Il discorso non è tanto “a Milano con tutte queste novità non ci si annoia mai” quanto piuttosto “a Milano con tutte queste novità non ce la si fa più”.

Ci sono le nuove tendenze, come le pasticcerie, le tendenze evergreen, come le pizzerie, e i format che si propongono già come replicabili, quando non sono repliche di altri format che a loro volta replicano…

1. In primavera arriva Spica di Ritu Dalmia

Ritu Dalmia apriva nell’autunno 2017 il suo ristorante – anzi, il suo primo ristorante – italiano, Cittamani, qui a Milano, in piazza Mirabello. Un punto di incontro fra l’India e Milano, e l’Italia, che Ritu ama e frequenta ormai da tempo. Con un buon successo, peraltro, che Ritu intende replicare con Spica, la sua seconda apertura, prevista per la primavera, in zona Porta Venezia.

Spica intende ampliare questa idea di fusione italo-indiana su uno spazio di 280 metri quadri: “un locale diverso, meno ristorante classico e più moderno luogo di incontro, di scambio, di chiacchiere e di assaggi, un atlante di sapori che rispecchia in pieno lo spirito globale, cosmopolita e inclusivo della celebre chef indiana”. Un ristorante, ma anche un cocktail bar, uno spazio comune, conviviale, di lavoro e di svago. Il progetto si presenta molto bene:

Affidato allo studio di architettura Vudafieri-Saverino Partners, il concept racconta il viaggio culturale di Ritu Dalmia dall’India a Milano. Le due realtà trovano infatti spazio nel progetto di interior, dove le suggestioni dell’India si uniscono a citazioni dell’architettura meneghina del XX secolo: da un lato il “bel design milanese” di Albini e Caccia Dominioni, dall’altro quello radicale di Sottsass, che proprio dall’India aveva tratto ispirazione. Il risultato è uno spazio che si rifà con leggerezza ai concetti di condivisione, divertimento, amore per il viaggio, scoperta e internazionalità. Temi che rispecchiano in pieno il carattere e la filosofia di vita di Ritu Dalmia e che si svilupperanno sia nel design che a tavola, dove sarà possibile assaggiare i migliori cibi di strada (e non solo!) delle più importanti cucine di tutto il Mondo, con un’incursione anche nella cucina italiana di cui chef Dalmia è golosa e perfetta conoscitrice.

2. Tutto Si Può aprirà in Galleria Meravigli

In Galleria Meravigli c’era una volta un locale che in certe serate chiudeva in qualche modo i due lati della galleria e si trasformava in una specie di dancing – c’ero stato in un paio di serate a ballare salsa e merengue. Si sono poi succeduti altri locali-bar-ristorante, ma senza grande fortuna. La zona è di uffici, appena defilata dal centro – siamo a poche decine di metri da via Sante, dal Cordusio, e da Starbucks, oltre che da piazza Affari e dalla Borsa. Tutto Si Può dovrebbe aprire a marzo, e sarà uno spazio “multifunzionale”, come si dice oggi, dove si mangerà, berrà, dove si potrà stare, dove succederanno cose. Già così, ci piace. Attendiamo fiduciosi.

3. GuD, Sicilia’s, Dispensa Emilia e forse Starbucks in Stazione Centrale

Nuove aperture food in vista sul lato orientale della Stazione Centrale, previste per la primavera. Il restyling della stazione principale di Milano continua, e ha raggiunto piazza Luigi di Savoia, dove appunto sono in cantiere quattro nuovi spazi per la ristorazione.

Ci sarà GuD, il “parto” più recente del gruppo Ugo Fava-Stefano Cerveni-Luca Miele. Aperto da qualche mese in via Eustachi, dopo la stagione estiva trascorsa con un chiosco a Citylife, Gud si appresta a sbarcare qui in Centrale con il suo concept di “bar di quartiere”. Ma diventerà GuD anche il Social Market in Darsena (spero proprio mantenendo i fritti).

Ci sarà anche Sicilia’s, direttamente da Catania (un e-commerce, un residence, diversi punti vendita): prodotti e piatti siciliani, visto che, come afferma il sito, “Sicilia’s è il brand della migliore sicilianità.”

