Un’altra Wild Card entra nelle Qualifiche. E già questo basterebbe a far alzare più di un sopracciglio. OMG La pizza di Gennaro Melillo a Napoli è nel Campionato della Pizza 2026 in Campania.
Quartiere Fuorigrotta. Via Diocleziano è una strada che conosce bene il linguaggio della pizza. Insegne ovunque, impasti ovunque, claim ovunque. Un ecosistema in cui distinguersi significa rischiare di diventare caricatura di qualcosa che abbiamo già visto cento volte.
E invece Gennaro Melillo ha scelto una strada meno rumorosa: fare bene le cose. Che oggi, nel caos della pizza contemporanea, è quasi un atto rivoluzionario.
Cosa vuol dire OMG!

OMG sono le sue iniziali, certo. Ma soprattutto è un’esclamazione. Uno stupore sintetico, pop, immediato. Una specie di “Mamm’ do Carmine” tradotto nel linguaggio globale. Dietro quel nome una mano vera e un sapore riconoscibile. Tecnica senza ossessione da laboratorio. Estetica moderna senza il bisogno di strafare.
L’impasto segue il filone contemporaneo: biga, alte idratazioni, scioglievolezza evidente. Ma il cornicione non urla, non invade, non cerca la pornografia alveolare. Qui resta al servizio del morso. Morbido, arioso, leggero. Una pizza che vuole essere mangiata prima ancora che fotografata.
OMG è giovane, ma non acerba. Ha già costruito una sua identità precisa: cool senza diventare artificiale, pop senza perdere Napoli lungo la strada. E soprattutto evita il peccato capitale di scimmiottare qualcuno. Qui si percepisce il desiderio di trovare un linguaggio autonomo, una traiettoria personale.
Il locale è raccolto, essenziale, costruito con quell’estetica contemporanea che prova a essere calda senza diventare finta familiarità. Una trentina di coperti appena, sufficienti a creare quella sensazione di piccolo rifugio. Qualche tavolo esterno per la bella stagione.
La proposta si muove su tre direzioni precise, tre modi diversi di interpretare la stessa idea di pizza contemporanea. C’è la classica, immediata, riconoscibile; poi la pala, più verticale nella struttura per giocare con consistenze e topping in maniera più ampia. Infine, il rutiello, che profuma di memoria domestica.
Quanto costa la pizzeria OMG! a Napoli
Dando uno sguardo al menu 2026 della pizzeria OMG si parte dagli Antipasti, sezione che omaggia il repertorio classico della rosticceria napoletana: crocchè, arancini e frittatine convivono con proposte più conviviali come il tris di montanare (7,50 €) e il tagliere salumi e formaggi (15 €).
Le Pizze Classiche (5,50 – 11 €) rappresentano invece il lato più identitario dell’offerta, tra grandi classici e comfort food partenopeo. Dalla Margherita (6,50 €) alla Diavola (8,50 €), fino alla Fresca con crudo di Parma e rucola (11 €).
Con le Pizze Fritte (7 – 10 €) il menu entra nella tradizione più popolare e golosa: Tripla P (7 €), Montanara (9 €) e Croccopizza (10 €) raccontano un approccio ricco e immediato.
Contemporanea, creativa, Veg, in pala: tutte le pizze di OMG! nel 2026
La sezione OMG! (11,50 – 14 €) è quella più contemporanea e creativa. Qui compaiono ingredienti e lavorazioni più articolate: dalla Cetarese (12,50 €) con alici di Cetara e pomodorini del Vesuvio, alla 4 Cheese OMG! (13 €), fino alla Pa-Regin (14 €), reinterpretazione della parigina napoletana.
Presente anche una Sezione Veg (10 – 12,50 €), costruita su ortaggi e creme vegetali, con proposte come la Marinara del Piennolo (10 €), la Zuccottella (12 €) e la Scarulella Veg (12,50 €).
Chiude la proposta salata la Pizza in Pala (12 – 29 €), pensata per la condivisione e disponibile nei formati L e XL. Tra le referenze spiccano la Che Fico! (14/28 €), la Santissima Pala! (14,50/29 €) e la Angus (13/26 €), con topping più strutturati e un’impostazione quasi da pizza gourmet conviviale.
La pizzeria OMG alle Qualifiche del Campionato della Pizza 2026

Serata di Campionato. Tavolo a sorpresa. L’aria è quella delle partite importanti, quando il rumore della sala si mescola alla tensione trattenuta. Assente per l’occasione Gennaro, ma questo non dovrebbe cambiare il ritmo della cena: la pizzeria resta nelle mani della famiglia, con Emanuele Melillo e Ida Melillo a guidare il servizio con quella naturalezza che sa essere accoglienza senza diventare teatro. Al banco Luigi Pandolfi.
Il Campionato non concede sconti, nemmeno alle Wild Card 2026 come OMG. Le regole sono semplici e spietate: tre pizze, tre categorie, nessuna possibilità di nascondersi. Margherita. Marinara. Pizza fritta — o che almeno dialoghi con la frittura. La grammatica essenziale della pizza napoletana. Niente effetti speciali dietro cui ripararsi.
Tre giudici al tavolo, cento punti a disposizione per ciascuna pizza. Trecento punti massimi per ogni uscita, novecento complessivi per tentare la scalata. Numeri freddi, quasi calcistici. Ma poi arriva il morso, e il punteggio si trasla in qualcosa di molto più difficile da spiegare: equilibrio, intenzione, memoria. Presente anche lo sguardo, forse più pesante, del giudice che questa Wild Card l’ha voluta davvero, mettendoci faccia, intuito e credibilità. Uno che ha visto in OMG qualcosa prima degli altri. Nessuno spoiler, nessuna investitura pubblica prima del tempo. Solo l’attesa di capire, fetta dopo fetta, se quella scelta fosse semplice intuizione o autentica visione. Capire se una pizzeria ha davvero qualcosa da dire.
1. La pizza Don Pietro

Pomodoro San Marzano, fiordilatte, pecorino romano, basilico, olio di semi (7 €).
Circonferenza che irrompe. Unica referenza del menù con stesura a Ruota di carro. Una degna mappa emotiva di Napoli: XL, larga, viva, stesa fino al limite del possibile, con quel bordo comunque un po’ gonfio. Lato eccessivamente maculato.

