Abbiamo appena annunciato l’apertura di Insieme, bistronomia che prende il posto della Maniera di Carlo: ma sappiamo che Milano ha in serbo altre novità.

La prima che ho incontrato in questo nuovo anno – proprio incontrato fisicamente, facendo una passeggiata – è in Corso Como 10, e ha anche un nome: Amor.

Lavori in corso, ma con un logo e una maschera-volto, una specie di versione fumettata della maschera di Anonymous.

L’annunciato sbarco a Milano dei fratelli Alajmo (Le Calandre, tre stelle Michelin, e una serie di altri locali sparsi in Italia e nel mondo) potrebbe avvenire sotto l’insegna Amor?

Si tratta di un’ipotesi azzardata, ma basata su alcuni indizi importanti.

Il primo, appunto, la dichiarazione fatta a marzo dell’anno scorso, in cui i fratelli Alajmo, Raffaele e Massimiliano, annunciavano per settembre l’apertura di un locale innovativo in Corso Como 10, location storica dell’omonima galleria di Carla Sozzani, corredata di shop, bar, micro-albergo ecc.

A settembre, non era ancora successo niente – mentre i grattacieli a Milano vengono su in un attimo, o quasi, le ristrutturazioni sono sempre più lunghe del previsto.

Comunque, gli unici segnali di lavori in corso nell’edificio erano alcune vetrine su strada del palazzo, chiuse da cartonati anonimi. Cartonati che si sono disanonimizzati nei giorni scorsi, rivelando questo nome, AMOR, e il claim “A steamy Venetian love story”. Una storia d’amore veneziana – ci sta, l’impero degli Alajmo nasce a Padova e cresce tra Venezia e il mondo. A Venezia, c’è anche Amo, aperto nel 2016 al Fondaco dei Tedeschi, ai piedi del Ponte di Rialto. E il logo di corso Como è “AMO” con una “R” più in piccolo, quasi a esponente: come a riprendere il nome del locale veneziano, peraltro realizzato da Philip Stark, che dovrebbe occuparsi anche di questa nuova impresa.

A ben guardare, il volto simil-Anonymous, che campeggia sul cartonato sembra quasi una maschera – veneziana, come farebbe intuire il naso adunco, caratteristica della maschera di Pantalone, veneziana appunto. Non so se due indizi fanno una prova, ma forse sì.

Terzo indizio potrebbe essere il claim “NEW PIZZA CONCEPT COMING SOON”. Il che mi fa pensare da un lato al concept innovativo annunciato mesi fa e dall’altro all’estensione della pizza dall’ABC Montecchia qui a Milano.

Copio incollo dal menu del sito.

La carta segue il ritmo delle stagioni, pur puntando forte sugli “evergreen”. Sono protagonisti i classici della cucina italiana con ingredienti di prima qualità, gli stessi del ristorante stellato al primo piano. La scelta è ampia, spaziando dalle verdure in pinzimonio alle carni alla griglia, per finire con golosi dessert, tra cui l’immancabile Tiramisù. Il tutto rigorosamente preparato espresso. Ma la Pjzza è il piatto che meglio rappresenta il “concetto abc”. Rispetto a quella napoletana, la pizza di Max è più spessa, con l’interno morbidissimo e la crosta croccante. L’impasto lievita a lungo prima della cottura in forno e viene farcito con materie prime eccellenti, provenienti da tutta Italia: pancetta di Cormons D’Osvaldo, il radicchio di Treviso, la burrata pugliese, l’olio extravergine di oliva siciliano selezionato da Max. Il risultato è una pizza gustosa e digeribilissima.

Se effettivamente ci sono loro dietro a queste scritte, gli Alajmo, da straordinari imprenditori quali sono, hanno realizzato che la vera capitale delle novità nel mondo della pizza è ormai diventata Milano.

Mamma, mi faccio quasi paura da tanto sono intuitivo.

PS. L’altra ipotesi è l’invasione danese della pizza.