Ci sarà DispensaEmilia, pasta fresca, tigelle e primi piatti dalla tradizione emiliana: è un altro format presente già in diversi centri commerciali.

E dovrebbe esserci Starbucks. Si è parlato spesso delle intenzioni di Starbucks di aprire molti locali: a  Milano, dopo la Roastery in Cordusio, ha già aperto un paio di Starbucks “normali” alla fine di corso Garibaldi e da Brian&Barry. Anche questo in stazione dovrebbe essere del tipo “classico”, con i bicchieroni di caffè e i prodotti dolci e salati di Princi (marchio che ormai sfoggia all’interno dei suoi locali l’insegna Starbucks / Roastery ).

4. Andrea Asoli lascia Pisacco, arriva Elvis Dedi

Notizia di queste settimane: Andrea Asoli, chef di Pisacco da un anno e mezzo, più o meno, ha lasciato il ristorante di via Solferino, del gruppo che fa capo fra gli altri ad Andrea Berton. Viene sostituito dal suo vice, Elvis Dedi, di origini albanesi, di cui si parla bene – stanno preparando la nuova carta, vi terremo aggiornati.

5. Chiusa la Chicchetteria in Duomo

Vita breve per la Chicchetteria – peccato. Ve la ricordate? Ne avevo parlato qui quest’estate: era un’idea carina, simpatica, ben realizzata. Aperta in piazza Diaz, al posto di una pizzeria. Mi piacevano i suoi “chicchetti”, e i cocktail – forse un possibile limite era proprio l’idea di fondo, un locale di “assaggini” che all’ora di pranzo non sono forse l’ideale. La sera, piazza Diaz non è particolarmente viva e vivace, con locali che chiudono presto, e tutto sommato senza una vera identità che vada al di là dei tre o quattro night club che ci sono in giro. Persino il Grand Hotel Plaza ha chiuso – 4 stelle, mi pare, a due passi dal Duomo, ha tirato giù la cler [lombardo per ‘saracinesca’, NdR] nel 2013.

6. La pasta Sigi arriva in San Babila

Siamo – anzi, saremo, si parla di marzo – in Galleria San Babila, quella che arriva in piazza Umberto Giordano (quella dove c’è Brek, per intenderci, self-service aperto da decine di anni). O, per meglio intenderci, quella dove c’è il Ginrosa (locale storico, le cui origini risalgono agli anni dell’Unità d’Italia). Qui, con due vetrine che prendono il posto di un negozio di abbigliamento, Aeronautica Militare, che si trasferirà al piano sotterraneo, aprirà questo nuovo format di pasta, da consumo in loco e da asporto.

La pasta pronta, e i locali dove mangiarla, ma anche i pastifici, sono uno dei trend di questi ultimi mesi – vedi le ormai numerose aperture di Mi Scusi. Questo locale sarà diverso: nasce dall’idea di Alessandro Curti, imprenditore dell’alimentare, proprietario del marchio Sigi, specializzato in prodotti alimentari che riducono l’indice glicemico. Che saranno appunto cucinati e venduti qui.

“I prodotti Sigi”, ha spiegato Curti a Pambianco Wine&Food, “sono ottenuti con farina e semola ‘frenata’, frutto di un brevetto che, attraverso l’aggiunta di un particolare pool di fibre (il ‘freno’), induce una riduzione dell’indice glicemico ed insulinemico senza alterare le caratteristiche organolettiche. Numerosi dati suggeriscono che i cibi con basso IG abbiano un più favorevole effetto sulla salute, e particolarmente sul rischio di sviluppare malattie”.

Curti è in società con Antonio Seneci, industriale farmaceutico, e Giovanni Pagliarello, proprietario dell’adiacente Vannucci Abbigliamento, che ha ceduto alla nuova impresa l’idea del format (che è già studiato in vista di una possibile espansione in Italia e all’estero) è quella di fornire essenzialmente piatti da asporto (è previsto un servizio di delivery entro l’estate) – essenzialmente pasta, spadellata al momento, ma ci saranno anche pizza al trancio, panzerotti, focacce, dolci.