I ristoranti non aprono il 4 maggio. Asporto possibile. Riaperture il 3 giugno?

Il take away potrebbe ottenere l'autorizzazione a partire dall'avvio della fase 2 in tutta l'Italia: lo ha detto il Presidente Giuseppe Conte

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La data di lunedì 4 maggio si avvicina e con essa la voglia di poter uscire di casa.

Ma le attività di ristorazione, dai bar ai pub, dalle pizzerie ai ristoranti non riapriranno.

Il 4 maggio, più che uscire, entreremo nella ‘fase 2’, quella in cui dobbiamo imparare a convivere con il Coronavirus senza contagiarci.

Allentamenti per molte cose, ma il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato da Repubblica poco dopo la visita alle Fosse Ardeatine per celebrare la Festa della Liberazione, gela qualche facile entusiasmo.

L’unico divieto che potrebbe cadere nel settore della ristorazione riguarda l’asporto. Il take away di cibi già pronti potrebbe essere autorizzato proprio a partire dal 4 maggio.

Ecco cosa ha detto Giuseppe Conte.

Ipotesi asporto per Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

“Con il nuovo decreto annunceremo un programma di ripresa anche per le restanti attività economiche, anche se anticipo subito che bar e ristoranti non riapriranno il 4 maggio. Stiamo però lavorando per consentire ai ristoratori non solo consegne a domicilio ma anche attività da asporto. In ogni caso confidiamo di offrire a tutti gli operatori economici un orizzonte temporale chiaro, in modo da avere in anticipo tutte le necessarie informazioni e adottare per tempo le precauzioni utili a ripartire in condizioni di massima sicurezza. Il settore del turismo è quello più severamente colpito, anche perché non ha alcuna possibilità di rimediare, da solo, alle perdite accumulate. Il ministro Franceschini sta elaborando varie proposte per sostenere questo settore che, anche dal punto di vista economico, rimane uno dei punti di forza dell’intero “sistema-Italia”.

La revisione delle regole che fin qui sono state imposte con il lockdown non significa abbandono delle regole, ha precisato Conte che annuncerà il nuovo piano all’inizio della settimana. La condizione per ripartire sarà il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto.

La possibilità che lunedì 4 maggio a partire sia l’asporto come ha dichiarato Conte dipende dall’insieme di nuove regole che sono al vaglio dei due comitati tecnico scientifici.

Le nuove regole che rendono possibile il take away

passeggiata

In particolare la possibilità di consentire maggiori spostamenti conservando le garanzie di contenimento del contagio.

La distanza interpersonale accompagnerà questa fase di uscita da casa con la possibilità di fare passeggiate e sport individuale.

Sport individuale quindi correre, ma a distanza di due metri l’uno dall’altro. Il che fa comprendere perché sarà impossibile che riprendano i giochi di squadra.

Sarà possibile passeggiare anche non in prossimità della propria abitazione. In quante persone si potrà camminare? Non più di tre e a distanza di un metro. E il numero tre vale anche per gli spazi chiusi.

Ma non occorre rispettare la distanza di un metro se le tre persone fanno parte della stessa famiglia.

Ecco perché, sulla base di queste nuove misure, potrà essere concesso alle attività di ristorazione di effettuare il servizio di asporto prevedendo accesso contingentato nei locali e file ordinate all’esterno.

In Toscana, Abruzzo e Veneto asporto già possibile

street food

C’è anche il precedente di tre Regioni, Toscana, Abruzzo e Veneto che in questo ordine temporale hanno già dato l’ok all’asporto.

E da domani parte anche in Emilia Romagna.

La sequenza più probabile, quindi, dopo le consegne a domicilio (autorizzate anche dalla Regione Campania che ha dato il via libera a partire da lunedì 27 aprile con due ordinanze di cui la seconda migliorativa per esercenti e lavoratori) prevede l’asporto e solo con la curva dei contagi stabilmente al ribasso la riapertura con nuove norme ancora da scrivere.

Non mancano le ipotesi tra le quali quelle contenute nella bozza elaborata dalla Fipe, e di cui vi abbiamo dato conto, o provvedimenti più restrittivi proprio come quello adottato dalla Regione Toscana che prevede un distanziamento interpersonale di almeno 1,80 metri. Se nella riorganizzazione dei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine FFP2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche contemporaneamente) per chi lavora all’interno di uno stesso ambiente. Le mascherine chirurgiche obbligatorie sempre e dovranno essere fornite dal datore di lavoro: negli spazi chiusi in presenza di più persone, ma anche negli spazi aperti quando non è garantito il mantenimento della distanza personale.

Riapertura di bar e ristoranti dal 18 maggio al 3 giugno

tavolo

E sullo scacchiere del calendario, ci sarà da vedere per quanto tempo sarà possibile effettuare l’asporto in combinata con le consegne a domicilio: solo i 15 giorni che ci separano dalla data ipotizzata del 18 maggio per la riapertura del servizio al tavolo.

O si andrà più avanti verso l’altra data simbolo del 2 giugno e quindi del 3 giugno che potrebbe allentare il divieto di spostamento da una regione all’altra?

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