Un piano sopra è il claim scelto da Oma, nuovo sushi bar che ha aperto a Salerno nel Crescent. Il piano di sopra è quello in testa a Pescheria, la creatura dei fratelli Esposito + Guariglia che si è trasferita dal corso e di cui vi abbiamo raccontato qui.

Oma gioca con il bifronte di “amo” proprio a segnalare il legame con la casa madre, la pesca e il pescato. L’ingresso è comune: a piano terra c’è Pescheria, al primo piano Oma. Appunto al piano di sopra.

Come si mangia? Molto bene in questa fusion tra pescato mediterraneo e istanze giapponesi. Con incursioni del ceviche sudamericano. E non manca il salmone perché, se in pizzeria non sei nessuno se non hai la doppia cottura, al sushi non può mancare il salmone.

Ma voi mettetelo tranquillamente da parte. Buono per carità, ma non può reggere il confronto con una spigola o un collare di ricciola. Men che meno con il tonno che vedete in copertina.

In cucina ci sono Gianluca Ventre, dieci anni di esperienza nella ristorazione fusion giapponese tra Italia e Medio Oriente, con Riccardo Cannizzaro al suo fianco. Entrambi salernitani, entrambi desiderosi di ritornare a casa ma con i fuochi d’artificio.

Poi ci sono Silvana Carrara, sommelier di sakè, Antonio Carta aka Mr. Paper che è forte bartender. E a guidare la sala, Corrado Spadavecchia.

Come si mangia da Oma a Salerno

la zuppa del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Apre la Zuppa con miso, tofu, alghe e cipollotto verde (8 euro). Vero è che abbiamo già assaggiato la proposta alcolica di Mr. Paper, ma la zuppa apre lo stomaco ancor di più.

Scegliamo dalla carta dei vini di Oma, ristretta rispetto a quella di Pescheria ma nulla vieta di pescare dalla cantina dal piano di sotto, lo Chenin les Terres Turones.

la carne di kobe del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Che regge l’ottimo carpaccio di Kobe A5 da allevamenti non intensivi (25 euro). Qui da Oma il sashimi è ben declinato con una carne scottata accompagnata da salsa di soia, erba cipollina e tartufo. Piatto pregiato e pregevole.

il tataki di tonno del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Il tonno del tataki è dei nostri mari, appena scottato a chiudere gli umori in una carne sincera accompagnata dal titillio piccante del jalapeno ben dosato con la salsa ponzu (32 €).

Potreste sbandare con lo Yakitori di pollo (2 pezzi a 11 euro) spennellato con riduzione di soia che suona poco con sushi bar. Ma fidatevi, vale l’assaggio.

i gyoza del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Rientriamo in piena area comfort food orientale con i gyoza ripieni di black cod (4 pezzi a 12 euro). Giustamente croccanti e decisi nel sapore.

Il sushi che tutti chiedono

sushi e sashimi del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

E veniamo al sushi – sushi con la selezione di nigiri e sashimi.

gli uramaki di tonno del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

e poi via con gli Uramaki history tuna con il riso ripieno di chutoro e avocado e ricoperti da akami (35 euro per 8 pezzi). Tradotto, la parte intermedia del grasso (l’otoro è la più grassa) farcisce, la più magra – akami – sovrasta. Bel colpo d’occhio ma soprattutto di sapore, merito anche del riso che non fa solo da comparsa.

i roll di salmone del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Il Salmon roll (25 euro per 8 pezzi) può essere visto come una maledizione necessaria, ma Oma riesce a mettere in tavola una preparazione dignitosa in un classico con l’avocado. Che ovviamente non può competere con il tonno.

Oma roll

Né con il signature, l’Oma roll che sale in cattedra con il ripieno di ricciola, un gambero rosso dichiarato di Mazara (per quelli del Cilento bussare al piano di sotto) e lamelle di tartufo (40 € per 8 pezzi). Non sentirete la mancanza del salmone.

I piatti special irrinunciabili

ceviche del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

E qui veniamo ai pezzi forti che dicono di andare da Oma. Che è sushi bar ma è anche meglio come ristorante. Spettacolare con il ceviche nippo-sudamericano-mediterraneo. Tonno corposo asciugato dal sale, zuppa che rinfresca con il sedano, wasabi che punge il giusto, daicon che accompagna in maniera elegante, alcancia – il mais peruviano – fritta. 25 euro è il migliore rapporto qualità-prezzo-soddisfazione della cena.

A meno che non becchiate un collare di ricciola locale cotto alla brace e laccato che è un fuori menu.

la spigola del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Mentre trovate sempre in carta la Spigola cotta sul robata e condita con salsa verde chimichurri (27 €). Anche qui contaminazioni tra due sponde dell’oceano Pacifico per un risultato che premia il gusto. Passate avanti se per voi la spigola è solo olio e (argh) limone. 

il black cod del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Molto buono è il Black Cod, il merluzzo nero dell’Alaska marinato al miso (38 euro). Corposo si sfoglia una bellezza e la marinatura aggiunge un tocco esotico che ne fa un piatto ben diverso rispetto ai nostri tradizionali. Da tenere in grande considerazione al momentio dell’ordine.

E se siete del partito della carne, allora che sia Spicy beef (35 euro), medaglione di filetto Black Angus con salsa di soia leggermente piccante.

le patate del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

In ogni caso, ci vanno bene le patate cotte alla brace (10 euro).

la carne del ristorante giapponese Oma al Crescent di Salerno

Su richiesta, ottima tagliata di Kobe, la stessa carne del carpaccio, da condire a piacere con sale Maldon e foglie di wasabi (60 euro).

Il dolce

Il mega piatto del dessert è composto con i tradizionali mochi ripieni di gelato (8 €), il mango in tre consistenze con crumble di mandorle (15 €), la cheesecake con frutta di stagione (10 euro), il tortino di cioccolato con cocco e gelato (12 €).

Ora stabilire se Oma sia sotto o sopra Pescheria dipenderà dai vostri gusti più o meno fusion o tradizionalisti. Per ora si candida ad essere il migliore ristorante di sushi a Salerno. Non resta che andare a provarlo. Chiedete pure del ristorante al piano di sopra e sappiate che nel fine settimana c’è anche l’accompagnamento musicale.

Quanto costa il ristorante giapponese Oma a Salerno

Partiamo con l’Omakase che è il percorso al buio. Due formule in carta. Omakase per 2 a 90 euro e Omakase Premium sempre per 2 a 150 euro a persona.

Pescando dalla carta – basta guardare i prezzi fin qui elencati – il costo di una cena può variare e di molto soprattutto se si attinge ai piatti più costosi come l’Uramaki di astice (40 € per 8 pezzi). Scegliendo 4 portate dalle diverse sezioni, veleggiate sugli 80 euro.

Come detto, alla voce bere, la cantina è fornita ma i più esigenti troveranno soddisfazione in quella più ampia di Pescheria.

voto recensioni Scatti di Gusto 3,5

Voto: 8,5/10

Oma. P.za della Libertà, 2, 84121 Salerno SA. Telefono: 089 935 8289. Instagram

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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