ci piove, è lo slogan del nostro sito… ciò chiarito io dico sostanzialmente quello che penso, non ho alcuna pretesa di esprimere Verità Assolute ma espongo rispettosamente il mio punto di vista.

          Vincenzo, il nostro giudizio non mi sembra poi così distante dal vostro… come sai noi diamo più peso al discorso pizza rispetto a tutto il resto dell’offerta e su alcuni dettagli alziamo un po’ l’asticella.

          Il giudizio espresso è però tutto sommato positivo, pur evidenziando alcune pecche che a nostro avviso sono presenti.

          Un caro saluto
          /Carlo

          • Guarda saro’ buono te ne voglio dare un altra po di pubblicita’ visto e considerato che sai fare solo chiacchiere da bar e nn giornalismo .Se vuoi esprimere il tuo giudizio fallo al baretto sotto casa e nn su un sito dove ci scrive gente competente. Pero’ va bene cosi’ …tanto le vostre recensioni sono tutte uguali …da Tonda alla schiacciata a Monteverde fino a Lazzaroni sull’ Appia….
            Per quanto riguarda lei signor Pagano dovrebbe rileggere le recensioni fatte dai “signori giornalisti in calzamaia e pantofole” e sicuramente notara’ la stessa identica critica su tutti …Non hanno parametri di giudizio ..sanno un po’ di tutto e di niente e sopratutto sono spocchiosi e nn rispettano chi lavora seriamente e chi investe ancora nei locali oggi giorno facendolo con sacrificio ,dedizione e passione vera .
            Si sentono tutti Antony Bourdain della situazione quando in realta’ nn sanno che significa fare il mestiere veramente tutti i giorni per “campare” e portare la pagnotta a casa. Per loro e’ un hobby fare finto giornalismo sparando a zero su tutti ….ma va bene cosi’ ripeto ormai li conosco tutti come sono fatti ed per questo motivo che nn se li caga piu’ nessuno …nn credibilita’ ne competenza vera in materia..ok fanno le pizzette a casa …ma il mestiere e’ un altra cosa !!
            Distinti saluti signor Pagano e complimenti per il suo lavoro …almeno lei lo sa fare a quanto pare.

            Fabio Cannavaro

  5. Grazie, grazie… Ma non esagerare altrimenti tutti penseranno che siamo d’accordo 😉

    La cosa divertente è che la nostra recensione di questo locale è stata positiva, ci siamo solamente permessi di evidenziare un paio di difettucci che secondo la nostra opinione sono presenti.

    Che cosa avremmo dovuto dire secondo te? Che la pizza di Lazzaroni è perfetta? Che è la più buona pizza mai assaggiata? Se avessimo scritto così saremmo stati dei bravi ” giornalisti”?

    Chiariamo poi almeno un punto: noi ci possiamo ritenere dei pizzaioli apprendisti e dilettanti, ma di certo non ci è mai venuto in mente di definirci “giornalisti”, quindi lascio volentieri l’appellativo in questione a Vincenzo Pagano che lui giornalista lo è di fatto.

    Un caro saluto,
    /Carlo

  6. Vedo che vi state divertendo e mi fa piacere 🙂

    Un paio di appunti, se permettete.

    Non si tratta di asticella alta o bassa almeno riguardo al metro di napoletanità della pizza (che per genia sono avvantaggiato) perchè quanto ai giudizi rammento che al simpatico contest organizzato dagli amici di Profumi dal Forno il commento unanime (compreso quello di Francesco Etzi) fu meglio non avermi in giuria causa manica poco larga 🙂

    Tutti possiamo dissentire su un giudizio, l’importante che si facciano comprendere i termini oggettivi: se scriviamo che la pizza è gommosa l’impressione che se ne trae è che non sia buona. Anche se non fa venire sete la notte. E non si tratta di essere giornalisti oppure no, ma di avere chiaro quale sia il messaggio finale che arriva.

