Milano. Raffica di 10 novità dal caffè al ramen fino a pizzette e Trapizzino

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Mi arrendo: a Milano aprono, chiudono, o cambiano, ristoranti, pizzerie e bar più in fretta di quanto io non riesca non dico ad assaggiarli ma proprio a segnalarli…

Seguitemi in questa nuova scorribanda.

1. Ha aperto Huan Oriental Bistrot con cocktail e Dim Sum

Siamo in Ripa di Porta Ticinese, ma un po’ più verso l’esterno, appena fuori dal “caos” della movida dei Navigli. Il posto si chiama Huan Oriental Bistrot. E al centro del progetto ci sono, ancora una volta, i Dim Sum, come nel recentissimo Mu DimSum in Fabio Filzi.
Si tratta di un lounge bar-bistrot, aperto solo la sera, con un menù basato sui Dim Sum, appunto, ma anche con piatti di dimensioni “normali”, e con una cocktail list che, come viene naturale pensare, guarda a Oriente ma con i piedi ben piantati in Occidente.

2. Ha aperto il concept store Oriental

Oriental è “un concept store che racconta l’Asia attraverso i sapori e le atmosfere di diverse culture gastronomiche. Il negozio propone prodotti alimentari ricercati e utensili originali, ha un’area di ristorazione per il consumo al momento e una zona riservata al take away di pochi ma selezionati piatti tipici orientali. Inoltre offre anche un servizio catering e da marzo un calendario di appuntamenti per coinvolgere tanto i milanesi nella scoperta di nuovi sapori quanto le comunità asiatiche nel ritrovare a Milano un pezzo della loro cultura gastronomica: degustazioni, aperitivi, show cooking e incontri.”
Il negozio, in via San Gregorio 25, tutto bianco, scaffali in legno chiaro tipo Ikea, ha l’aria tranquilla – ma alla presentazione alla stampa, alla qale ho partecipato anch’io, l’allestimento non era ancora completo. C’erano già diversi prodotti sugli scaffali, che non si presentavano troppo stipati, dando così un’aria di eleganza discreta.

3. Una nuova cucina per Misha Sukyas

Una nuova cucina per Misha Sukyas, che, dopo le vicissitudini del Ristorante Bullona, ha trovato dimora da I Mori, ancora in via Archimede, al 5, all’angolo con via Cellini. Il locale, aperto un annetto fa al posto dello storico Al Cellini dai fratelli Marco e Francesco Drago Ferrante, da Bagheria (Palermo), era impostato sulla cucina siciliana: non dovrebbe essere un problema per Misha dare la sua impronta al menù.

4. Trapizzino fa rima con vino

Ormai lo sapete, il Trapizzino di Stefano Callegari (e di Paul Pansera) arriva a Milano in via Marghera al numero 12 dove fervono gli ultimi preparativi per l’apertura di sabato 10 febbraio, dalle 8:30 a mezzanotte. Mettetelo in agenda e leggete la novità che abbina la pizza in formato tasca per accogliere il condimento con i vini scelti da Luca Boccoli. Prezzo della (s)tra-pizza romanesca di 4 €. Buono? Penso di sì. Perché l’ho mangiato di nuovo al Sigep di Rimini quest’anno. Un triangolo di pasta “imbottito” di ogni possibile bontà Made in Rome.

5. Chicco do Mexico diventa solamente Chicco

Locale di successo già a pochi mesi dall’apertura, tanto da aver fatto partire i lavori per un secondo locale in piazza Meda (con una pizzeria che avrebbe dovuto avere la supervisione di Vincenzo Capuano), Chicco do Mexico al Carrobbio diventa Chicco-e-basta.
Via il logo, le divise, spero non anche i bigliettini colorati da consegnare al banco per avere caffè e cappuccini; via anche il caffè, ovvero la miscela appositamente pensata per questo locale dal Bar Mexico di Napoli, “casa madre” del Chicco do Mexico. La famiglia Castagnola è uscita dalla società per divergenze con gli altri soci.
Rimangono, o almeno ce lo si augura, l’idea, il format, la formazione del personale portata avanti in questi mesi. Il caffè rimane comunque napoletano. Solo l’identità è tutta da costruire, ed è un peccato aver rinunciato a una storia e a una identità già ben radicate a Napoli e che sembravano aver ben attecchito anche qui a Milano.