Poi la fetta si solleva e la perfomance cambia. La pasta cede, si piega, mostra il suo lato più fragile e più vero: sottile, elastica, quasi trasparente in alcuni punti. È una pizza che non cerca la perfezione geometrica; cerca l’immediatezza. Il San Marzano pulsa rosso, umido, con quella dolcezza acida. Il fiordilatte si scioglie a isole morbide. Il pecorino romano arriva sotto traccia e poi resta, sapido, verticale, quasi elettrico, a dare profondità a una Margherita che altrimenti rischierebbe la carezza e invece sceglie lo schiaffo.

L’olio di semi è il tocco atavico. Lavora in silenzio, porta brillantezza, scorre, lega con untuosità diretta. È una scelta meno aristocratica e più urbana, ma qui funziona perché lascia spazio al pomodoro e alla struttura sottile dell’impasto. Realizzazione che lascia sorridere che emoziona per sottrazione, per ampiezza, per quella fragilità controllata che ti costringe a mangiarla veloce mentre ancora si piega tra le dita. Divina.
2. La pizza Marinara di OMG al Campionato 2026

Pomodoro San Marzano, origano, aglio, basilico, olio evo pregio estratto a freddo (5,50 €).
Cornicione più muscoloso e aromaticità meno attiva. Qui la promessa arriva più forte della sua realizzazione. Il primo impatto è quasi teatrale: un rosso pieno, acceso, largo, disteso fino ai bordi come una colata di pomodoro che vuole occupare tutta la scena. Il bordo presenta da un lato qualche macchia. All’olfatto e al morso qualcosa si incrina.

La fetta mostra una struttura un po’ più cedevole. L’umidità in alcuni punti prende il comando. Il San Marzano sembra non aver trovato pienamente il forno, resta leggermente indietro, con una freschezza non risolta. L’origano appare spento, quasi timido. Non incide. Non graffia. E l’olio arriva poco.

Il risultato è una pizza corretta nell’idea, anche bella in alcuni scorci, ma emotivamente corta: non affonda, non resta, non chiama il secondo morso con quella urgenza quasi primitiva che la marinara dovrebbe avere. Non sbagliata, ma trattenuta. Voce troppo bassa.
3. La pizza fritta Cicolotta

Cicoli, ricotta di bufala, provola, pepe nero, pomodoro San Marzano (9 €).
La fritta classica prende un nome moderno. Si presenta come una mezzaluna gonfia di luce, dorata fino all’eccesso, con quella superficie bollosa e irregolare. La forma è generosa, panciuta, scenografica. La crosta ha un colore bello, pieno, tra l’ambra e il miele scuro, con punti più carichi dove la frittura ha insistito. Al taglio la pasta si apre, cede, lascia filtrare gradienti carnali. Cremosità rotonda, con una forte tendenza dolce. La provola aggiunge profondità e i cicoli spingono bene per sapidità e grasso. Il pepe nero serve a dare ritmo, il pomodoro, più che protagonista, sembra una presenza laterale: una lama acida che avrebbe potuto alleggerire, pulire, rimettere ordine.

Il problema è che l’olio prende troppo spazio. Non accompagna: occupa. Non veste: appesantisce. La pizza fritta dovrebbe essere opulenta, certo, anche sfacciata, ma qui l’eccesso diventa una voce troppo alta nella stanza. Si sente sulla superficie, si vede nella lucidità della pasta, si avverte nel morso che invece di chiudersi croccante e arioso tende a sedersi, a lasciare una scia grassa. Gli ingredienti sono buoni, ben scelti, ma restano come intrappolati sotto una frittura troppo carica.
È una pizza fritta con un’anima bella e una mano pesante: seducente nella forma, ricca nel contenuto, golosa nelle intenzioni, ma frenata da una impropria cottura che le toglie slancio.
Perché andare da OMG in questo 2026
E allora il percorso lascia una sensazione precisa: quella di un avvio altissimo, quasi folgorante, seguito però da un progressivo decrescendo. La Don Pietro aveva acceso la serata con passo largo, personalità e una promessa importante; Marinara e Cicolotta, invece, hanno abbassato il volume, mostrando qualche esitazione.
Peccato, perché OMG resta una pizzeria che promette tanto. Ha identità, mano, idee e una direzione riconoscibile. Ma il Campionato misura proprio questo: non solo il picco, bensì la tenuta. E qui il picco c’è stato, alto e chiaro; è mancata la continuità per trasformarlo in una prestazione davvero compiuta.
INFO
OMG! La pizza di Gennaro Melillo. Via Diocleziano, 406, 80125 Napoli NA. Telefono: 081 393 6136. Instagram
La pizzeria OMG! è alla sua prima partecipazione come Wild Card alle Qualifiche del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.
La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.









Nessun commento