    Lazzaroni è una buona pizzeria? Direi di sì alla luce di un assaggio mio a due giorni dall’apertura rinfrancato anche dalla visita di Lorenzo a 5 giorni di distanza. E i primi pareri raccolti sono favorevoli. Diamo anche il tempo di mettere a punto il locale su cui Giancarlo Casa si sta prodigando (ieri ero alla Gatta Mangiona e non c’era, quindi suppongo fosse ai Lazzaroni) insieme al suo socio. Altrimenti giochiamo solo a costruire e demolire miti in maniera abbastanza inutile

  7. Ciao Vincenzo , ero anche io della cordata di profumi dal forno ( eravamo in 4 ) e sulla base di considerazioni comuni Carlo ha stilato la recensione a mio parere per nulla offensiva o infamante ( anche perchè non avremmo avuto motivo alcuno ) ma solo basata sul nostro parere personale da appassionati di pizza .
    Non so dove stia scritto che un utente appassionato di pizza e lievitati non abbia il metro giusto per giudicare un impasto , il nostro gruppo in rete è formato da persone che impastano con passione e dedicano parecchio tempo a studiarsi impasti , farine , pubblicazioni varie e tecniche , siamo gente che ama la pizza al punto da risultare dei veri e propri nerd in questo campo .
    Siamo pizza geek , oppure sfigati come dice fabio , in calzamaglia e pantofole ( a saperlo me le mettevo davvero per stare piu’ comodo ) , ma in quanto tali abbiamo un nostro preciso metro di giudizio sui prodotti lievitati ,
    Non siamo sicuramente professionisti , ma abbiamo diversi pizzaioli che bazzicano il nostro forum in totale serenita’ , e con tutto il rispetto per chi vive di questo mestiere credo che siano purtroppo troppo pochi i pizzaioli che riescono a tirare fuori pizze di buon livello , e chi lo fa ci riesce perchè studia , migliora, cambia e sa leggere ogni critica senza vederla come fumo negli occhi .
    La maggiorparte dei creatori di pizze della “nuova scuola ” romana bazzicava su pizza.it parecchi anni fa , allora unico forum di riferimento dove discutere di pizza e negli anni è stato un piacere rileggere i post di tanti nomi importanti che nei primi anni 2000 parlavano di farine, tecniche , esperimenti ,cosi’ come facciamo noi su profumi .
    Non metto in dubbio il vostro metro di giudizio ( quello tuo e di Lorenzo ) , ma se volessimo fare le pulci all’impasto assaggiato la sera della nostra recensione potremmo intavolare una discussione tecnica lunga e noiosa e forse neanche costruttiva visto il contesto , e per dirlo basta vedere le foto che abbiamo messo , parlano da sole .
    E questo non vuol dire che le pizze erano cattive, ma solamente che se vendute come napoletane non rispettavano i criteri di tale pizza, tutto qui.
    Quindi la mia considerazione è che voi abbiate trovato un impasto migliore del nostro e noi invece siamo capitati in una serata piu’ sfigata , e nonostante tutto abbiamo recensito in modo positivo questo nuovo locale ( possibile che la non presunta napoletanita’ della pizza assaggiata valga’ piu’ dell’alta qualita’ dei fritti , dei dolci, della schiacciata, delle birre ? )
    Le polemiche le trovo inutili ma ancora di piu’ trovo ridicolo il livore

    un saluto

    JAWS

  8. Il confronto è sempre divertente Vincenzo, purchè costruttivo.
    Facendo parte anche io degli ospiti “recensori” di quella simpatica serata, vorrei ribadire, per quanto dovrebbe ormai essere chiaro, che nessuno di noi “pizzettari casalinghi” di profumi dal forno si reputa o si atteggia a giornalista, ne abbiamo velleità di diventare giornalisi, siamo e vogliamo rimanere “pizzettare casalinghi”.

    La libertà e la facilità di espressione dei giudizi in rete è enorme, esprimiamo il nostro modesto e limitato giudizio che rappresenta il nostro gusto personale .
    Quanto e come il nostro giudizio possa essere credibile, lasciamolo decidere a chi ci legge e ci conosce.

    La cosa che non capisco è la seguente , se il nostro giudizio per Fabio conta poco, se siamo solo pizzettari casalinghi da 4 soldi che non sanno (ed a ragione direi) cosa significa farlo di mestiere, perchè da tanto peso al nostro articolo ?