6. Luca Guelfi apre Shimokita con le tapas giapponesi

Se via Sottocorno, la via parallela, è stata “colonizzata” da Giacomo Bulleri, che ha aperto qualche mese fa il suo Giacomo Rosticceria, che si aggiunge agli altri esercizi col suo nome (ristorante, bistrot, pasticceria, bar…), via Archimede è anch’essa in corso di colonizzazione, ma a opera di Luca Guelfi, che dopo Canteen e Saigon sta per aprire Shimokita, un locale di tapas giapponesi. Detto così, si capisce, ma lascia un po’ interdetti: bisognerà attendere l’apertura, prevista per marzo.
L’imprenditore (a cui si deve anche il Petit Italian Bistrot e ultimo gestore del Ricci, oggi sede dell’Antica Pizzeria da Michele) sembra aver colto e sintetizzato al meglio le tendenze di questi ultimi mesi, dai tapas bar ai dim sum, ai cocktail da servire come accompagnamento a piatti e piattini. Il ristorante – un seminterrato in via Archimede 14, all’angolo con via Calvi, dove si sono avvicendati altri locali; non saprei dire se c’è anche un altro livello – si trova di fronte al “quartiere arcobaleno” di via Lincoln.

7. L’Éclair de Genie a quota quattro

Prima era un negozio in corso Garibaldi; poi si è aggiunto un negozio-laboratorio in corso di Porta Ticinese, quindi ha aperto un terzo punto vendita, piccolino, in piazzale Baracca 6. A metà febbraio, anzi per l’esattezza il 16, arriverà il quarto negozio Éclair de Genie, in via Paolo Sarpi al 61 – zona che si sta trasformando in una meta gourmet di qualità. L’aspetto del negozio sarà come quello di piazzale Baracca.

8. Le pizzette di Trieste Pizza traslocano in corso Como

Avete assaggiato le pizzette abruzzesi di Trieste Pizza come vi avevo consigliato? Se non lo avete ancora fatto, affrettatevi ad andare in corso di Porta Ticinese: a breve si trasferiranno armi e bagagli in corso Como 9.
Ce lo ha confermato Riccardo Ciferni qualche giorno fa al Sigep, ma avevamo già visto l’insegna passando appunto da corso Como. Aspettiamo di vedere il nuovo locale (che va ad aggiungersi ai tre pescaresi, e a quelli di Francavilla al Mare, Silvi Marina, Roma, Londra, Madrid).
Non cambierà nulla, se non l’indirizzo: potete approfittare della location in Ticinese se siete più comodi, ma la pizzetta di Riccardo vale assolutamente il viaggio in corso Como.

9. Doppio ramen per Niko Niko

Una ramen house di apertura abbastanza recente e già pronta al raddoppio: Niko Niko Ramen & Sake House ha aperto il suo primo locale verso la fine di corso Garibaldi, al 111, e da qualche settimana il secondo in via De Amicis 3. Una carta di ramen e di coktail interessanti e, ne ho provati un paio di entrambi, decisamente buoni.

10. Al Bullona va Angelo di Gennaro

La notizia l’ho letta sulla pagina Facebook di Dominique Antognoni, giornalista propagatore di notizie interessanti. Ha segnalato per primo le difficoltà del Ristorante Bullona, dove ora annuncia l’arrivo di un nuovo chef (Angelo di Gennaro) fra una marea di commenti polemici, probabilmente riconducibili alla proprietà.

Sempre Antognoni annuncia la trasformazione del bar-ristorante Peck in via Cantù in un ristorante vero e proprio, forse per giugno, ancora senza chef (come Peck Spadari, rimasto senza il bravo Matteo Vigotti).


- martedì, 6 febbraio 2018 | ore 16:05

2 commenti su “Milano. Raffica di 10 novità dal caffè al ramen fino a pizzette e Trapizzino

  1. Detto che sei il numero uno sul campo e il più informato di tutti, a quanto mi quoti la permanenza del tot (tatuato di talento) nella nuova avventura? Per sapere se faccio in tempo a portare una ‘taccata aperta’ di livello con i primi caldi…Sono nelle tue mani, guarda la sfera

    • Non ho sfere da utilizzare, e non sono particolarmente informato, tutto sommato. Conosco Misha da qualche anno, questo sì – una di quelle conoscenze episodiche, non ci frequentiamo, non ho nemmeno il suo telefono.
      Il discorso è semplice. Io sono davvero convinto che Misha sia un ottimo cuoco, preparato e capace, con un bagaglio di conoscenze ed esperienze di tutto rispetto. Ed è anche bravo a raccontarle, a cucinare e a descrivere i suoi piatti, a spiegarti i suoi percorsi mentali e gastronomici.
      Non so se le sue vicende nei vari locali siano dovute a problemi coi soci, con la proprietà, con la Metropolitana, o se magari le sue sfortunate vicende derivino dal fatto che spenda troppo dall’ortolano, o pretenda che i piatti del servizio vengano buttati ogni sera, e mi interessa relativamente – a me importa mangiare bene (è questo che mi interessa, parlando di ristoranti), e, perché no, come talvolta mi accade a tavola, emozionarmi perché nel piatto che ho davanti c’è qualcosa che mi tocca da qualche parte.
      Evidentemente. spero che permanga.

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