    Per ultimo il rispetto, ed anche l’ammirazione, per chi fa questo di mestiere c’è sempre stato ed è fuori discussione e non credo che i nostri articoli lasciano dubbi in merito.

    Ah quanto al commento “>Se vuoi esprimere il tuo giudizio fallo al baretto sotto casa e nn su un sito dove ci scrive gente competente. ”

    Ricordo che scriviamo appunto sul nostro portale, creato e gestito da incompetenti che giocano con forni a legna ed attrezzature semi-professsionali tra le mura domestica illudendosi di sfornare pizze Napoletane.

    P.S. Se vogliamo parlare di “R”ecensioni, ricordiamoci di mettere tutte le R al posto giusto 😉

    /Davide

    • Purtroppo leggo solo ora questi commenti. Rimango sorpreso dalla relazione fatta da Profumi dal Forno, in particolare riguardo la consistenza della pizza. A mio modo di vedere, infatti , il prodotto di Lazzaroni risulta tutto fuorchè gommoso e similare ad altri impasti nella scena romana. La pizza di Lazzaroni si distingue ed è tutt’altro che banale proprio per la sua sofficità e per la sua stretta somiglianza alla pizza napoletana. Detto questo, ben lungi dal pretendere che tutti abbiano gli stessi gusti, può anche essere che ci sia una serata in cui l’impasto non renda al meglio…la perfezione non è di questo mondo! Comunque è sempre lecita la critica se costruttiva e non denigratoria, rispettando sempre chi lavora con impegno ed onestà. Tanti saluti a tutti e magari se vi va potremmo incontrarci da Lazzaroni per un nuovo assaggio di pizze!

  9. Lorenzo,
    E’ probabile come dici tu che siamo capitati in una serata in cui l’impasto non era al top, capita, o perlomeno non come ce lo aspettavamo che non significa assolutamente che non fosse buono per intenderci.
    I gusti e le aspettative purtroppo non sottostanno a canoni oggettivi ma sono per definizione soggettivi.

    Noto però che la nostra recensione sta passando per negativa quando non è affatto così, abbiamo dato spunti di riflessione che credo possano essere d’aiuto al pizzaiolo a capire i gusti e le aspettative dei clienti, ovviamente è il giudizio di 4 persone comuni .

    Ed è appunto con lo spirito costruttivo e con la voglia approfondire che abbiamo espresso il nostro parere.

    Noi siamo sempre a disposizione ad assaggiare e discutere di pizza, in fondo è la nostra più grande passione.

    Saluti

    /Davide

  10. Sono arrivato oggi su questa recensione.Posso giudicare le pizze solo dalle foto,ed è poco.
    Quindi dovrei tacere.Ed invece dico la mia.
    Anche perchè la prima cosa che faccio quando mi portano la pizza è guardarla
    come se fosse una foto tridimensionale.
    1)guardo il cornicione,ne valuto l’altezza,la colorazione di fondo e la puntinatura o leopadatura.
    2)Poi alzo la pizza (alzata a lenzuola) per valutare la qualità di cottura.
    Dopo aver valutato in questo modo la mia prima pizza da Pellone a Napoli,ho chiamato
    il cameriere e gli ho fatto notare la cattiva cottura,sia del cornicione ed il fondo con estese macchie nere:
    era stata esposta ad fuoco troppo forte.
    Mi volevano mangiare vivo:4 o 5 energumeni in shirt da panettiere.
    Mi sono alzato.
    Tornando a Lazzaroni,le foto presentano una “classica” pizza alla napoletana.
    Cornicione alto(in una tropo alto)ed ottima leopardatua.
    Guardando la foto con i fiori di zucca avevo notato subito
    le differenze con le altre (cornicione e colirazione-puntinatura)
    e Vincenzo ha rilevato un calo nella degustazione.

    A Napoli,sta avvenendo qualcosa di “strano”.
    Stanno abbassando il cornicione e la leopardatura a volte non c’è.
    Questa è una critica che faccio alla pizzeria più blasonata del momento.
    La notizia di Enzo coccia.
    Ci sono stato due volte 3 pizze.Ci ritornerò ancora.
    Una buona pizza ma lontana dalla classica.
    Scusatemi la lunghezza

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui